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	<title>[Musica Rock] ImpattoSonoro - Webzine musicale e culturale indipendente &#187; Monografie</title>
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	<description>Stanco della solita musica? Cazzi tuoi!</description>
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		<title>Intervista ai MINISTRI</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 10:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cardinali</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Monografie]]></category>

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		<description><![CDATA[<!--YARPP TEST:  AND yarpp.score > 5 and yarpp.reference_ID = 6009 AND wp_posts.post_type = 'post'-->Sono la rivelazione del panorama italiano del 2009. Si vestono da Napoleone e dipingono la realtà con cruda e disillusa obiettività. Nuovi portavoci di una generazione sempre più in bilico, abbiamo incontrato i <strong>Ministri</strong>, a Firenze per presentare dal vivo il loro disco "Tempi Bui" che scommettiamo a cuor leggero sarà uno dei migliori del 2009. A cura di <strong>Jacopo Cardinali</strong>.


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			<content:encoded><![CDATA[<!--YARPP TEST:  AND yarpp.score > 5 and yarpp.reference_ID = 6009 AND wp_posts.post_type = 'post'--><p>Flog, Firenze &#8211; 4 aprile 2009</p>
<p>Sono la rivelazione del panorama italiano del 2009. Si vestono da Napoleone e dipingono la realtà con cruda e disillusa obiettività. Nuovi portavoci di una generazione sempre più in bilico, abbiamo incontrato i <strong>Ministri</strong>, a Firenze per presentare dal vivo il loro disco &#8220;Tempi Bui&#8221; che scommettiamo a cuor leggero sarà uno dei migliori del 2009.</p>
<p style="text-align: right;">A cura di <strong>Jacopo Cardinali</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.impattosonoro.it/wp-content/themes/tma/images//ministri22.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6013" title="ministri22" src="http://www.impattosonoro.it/wp-content/themes/tma/images//ministri22-199x300.jpg" alt="ministri22" width="160" height="241" /></a>Ricordo che in un intervista di  qualche tempo fà uno di voi dichiarò  di volere arrivare a 40 anni facendo un disco alla Nick Cave: ascoltando  i vostri lavori sembra che l&#8217;abbiate presa estremamente larga come strada.  Avete abbandonato l&#8217;idea? Ma più che altro perchè  Nick Cave? Mi sono sempre chiesto se fosse un&#8217;affermazione seria o meno.</strong><br />
<strong>Davide</strong> Rimaniamo ancora della  stessa opinione: è che la voce mi sta cambiando, non ho ancora finito  la pubertà! No, vabè è che cantare così fino a quarant&#8217;anni, tutti  zozzi, farebbe ridere, è auspicabile un evoluzione comunque.<br />
<strong>Michele</strong> Quando saremo ricchi  lo faremo: I Ministri and The Bad Seeds. O I ministri e The Shadow Turnists.  Wow, ho detto una parola in inglese.</p>
<p><strong>L&#8217;artwork che avevate proposto,  ma che poi è saltato, per la promozione di Tempi Bui a mio avviso era  geniale. Guardandosi un pò intorno sembrate essere uno dei pochissimi  gruppi ad aver capito quanto sia importante la comunicazione anche nella  musica. Quanto conta per il progetto Ministri la cura di quest&#8217;aspetto?  E penso all&#8217;euro in copertina o al riepilogo delle spese sostenute,  quanto alle locandine per i concerti o flyer vari.<br />
Federico</strong> Questo era  molto importante all&#8217;inizio quando non ci conosceva neanche il cane.<strong><br />
Michele</strong> No, il cane ci conosceva:  dalla puzza.<strong><br />
Federico</strong> Cercavamo per ogni  concerto di fare comunque qualcosa di particolare, o unico se vogliamo,  però erano, come dire, frittate fatte con gli avanzi nel senso che  tutte le foto poi finite sulle locandine non erano assolutamente fatte  appositamente per le locandine. L&#8217;ultima coi delfini è nata perchè  cercavo proprio quel che c&#8217;era nel computer e ho trovato la foto di  questo delfino di gomma che proprio non c&#8217;entrava un cazzo: l&#8217;importante  sono proprio gli avanzi.<br />
Tutte le locandine sono fatte con  le foto delle nostre vacanze, non è che diciamo &#8220;oh c&#8217;è da fare  una foto vieni&#8221; anche perchè quello li<em> (Michele ndr)</em> non muove  il culo neanche a pagarlo.<strong><br />
Davide </strong> E&#8217;stato un pò il nostro primo passo e ce lo teniamo stretti perchè  ha avuto una risonanza bestiale. I Ministri credo che siano più comunicazione  che altro.</p>
<p><strong><a href="http://www.impattosonoro.it/wp-content/themes/tma/images//ministri3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6014" title="ministri3" src="http://www.impattosonoro.it/wp-content/themes/tma/images//ministri3-200x300.jpg" alt="ministri3" width="200" height="300" /></a>In La faccia di Briatore la presa  di posizione riguardo un certo tipo di stampa e un certo tipo di lettori  sembra esser netta ed evidente. Nel frattempo si firma per il ritorno  del nucleare, si approva il federalismo e si mandano parlamentari oltralpe  a tenere lezioni decisamente discutibili: tutto questo nel più  totale silenzio. E&#8217;una mia eccessiva malizia o veramente il fatto che  la gente smetta di discutere (e pensare)  è davvero l&#8217;unica cosa che in questo momento si sta perseguendo in  Italia?<br />
