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Cannibal Corpse – Red Before Black

2017 - Metal Blade Records
brutal death metal / deathcore / trash metal

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Tracklist

1. Only One Will Die
2. Red Before Black
3. Code of the Slashers
4. Shedding My Human Skin
5. Remaimed
6. Firestorm Vengeance
7. Heads Shoveled Off
8. Corpus Delicti
9. Scavenger Consuming Death
10. In the Midst of Ruin
11. Destroyed Without a Trace
12. Hideous Ichor


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E ben tornati signori al circo death-trash metal splatter dei Cannibal Corpse. I brutali ragazzi di Buffalo a distanza di tre anni dall’ultimo “A Skeletal Domain” rilasciano “Red Before Black”. Il copione è quello che tutti già conosciamo, anche se ultimamente il sound del gruppo presentava variazioni di groove legate, a volte, più ai classici del genere, a volte, enfatizzando i tecnicismi ed altre ancora, marcando tonalità più tenebrose, vedi “Evisceration Plague” del 2009.

Questa volta i Corpse tornano un po’ agli albori della loro carriera, rispolverando quel connubio tra brutal death metal, death core e trash metal che, di certo, non può deludere i loro fans. La line up rimane compatta dall’uscita di “Kill” del 2006: l’implacabile voce di George Fischer, la scrupolosità chitarristica di Pat O’Brien e Rob Barrett, il pesante basso di Alex Webster e la frenetica batteria di Paul Mazurkiewicz. Gli interpreti ci sono tutti, quindi possiamo alzare il sipario ed entrare nell’antropofago mattatoio dei Cannibal Corpse.

Senza mezzi termini, Only One Will Die colpisce come un calcio nello stomaco: ritmiche brutali e serrate che spezzano il fiato. Trama che si ripete spesso nel disco, vedi Heads Shoveled Off, Scavenger Consuming Death o Red Before Black. Tutto molto bello e da copione, peccato che, pur rimanendo fedeli al loro stile, i ragazzi scelgono una modalità di esecuzione con meno elaborazioni dal punto di vista tecnico, più presenti non solo nel precedente “A Skeletal Domain”, ma anche in “Torture” del 2012. Il menu di riff granitici, blast beat a martello e linee di chitarra trash dalle reminiscenze slayeriane, caratterizzano brani come: Code Of The Slashers, Shedding My Human Skin o Firestorm Vengeance, ottimi per allenare il nostro collo con un po’ di sano headbanging.

Tuttavia, da un punto di vista globale, nonostante l’album scorra bene per più della metà, arrivati alla soffocante Corpus Delicti si comincia a percepire un po’ di prevedibilità nelle tracce: forse tutto un po’ troppo da copione. È ovvio che dopo ben ventinove anni di imponenti e ottimi lavori, forse George “Corpsegrinder” Fisher e compagni hanno preferito andare sul sicuro e non abbandonare la vecchia strada per una nuova. Remaimed rappresenta il brano più classico del marchio Corpse all’interno di questo album, tanto che se fosse uscito daTomb of the Mutilated” del 1992 o da “Bloodtshirt” del 1999 non suonerebbe affatto strano. Quando si arriva ad In the Midst of Ruin e Destroyed Without A Trace si fatica un po’ a tenere il passo: la ripetitività prende un po’ il sopravvento anche se non si può negare il buon risultato tecnico ed artistico che da sempre contraddistingue questo gruppo.

Con Hideous Ichor, passando per un roccioso riff iniziale, ci imbattiamo in un brano che alterna bene le ritmiche forsennate del brutal death metal, il death core e il trash metal con variazioni ritmiche più nette, che lasciano un po’ più spazio a quei bei tecnicismi che troviamo poco in questo lavoro, ma di cui il gruppo è sempre stato capace e all’altezza.

Riassumendo, “Red Before Black” rimane un buon lavoro nel complesso, senza troppi spunti di innovazione, ma pur sempre un disco ben fatto e sempre ben eseguito. Tuttavia, per il futuro, sarebbe augurabile che gli strumentisti riuscissero a trovare qualche spazio in più per dare maggior risalto alle loro capacità tecniche esecutive che oltre ad essere un po’ troppo sacrificate, darebbero anche maggior slancio e variabilità ai brani. Tutto ciò sarebbe utile, forse, per evitare la ripetitività, termine che già da un po’ viene accostato alla musica del gruppo americano. Del disco è stata rilasciata anche una versione limitata che, oltre all’album, comprende un secondo disco con la bonus track Sacrifice e con ottime cover di brani che vanno da No Remorse dei Metallica ad Endless Pain dei Kreator fino a Confession dei Possessed.

Ora non resta che aspettare il 28 febbraio, dove i Cannibal Corpse si esibiranno in Italia, dal vivo, al Live Club di Trezzo Sull’adda: sarà sicuramente un bagno di sangue!

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