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Converge – The Dusk In Us

2017 - Epitaph
post-hc / metal

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Tracklist

1. A Single Tear
2. Eye of the Quarrel
3. Under Duress
4. Arkhipov Calm
5. I Can Tell You About Pain
6. The Dusk in Us
7. Wildlife
8. Murk & Marrow
9. Trigger
10. Broken by Light
11. Cannibals
12. Thousands of Miles Between Us
13. Reptilian


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Sono passati cinque anni dall’ottimo “All We Love We Leave Behind“, ed ecco nuovamente i Converge, gruppo che nel 2001 con quel capolavoro che portava il nome di “Jane Doe“, ridisegnò le coordinate di un genere che sembrava aver già detto tutto nell’arco di circa vent’anni. Sto parlando di hardcore anche se è riduttivo definire i Converge semplicemente una band hc, perché la loro musica è un mix di diverse influenze che spaziano in territori decisamente estremi, con un’attitudine e una voglia di andare sempre oltre travalicando stereotipi ed etichette, che li ha sempre accomunati ad un’altra band seminale e fondamentale del genere come i Black Flag, rendendoli a tutti gli effetti al 100% i porta bandiera e la migliore espressione dell’hardcore odierno.

Anche in “The Dusk In Us” rimane fortemente persistente quella profonda sensazione di lacerazione interiore presente in ogni album della band di Salem, come se dentro ognuno dei quattro ci fosse un demone che li divora dall’interno e l’unico modo per esorcizzarlo sia l’urgenza della musica che letteralmente rigettano. Basti ascoltare il modo di cantare straziante di Jacob Bannon per capire cosa intendo. Il tutto, come sempre, risulta molto veloce ma mai lineare o banale, inquietante ma fortemente evocativo, con ritmi spesso al limite del math-core più schizofrenico, chitarre taglienti intrise di feedback tipicamente noise, basso super distorto e presente, in simbiosi con una batteria schiacciasassi che sembra voglia abbattere chiunque le passi davanti.

Sarebbe però banale ridurre semplicemente a questo la musica dei Converge, perchè per capire veramente che turbinio di emozioni provochino l’unico modo è ascoltarli attentamente. Mi rendo conto che non sia assolutamente facile, e che per qualcuno l’ascolto potrebbe risultare  indigesto o terribilmente angosciante, ma probabilmente è sempre stato questo il loro fine ultimo.

Entrando nello specifico, il disco si apre con A Single Tear, che ricorda l’iniziale e vagamente “ emocore” Airmless Arrow, prima traccia del disco precedente. Già dalla successiva Eye Of the Quarrel si capisce che la “melodia” in senso stretto non è proprio nelle loro corde. Under Duress risulta un pezzo più cadenzato e ragionato, che sembra essere uscito da “Axe To Fall“, ma la belva si scatena subito con la successiva Arkhipov Calm, che ricorda molto nelle geometrie i compianti Botch, così come I Can Tell You About Pain o Wildlife, perfetta definizione musicale di quel caos organizzato di cui i Converge sono maestri indiscussi.

La title track si insinua più lentamente e lascia intravedere sprazzi di una melodia  sofferta e soffusa, segnando una piacevole sorpresa a metà di un lavoro che fin qui ha già scavato profondamente nelle oscurità dell’animo umano. Sulla stessa lunghezza d’onda troviamo Thousand Miles Between Us, in cui la voce di Bannon si fa a tratti meno disperata. Murk & Marrow e Trigger mettono in mostra la sempre ottima e non scontata chitarra di Kurt Ballou, forse mai così noise: sono questi gli episodi che si differenziano maggiormente all’interno del disco e che fanno da ponte alla doppietta Broken By Light Cannibals, sparate in faccia all’autentica velocità della luce. Chiude Reptilian, che sembra voler riprendere con l’arpeggio iniziale la traccia che dà il nome dal disco.

Quello che probabilmente colpisce maggiormente di “The Dusk In Us” è la capacità dei Converge di mantenersi su di un livello qualitativo sempre decisamente alto; nonostante più di vent’anni di carriera alle spalle, ormai la band non aggiunge forse più nulla di innovativo dal 2004, quando uscì l’oscuro ed intensissimo “You Fail Me“, ma riesce comunque a confermarsi lavoro dopo lavoro legitimmando a pieno quello status di band culto dalla quale è improbabile, se non impossibile, ricevere brutte sorprese.

I fantasmi e gli incubi sono riemersi e con loro i Converge, bentornati.

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