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Battle Dagorath – II – Frozen Light Of Eternal Darkness

2017 - Avantgarde Music
atmospheric black metal / dark ambient

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Tracklist

1. The Great Untuning
2. Death Ov Aeons
3. Asteres Planetai
4. Cast Their Ashes To The North Wind
5. Evoking The Mirrors
6. Fire Born From The Seer's Light
7. Supernal Realms
8. Ignis Fatuus


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Abbiamo aspettato poco più di un anno ed ecco che il secondo capitolo del progetto dei Battle Dagorath prende forma. Infatti, dopo “I – Dark Dragons of the Cosmos” del 2016, l’oscuro duo californiano di Black Sorcerer Battle e Vinterriket dà alla luce “II – Frozen Light of Eternal Darkness”.

Il copione è quello a cui siamo stati abituati: black metal puro e tecnicamente ben eseguito che si distanzia da quello della scuola nord europea, dando spazio anche a sonorità ambient. Fino a “Cursed Storm of Ages” del 2013, nei testi padroneggiavano tematiche di desolazione e gelida oscurità naturale, basta guardare le copertine dei dischi. Tuttavia nel 2016 i Dagorath prendono una navicella spaziale che porta la loro musica in un cosmo oscuro e algido, dove il loro sound e i loro testi evolvono in un atmospheric black solenne, ipnotico e costellazioni di stelle nere si intersecano tormentando l’anima di chi ascolta.

Non è difficile perdersi in questa dimensione, iniziando dalle tracce strumentali, rispettivamente intro The Great Untuning e outro Ignis Fatuus, che fanno da portali di ingresso e di uscita dall’oscuro universo creato dai Dagorath. Death ov Aeons e Evoking the Mirrors sono cavalcate black dove il blast beat e la voce scream di BSB impazzano e prendono tutto lo spazio che meritano, senza lasciare spazio ad armonie. Venti spaziali gelidi introducono Asteres Planetai: ammirevole il lavoro ipnotico di BSB alla chitarra che disegna quei pochi sprazzi di melodia malinconica e sinistra.

Con Cast Their Ashes to the North Wind l’atmosfera e il testo del brano ci riportano al concept dei precendenti lavori del gruppo, come il primo “Eternal Throne” del 2008: venti gelidi del nord, aspri ed innevati paesaggi montani e la potenza di una natura selvaggia e sconfinata. Anche in Fire Born from the Seer’s Light, forse la traccia più rappresentativa del disco, gli strumenti tengono la linea dura del black metal più genuino e le tastiere, del geniale Vinterriket, incorniciano il sound con quella vena ambient che genera un tutt’uno perfetto: una devastazione ipnotica che nei suoi dieci minuti di ossessività ritmica scorre via facilmente in un alone nero e mistico.

Supernal Realms, traccia strumentale, ribadisce le doti tecniche del duo californiano che, con questo lavoro, dimostra nuovamente di avere le idee chiare e di sapere bene qual è la strada da percorrere. BSB e Vinterriket forniscono, agli amanti del genere, un’ottima prova di atmospheric black metal.

Probabilmente i sostenitori della old school del black metal europeo potranno storcere il naso: i toni atmosferci delle tastiere possono risultare un po’ troppo soft per gli amanti del sound scandinavo. Tuttavia, Black Sorcerer Battle e Vinterriket dimostrano che il loro lavoro è frutto di una continua ricerca sulle sonorità mistiche e oscure unite alle loro ottime capacità di composizione e di tecnica strumentale.

Ora aspettiamo che i Battle Dagorath ci inviino una nuova astronave per cercare galassie ed universi oscuri e dimenticati.

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