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Smetto Quando Voglio – Ad Honorem, di Sydney Sibilia

Smetto Quando Voglio

Scheda

Titolo originale: id
Regia: Sydney Sibilia
Soggetto e sceneggiatura: Sydney Sibilia, Francesca Manieri, Luigi Di Capua
Fotografia: Vladan Radovic
Montaggio: Gianni Vezzosi
Scenografie: Alessandro Vannucci
Costumi: Patrizia Mazzon
Musiche: Andrea Farri
Suono: Angelo Bonanni
Nazione: Italia
Anno: 2016
Genere: Commedia
Durata: 100’
Cast: Edoardo Leo, Valeria Solarino, Libero De Rienzo, Lorenzo Lavia, Paolo Calabresi, Pietro Sermonti, Stefano Fresi, Giampaolo Morelli, Luigi Lo Cascio, Greta Scarano, Marco Bonini, Valerio Aprea, Francesco Acquaroli, Peppe Barra
Uscita: 30 novembre 2017
Produzione: Fandango, Groenlandia, RAI Cinema
Distribuzione: 01 Distribution
Voto: 7 ½


Il neurobiologo Pietro Zinni è ancora in carcere a scontare la condanna per evasione e assalto al treno perpetrate qualche mese prima nel tentativo di collaborare con la polizia e garantirsi così uno sconto di pena. Al tempo stesso Pietro non riesce a convincere lo psicologo del carcere che un pazzo, del quale non conosce l’identità, intende inondare di gas nervino Roma. Ad aiutarlo, oltre alla “banda dei ricercatori”, ci penserà il solo che conosce chi si cela dietro l’identità di quest’attentatore: “Il Murena”.

“Quando ho indossato per l’ultima volta la giacca di Pietro Zinni – ma sarebbe meglio dire la camicia – ho capito quanto questo ruolo abbia sputo modificarmi in meglio sia la carriera sia la percezione che ho del mio lavoro”. A parlare Edoardo Leo che per la terza e ultima volta ha indossato i panni del capo della banda più scassata del mondo accademico e criminale, una sorta di gruppo T.N.T. dell’Università e questa volta protagonista di quella che Sydney Sibilia ha definito come la parte più politica della trilogia. Perché fra le mura del campus della Sapienza si può celare la vendetta perfetta per tutti quelli che, con un pezzo di carta in tasca, si sono visti respinti dal mondo del lavoro e soprattutto dalla vita scientifico – accademica.

Un ultimo atto girato in contemporanea con il precedente e che funge da perfetta chiosa a un’avventura che conferma la bravura del regista salernitano, restituendoci un film probabilmente meno comico dei primi due, di certo perché privato della novità che la pellicola del 2014 aveva saputo gettare in faccia al mondo di chi, come i protagonisti, si sente magari professionalmente sottodimensionato, ma senza arrivare al gesto quasi estremo di abbandonarsi al mondo del crimine. Al tempo stesso strappando risate intelligenti frutto di tre trame capaci di incastrarsi alla perfezione l’una con le altre, trasudando miriadi di citazioni cinematografiche, delle quali abbonda anche questo terzo film.

Il difficile per Sibilia inizia ora, obiettivo dichiarato riuscire ad abbandonare i suoi personaggi e confermare tutto quel che di positivo si è detto e visto in questo suo primo triennio di meritato successo.

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