Menu

Recensioni

AFU – Great Weather No Crowds

2017 - Seahorse Recordings
rock / alternative

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. Dolores
2. Head Off
3. Chantal
4. Quickie
5. Ain’t It Funny
6. Mayan Veil
7. ¾
8. Peaceful
9. Ballad for the Sun
10. Tubero (the tale of how 365 days made a devolution)


Web

Sito Ufficiale
Facebook

Originari di Torino, formatisi nel 2004, gli AFU sono oggi un gruppo che ce la mette tutta per portare un po’ dell’identità italiana in un genere particolare come l’alternative rock e per farlo scelgono un modo originale, fuori dai soliti schemi.

Dopo una prima demo uscita nel 2007 e intitolata “Astrazioni Fonico-Utopistiche“, la band aveva in programma l’uscita di un primo lavoro autoprodotto “AFU”, che però non ha mai visto la luce. Naturale chiedersi il perché. Beh, la ragione di questo va ricercata soprattutto nelle crescenti attenzioni per la scena musicale circostante e le influenze grunge/punk, che hanno cominciato a farsi sentire tanto da determinare il quasi totale abbandono della ritmica funk rock degli esordi.

La netta deviazione nelle proprie sonorità ha portato la band a trarre ispirazione da band come Nirvana, Pearl Jam e in parte ad avvicinarsi alla formula alternative rock, talvolta dolce, tranquilla e talvolta decisa e aggressiva (Quickie, Ain’t It Funny) utilizzata da gruppi come Foo Fighters oppure Editors. Ci sono poi stati diversi cambi all’interno della formazione prima di arrivare alla stabilità, trovata con una lineup composta da Sandro Palladino (voce), Andrea Quaglino e Diego Damiano (chitarre), Fabio Lana (batteria) e Stefano Fiorin (basso).

Bene, quest’anno finalmente esce il loro nuovo disco “Great Weather No Crowds“, etichettato Seahorse Recordings. Una realizzazione ragionata ed efficace, che nasce da un buon lavoro di gruppo, una grande dedizione alla musica e da una fruttuosa collaborazione con Manuele Miceli (Gramarossa Studio).

I testi, composti in lingua inglese, sono prevalentemente intimisti, basati su riflessioni circa il binomio amore-morte o su immagini che evocano un senso di inadeguatezza, di una vita, di cui tutti ricerchiamo disperatamente il senso –senza riuscire a orientarci in questa ricerca- che trova la sua salvezza unicamente nell’amore. Insomma, la parola d’ordine è “sentimento”. Per quanto riguarda gli arrangiamenti invece, in ogni pezzo si possono apprezzare la buona base di bassi, la voce limpida, fresca e la ritmica accattivante in pieno stile aternative.

10 tracce ben realizzate, che affondano le loro radici nel punk e nel grunge anni ’90 per un rock di alta qualità che piace proprio a tutti.

 

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close