Menu

Recensioni

Prurient – Rainbow Mirror

2017 - Profound Lore
elettronica / noise

Ascolta

Acquista

Tracklist

1 Barefoot God
2 Walking on Dehydrated Coral
3 Midnight Kabar
4 Chaos-Sex
5 Falling in the Water
6 Okinawan Burial Vaults
7 April Fool's Day Aspect Sinister
8 Cruel Worlds
9 Naturecum
10 Blue Kimono Over Corpse
11 Path Is Short
12 Buddha Strangled in Vines, Pt. One
13 Buddha Strangled in Vines, Pt. Two
14 Lazarus Flamethrower Sleepwalk
15 Buddhist State 9:23


Web

Sito Ufficiale
Facebook

Non è da tutti rilasciare dal nulla 3 ore e mezza di musica inedita. Da un artista prolifico come Prurient ce lo si poteva aspettare, eppure l’esistenza di “Rainbow Mirror” fa ancora strano, come se ci fosse bisogno di un po’ di tempo per immaginarlo comodamente insieme a tutte le nuove uscite di quest’anno. Magari è perché la musica che c’è all’interno non è riconducibile a nessun tempo o luogo, o magari perché la durata del disco potrebbe mettere in soggezione anche l’ascoltatore più volenteroso; rimane il fatto che è un lavoro strano ed attraente che sta facendo molto parlare di sé.

Prurient è sempre stato un nome importante nella scena noise. Dall’inizio della sua carriera ha esplorato maggior parte di quello che fosse possibile creare nel genere: harsh noise, power electronics, tutto ciò legato all’anti-musica. Nella sua lunghissima discografia spiccano “Bermuda Drain”, uno dei suoi dischi più convenzionali che fa uso di synth retrò, e “Frozen Niagara Falls”, l’album di due anni fa che l’ha portato al riconoscimento di un pubblico molto più grande.

Insomma, sa il fatto suo ed è una delle persone al momento più interessanti per quanto riguarda questo tipo di musica, e la direzione che ha deciso di prendere con questo disco è sia sensata che inaspettata.

Rainbow Mirror” è composto da 15 tracce dalla durata media di 13 minuti l’una, ed è diviso in quattro sezioni diverse per rendere l’ascolto più digeribile. Una volta che si entra nel ritmo però la lunghezza smette di essere un problema: si capisce che i suoni hanno bisogno di estendersi, e che per pienamente apprezzare l’atmosfera di questi brani bisogna immergersi e dimenticarsi di salire a riprendere fiato. Per quanto riguarda la musica stessa, qui Prurient ha lasciato da parte le vocals aggressive del disco scorso ed ha creato un disco quasi interamente strumentale di noise ben pensato ed evocativo, con qualche sprazzo dell’elettronica retrò con cui ha già giocato nel corso della sua carriera.

È un lavoro intenso che provoca emozioni intense, pretende molto da parte dell’ascoltatore ma non per questo è inerentemente difficile o complesso. Sicuramente farà voltare un paio di teste verso un tipo di musica interessante ma spaventoso come lo è il noise, e risulterà speciale anche a quelli già abituati al genere.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni