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Black Rebel Motorcycle Club – Wrong Creatures

2018 - Vagrant Records
rock / alternative

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Tracklist

01. DFF 
02. Spook 
03. King of Bones 
04. Haunt 
05. Echo 
06. Ninth Configuration 
07. Question of Faith
08. Calling Them All Away 
09. Little Thing Gone Wild 
10. Circus Bazooko 
11. Carried From The Start
12. All Rise 


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L’ottavo capitolo del viaggio musicale dei Black Rebel Motorcycle Club, “Wrong Creatures”, segna un ritorno della band americana alle loro origini. Il loro rock and roll elettrico, caratterizzato dalle atmosfere cupe, ritorna prepotente in questo nuovo viaggio dei nostri motociclisti, e lo fa alla grande.

Brani caratterizzati da arrangiamenti tipicamente rock che restituiscono la forza vitale che lo schema tradizionale di chitarra, batteria e basso riesce ancora a dare. Un rock moderno e mai banale che testimonia che, se talento e idee ci sono, si può realizzare un ottimo lavoro senza necessariamente ricorre ad artifizi o strane alchimie musicali.

Il viaggio inizia con Dff, lenta intro dai toni dark, ma immediatamente la velocità sale con Spook, caratterizzata dalla presenza di una chitarra dai suoni grassi che ci accompagna lungo tutto il brano fino ad aprirsi sull’assolo finale che si muove sulla stessa linea armonica del cantato. Segue King of Bones, più oscura della precedente e dalle sonorità più garage, ma altrettanto potente. Il classico pezzo che fa venir voglia di ruotare l’acceleratore per andare più veloce.

Si rallenta con la successiva Haunt, ballata morbida che ricorda le sonorità di Leonard Cohen nella prima parte, ma che lungo i suoi oltre cinque minuti cambia per divenire più psichedelica e sognante. Echo è un pezzo dalla classica costruzione rock, fatto per emozionare, con la strofa che va a velocità da crociera per poi esplodere sul ritornello che apre con un bel riff di chitarra che sostiene la voce. Ancora atmosfere sognanti in Ninth Configuration, brano lungo segnato da diverse variazioni, che culmina in un tripudio di voci e chitarre esaltante, scorrendo fluida verso la seconda parte dell’album. C’è ancora spazio per il rock duro e puro in Question of Faith e per le atmosfere più dark, tipiche dei BRMC, in Calling Them All Away.

Si accelera ancora prepotentemente in Little Thing Gone Wild, secondo singolo estratto, mentre una sosta di troppo ci ferma sui suoni più allegri in Circus Bozooko, un po’ fuori fuoco rispetto a tutto il contesto dell’album. La successiva Carried From the Start ci riporta in carreggiata con i brani più rock dell’album, guidandoci verso l’ultimo brano dell’album, la bellissima All Rise. Intima ed emozionante, rappresenta la giusta conclusione per questo viaggio che sorprende con il suo essere tradizionale, a dimostrazione di come sia possibile fare bene anche senza eccessive sovrastrutture musicali. Batteria, basso, chitarra e voce per costruire atmosfere ora cupe, ora più solari, ma sempre ricche ed in grado di trasmettere l’emozione voluta.

Una prova convincente quella dei Black Rebel Motorcycle Club, che sembrano aver raggiunto la loro maturità gridando che il rock non è morto.

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