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Big Dumb Face – Where Is Duke Lion? He’s Dead…

2017 - Edison Sound
death metal

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Tracklist

1. He Rides The Skies
2. Zargon Moth
3. Call To Worship
4. The Magick Guillotine
5. The Blood Maiden
6. Ballad Of The Duke
7. The Goat Is Dead
8. Where Did All The Good Guys Go?
9. The Masters Of Chaos
10. My Girl Daisy
11. The Ancient Gods Awaken
12. Whipping The Hodeus


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Nel 2001 chi ebbe la fortuna di trovarsi per caso su MTV Super Rock scovando, sempre per purissimo caso, il video della devastante Duke Lion dei Big Dumb Face ritrovandosi davanti un Wes Borland pronto per essere rinchiuso in manicomio e vestito peggio del solito per me è da ritenersi fortunato.

Al tempo i Limp Bizkit erano sul tetto del mondo, perennemente in heavy rotation su radio ed emittenti musicali di ogni tipo, cacciati di forza o meno in questo o quel film tamarro e simultaneamente osannati/insultati da critica e fan per il proprio non essere propriamente band evoluta da qualsivoglia punto di vista. Così, forte della posizione di rilievo sia economica che artistica il chitarrista di Richmond e suo fratello Scott decidono di mettere in piedi il side project di cui sopra di modo che le idee più strambe nate nella mente di The Tongue Of Colicab potessero vedere la luce saltando a più pari il padre padrone di casa Fred Durst. Il risultato fu un album pieno di marciume, riferimenti musicali vicini a Ween e Residents e al metal più di scarto possibile. Una piccola perla, insomma.

Da allora sono passati ben 16 anni, svariate defezioni dalla band madre, un altro side project più serio – per i più disattenti parlo dei Black Lights Burns, anch’essi in via di riattivazione – ed un disco solista a proprio nome ma il pallino di riportare in vita i Big Dumb Face è sempre rimasto un punto fisso di Borland. Ecco dunque, stavolta in totale solitudine, riaffiorare dalle nebbie di un’anonimato forzato dall’inutilità della band madre il nuovo album “Where is Duke Lion? He’s Dead…”.

Registrato in solitudine e confezionato con il solito artwork da paura ad opera di sé medesimo il lavoro che ci viene consegnato non avrebbe senso di esistere essendo né più né meno uno dei pruriti di cui ho già parlato prima. Entertainment allo stato puro senza spessore alcuno che ci mostra, ancora una volta, come Borland avrebbe potuto cavarsela molto meglio al di fuori dei Bizkit che nell’ingombrante ombra del fasullo wannabe MC di Jacksonville. Ma parliamoci chiaro: quanti dischi SENSATI escono oggi? Meno di 10 all’anno, ergo ci si può godere senza lamentele questa nuova chicca d’inutilità assoluta.

Cosa succede nei 14 brani in essa contenuti? Tutto e niente. L’amore indefesso dello stramboide della banda per il death metal più debilitante esce qui allo scoperto e senza farsi pregare più di tanto: He Rides The Skies, Jesus Retreats, Zargon Moth, Call To Worship e The Goat Is Dead riportano alla mente certe cose di Car Bomb e Criptopsy che normalmente farebbero accapponare la pelle ai più ma che suonate dal compositore di Nookie fanno saltare dalla sedia mentre si ride a crepapelle, che è comunque il fine ultimo del progetto.

L’invaghimento mai sopito per i Mr. Bungle e certo black metal viene a galla sull’estremamente godibile The Ancient Gods Awaken che tra le righe nasconde anche una fascinazione per Ben Weinman e per l’heavy metal più posticcio. Oltremodo divertente il verso ai Beastie Boys di You’re Fucked, così come lo stucchevolmente comico eighties pop di Where Did All The Good Guys Go? ed il buffoneggiante “metal zappiano” di Magick Guillottine.

Il giusto album per fare le pulizie di casa in mutande con tanto di face painting, pantofole,  calzettoni di lana alti fino al ginocchio e smalto sulle unghie. Nulla più di questo.

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