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Cavalera Conspiracy – Psychosis

2017 - Napalm Records
thrash metal

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Tracklist

1. Insane
2. Terror Tactics
3. Impalement Execution
4. Spectral War
5. Crom
6. Hellfire
7. Judas Pariah
8. Psychosis
9. Excruciating


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I fratelli Cavalera tornano con un nuovo lavoro firmato Cavalera Conspiracy. Il progetto di questo gruppo era partito in maniera valida con l’album “Inflikted” nel 2008, sfortunatamente i successivi “Blunt Force Trauma” del 2011 e “Pandemonium” del 2014 avevano lasciato molto a desiderare. Non a caso infatti il materiale proposto ripresentava un trash metal, con slanci grind-core, caratterizzato da poco carattere innovativo.

La grinta ed il groove sicuramente non sono mai mancati, ma si celano dietro a brani dalla struttura ripetitiva, conditi con espedienti poco validi e riff pesantemente usurati. Sembra quasi che i fratellini vogliano tornare ai tempi d’oro dei Sepultura, ma che manchi più di qualcosa per raggiungerli. Il nuovo “Psychosis” non migliora di certo la situazione purtroppo. Visti i commenti rilasciati da Max che descrive quest’ultima fatica come il miglior disco del gruppo, le aspettative sono buone e forse si può pensare ad un punto di svolta.

I brani Insane e Terror Tactics sono un’entrata a gamba tesa nel genere thrash, il giusto preludio brutale e prepotente, basta ascoltare l’ottimo riff che si piazza al centro della seconda traccia. L’album è però intriso di sonorità digitali che poco si legano ai brani; non si capisce se sia un voluto tentativo di tornare a sonorità masticate negli anni ottanta, ad esempio il flanger smodato in  Impalement Execution, o sia un tentativo di dare volume ad un disco che arranca dal punto di vista di songwriting. In Spectral War, così come in Crom, sicuramente tra le tracce meglio riuscite, abbiamo però un frullato di effetti sonori inutili: synthpad e altra roba che sembra messa proprio per riempire dei buchi. Ormai possiamo parlare di buchi, mentre nei due album precedenti potevamo aver notato delle crepe qua e là, adesso si nota decisamente un obbligo di dover riempire delle vere e proprie falle strutturali dei brani.

Justin Broadrick dei Godflesh non basta a raddrizzare Hell Fire: brano completamente ovattato dalla farcitura di effetti veramente stucchevoli, tali da far perdere fluidità al brano oltre che farlo sembrare un’accozzaglia di cose indefinite, forse la peggior traccia. Riprendiamo un po’ di energia da Judas Pariah: bel pezzo thrash, incalzante, cupo e dinamico, assoli sferzanti e riff validi con le chitarre che sembrano riprendere il loro vigore. Psychosis, traccia strumentale di ottimo pregio, trasmette fino in fondo quello che è il concept dell’album: tristezza, nevrosi, angoscia che raschiano sul fondo dell’animo umano. In conclusione, Excruciating riprende i due brani iniziali, dando al disco un piacevole epilogo in rigoglioso stile thrash, dove gli espedienti elettronici sembrano più contenuti e la musica scorre più fluida, quindi la strada non è smarrita del tutto, peccato che sia l’ultima traccia.

Il retrogusto di questo album è sicuramente amaro, soprattutto pensando alle dichiarazioni di presentazione fatte dal frontman dei Soulfly. I cultori del genere avranno pensato alla sorpresa, ma sinceramente dal quartetto capitanato da Max Cavalera voce e chitarra, Marc Rizzo chitarra, Nate Newton basso e Iggor Cavalera implacabile batteria, ci si aspetta molto di più. Infatti la cosa che infastidisce è che tutti i metalhead conoscono le abilità di questi artisti e sentirli perdersi in artifizi inutili, scambiati magari per elementi di innovazione, indispettisce un po’ e lascia un po’ delusi.

Sarà meglio che i fratellini Cavalera reinvestano su quelli che sono i punti di forza del loro thrash metal, lasciando stare sofismi elettronici ed effetti eccessivi, perché così facendo, per la terza volta consecutiva, hanno mancato il bersaglio.

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