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St. Vincent – Masseduction

2017 - Loma Vista Recordings
pop / indie

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Tracklist

  1. Hang On Me
  2. Pills
  3. Masseduction
  4. Sugarboy
  5. Los Ageless
  6. Happy Birthday, Johnny
  7. Savior
  8. New York
  9. Fear The Future
  10. Young Lover
  11. Dancing With A Ghost
  12. Slow Disco
  13. Smoking Section

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Qual è la formula più efficace che ogni artista deve conoscere e attuare per evitare di essere travolto dalla logica dell’ottovolante? Un saliscendi di successo e ispirazione che ha trascinato con sé indistintamente giovani promesse e vecchie glorie, vuoi per mancanza di reale talento, vuoi per scelte sbagliate sullo stesso. La risposta a questo dilemma infinito non è nelle mani dei produttori, benché meno negli artisti, quanto nella casualità delle cose che sfugge al completo controllo del sistema produttivo musicale.

St. Vincent festeggia il decennale dal suo debutto con “Masseduction“, dopo il grande successo dell’omonimo “St. Vincent” con il quale è riuscita a scalare le classifiche di tutto il mondo. Sarà riuscita a centrare nuovamente il segno con il sesto album della sua carriera? Mancare il centro del bersaglio è plausibile, mancarlo totalmente non è accettabile.

Il sound minimale ma intrinsecamente St. Vincent di Hang On inaugura il nuovo lavoro dell’artista americana, lungo tre minuti di elementi celestiali che rimandano ad atmosfere extrasensoriali, seguita dal cambio di prospettiva di Pills, decisamente più rock e vivace del brano precedente. L’incrocio tra extravaganza e formula pop tipica di una carriera si riscopre in Masseduction, per sublimarsi poi nella nervosa Sugarboy dove elettronica bit e rock si fondono in un crescendo chimico.

Il singolo Los Ageless e la successiva Happy birthday, Johnny mostrano due facce opposte di una stessa medaglia che fa propri i temi della lontananza e del senso di solitudine, in due abiti diversi ma ugualmente efficaci nell’esprimere il senso di vuoto presente nei testi. Temi che non abbandonano il disco e che anzi si ripalesano in New York riprendendo la formula malinconica di Happy birthday, Johnny. Fear the Future è la ultimo sussulto di energia che irrompe con tutta la sua epicità in un finale di disco che si lascia attraversare da un senso di malinconia che si lascia alle spalle tutta la forza della prima parte, non riuscendo però a continuare con la stessa efficacia il cammino intrapreso precedentemente.

Masseduction” è un disco che non può essere legato a doppio filo con il precedente lavoro di St. Vincent. Una sempre maggiore maturità acquisita nella scrittura non sembra andare di pari passo con le scelte in materia di sound e scelte stilistiche. Sia chiaro: ogni pezzo ha in sé almeno un elemento che cattura l’attenzione dell’ascoltatore e ha le potenzialità per sedurne di nuovi. Ciò che rende “Masseduction” un altro ottimo album è la mancanza (voluta o meno) di una strada sonora chiara, seppur sfumata con diversi colori, a fronte di una ricchezza nei testi che rimane presente. Le dieci candeline sono state spente con successo, ma qualcuna di esse ha necessitato di un secondo soffio.

St. Vincent colpisce nuovamente il bersaglio e si posiziona vicino al centro, sfiorandone il bordo con un pizzico di rimpianto. La giostra dell’ottovolante è stata evitata, ma la distanza nei suoi confronti non è ancora quella di sicurezza.

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