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Pitchfork Music Festival Paris 2017: dettagli e line-up (si va o no?)

Pitchfork

Pitchfork.
Su questo sito web diventato negli anni un mastodonte dei media musicali, di proprietà di Condé Nast, si é detto molto (probabilmente troppo).

C’è chi lo detesta e non ha mai potuto sopportarlo, c’è chi lo adora; ci sono poi i fan della prima ora divenuti haters «xkè sono dei venduti » e quelli che ancora si chiedono come diavolo sia possibile che ora gli idoli di Pitchfork siano Kanye West e Beyoncé (i tempi cambiano…).

Per quel che mi riguarda Pitchfork é il sito che ha pubblicato una delle piu geniali stroncature di sempre e che dovete assolutamente leggere dopo aver finito questo (lungo) articolo:  Shine On dei JET.

Ovviamente vi chiederete come mai qui ad Impatto Sonoro stiamo parlando delle concorrenza diretta ed il motivo è molto semplice: da qualche anno Pitchfork organizza a inizio Novembre una versione europea del suo celebre festival di Chicago.

La rassegna si tiene a Parigi dal 2 al 4 novembre, con una line-up ricchissima, e vi consigliamo vivamente di parteciparvi se siete di passaggio a Parigi o se non sapete che fare il week end dei morti (se volete una scusa per organizzare il viaggio dite alla vostra dolce metà che volete portarla/lo nella città dell’ammmmore e poi al posto di fare il solito giro turistico inventatevi che la torre Eiffel é chiusa per lavori, fatevi il risvoltino ai jeans e dite con aria fiera che é molto meglio andare ad ascoltare un po di musica).

Si comincia il giovedi con una serata che vede protagonisti i The National. Oltre a presentare il loro nuovo (e magnifico) album “Sleep Well Beast” (qui la nostra recensione), Matt Berninger e compagni, evidentemente non paghi, si sono anche occupati della line up della serata ed hanno invitato a suonare band come Ride, Kevin Morby, This is the Kit, Chassol e Mina Tindle. Come dire : un giovedi sera di gran classe  per scaldare i motori.

Il venerdi la programmazione diventa più eterogenea: ci sono quelle bestie da live dei Jungle , un jazzman incredibile come Kamasi Washington, che di recente ha suonato con Kendrick Lamar, Rejjie Snow, la giovane rapper Tommy Genesis, Andy Shauf e gli attesissimi (ma per alcuni noiosissimi) Cigarettes After Sex.

Si chiude il sabato con una giornata che terminerà alle 6 del mattino con Run The Jewels , Badbadnotgood, Loyle Carner e Princess Nokia.

Durante la tre giorni, non mancano certo neanche i gruppi di casa, band francesi che potrebbero risultare sorprendenti anche per il pubblico italiano: da The Blaze, a Jacques, un tipo con l’acconciatura di un monaco benedettino che ti fa ballare campionando i suoni di tutto quello che gli capita a tiro (piatti da cucina, portapenne e  appendini) passando per Isaac Delusion, Polo & Pan e Mina Tindle.

Nel caso in cui non vi avessimo ancora convinti, o vogliate giocarvela ancora più hype  (o semplicemente non avete i 110 euro del pass 3 giorni) sappiate che il festival non si limita alla Grande Halle de la Villette. È infatti previsto anche un interessante off organizzato in vari bar e sale da concerto dell’11esimo quartiere di Parigi (attorno alla piazza della Bastiglia, per intenderci), tra il 31 ottobre e il 1° novembre. Il biglietto é di soli 16 euro e vi sono un sacco di gruppi fighi, di cui difficilmente avrete sentito parlare. Puro spirito Pitchfork.

L’anno scorso, per esempio, ho potuto assister al set di Alex Cameron (andate ad ascoltarvelo se non lo conoscete). Se invece avete solo voglia di ballare, non lontano della Grande Halle dove si svolge l’evento principale, il giovedi e venerdi sono previsti due after-parties organizzati in collaborazione con Red Bull.

C’é solo l’imbarazzo della scelta insomma.

Ci vediamo lì?

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