Federico</strong> Ma io non penso che  ci sia un grande capo, il cattivo dell&#8217;ispettore Gadget che coccola  il gatto e decide &#8220;ah la gente non deve pensare&#8221;, ci sono  tanti piccoli omuncoli in ogni posto. In realtà è nel singolo ufficio  che ognuno si plasma sulle opinioni del suo vicino di scrivania, dell&#8217;altro  vicino di scrivania: è un pò come quando vai a scuola e ti viene da  pensare che 15 persone su 20 sono dei coglioni e ti trovi bene solo  con altri 3, cioè queste proporzioni tutto sommato rimangono.<strong><br />
Davide</strong> Io penso che la maggior  parte dei politici prendeva degli schiaffi alle medie, la smania di  potere ce l&#8217;ha infatti il debolino non il capetto.<strong><br />
Federico </strong> Infatti, quelli che erano i capetti dei licei non seguono più quella  strada lì, cioè non è proprio più una strada quella se vedi i nuovi  punti d&#8217;arrivo della politica, non è da lì che arrivano, i capetti  dei licei o finiscono alla bocconi e dopo tre anni li ritrovi con una  cravatta o si impantanano a lettere e non combinano più un cazzo.</p>
<p><strong><a href="http://www.impattosonoro.it/wp-content/themes/tma/images//ministri7.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6019" title="ministri7" src="http://www.impattosonoro.it/wp-content/themes/tma/images//ministri7-300x200.jpg" alt="ministri7" width="300" height="200" /></a>La piazza,  la strada, la gente: sono argomenti che ricorrono e toccano molto frequentemente  i Ministri, quanto è importante questo tipo di approccio, diciamo dal  basso, per voi? Mi riferisco ai concerti in qualsiasi buco d&#8217;Italia,  a quelli improvvisati nelle piazze,  nelle manifestazioni, alla sensibilità  nei confronti della Milano che stanno chiudendo, degli spazi di cui  fondamentalmente ci stanno privando.<br />
Davide </strong> Il fatto è che anche agli inizi, prima che uscisse il primo disco,  giravamo, ci piaceva suonare ovunque, poi col disco fuori ci siamo ritrovati  a fare tanti date in dei posti che comunque ti lanciano una quantità  di imput dove non è &#8220;la strada&#8221; che ti plasma e ti forgia, anzi,  è proprio il contrario, è che tu sei in giro, sempre per strada, e  vedi un sacco di robe che poi alla fine, non dico che ti condizionano,  però arrivano a volte a sbarellarti proprio. Comunque essere in tour  ininterrottamente da due anni e mezzo, salvo registrazioni, c&#8217;ha fatto  vedere delle situazioni per cui fingere che non esistano è la prima  grande ipocrisia.<strong><br />
Federico</strong> Vedi intere province  alcolizzate. Poi in realtà la cosa è la vera ancora di salvezza: due  anni fa era partito Myspace ed ora è una nave che già sta affondando,  Facebook affonderà tra un annetto, quando arriverà il momento in cui  nessuna di queste cose funzionerà più realmente, quando davvero i  giornali avran chiuso e vaffanculo, se tu hai girato prima ed hai girato  tra la gente e ci sarà comunque gente che viene a sentire i Ministri,  come dire la crisi su di te non si abbatte, ci sarà sempre gente che  vuol sentire la sua cazzo di voce, lui che fa tupa tupa e noi che facciamo  para para. Abbiamo fatto un concerto, in apertura del tour, per il Conchetta  (centro sociale milanese chiuso dall&#8217;amminitrazione comunale ndr) dove  avevamo un impianto che sembravano davvero 4 culi messi in fila, si  sentiva di merda, eppure per la gente è stato uno dei concerti dei  Ministri più belli di sempre: capisci quindi che se tra tre anni finirà  per crollare tutto quel meccanismo, potremo comprare un alimentatore  a benzina, andare in giro a fare concerti come quello e viverci. Dall&#8217;altra  parte, invece, se parte del tuo successo necessità della &#8220;macchina&#8221;  se crolla la macchina sei nella merda. Parlavamo con un tipo a Verona  che aveva fatto la produzione di un concerto di Giusy Ferreri , tipo  13.000 euro di produzione e poi ha fatto 150 ingressi.<strong><br />
Davide</strong> Appena esci da un reality  show è chiaro che il feedback televisivo ti garantisce una mole di  vendite spropositate, il problema è quando ti ritrovi una come Giusy  Ferreri a fare un tour: chi cazzo la va a vedere, hai già sentito un  milione di volte la canzoncina alla radio, ti ritrovi 150 persone e  chi sono? Sociopatici. Comunque far musica dovrebbe essere un divertimento  e il divertimento sta diventando tante cose, anche molto brutte e allora  c&#8217;è da chiedersi anche dove cercano di impedire un divertimento sano  o comunque un divertimento, al di là che possa esser sano o meno, quello  poi te lo gestisci tu.</p>
<p><strong><em><a href="http://www.impattosonoro.it/wp-content/themes/tma/images//ministri4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6015" title="ministri4" src="http://www.impattosonoro.it/wp-content/themes/tma/images//ministri4-300x199.jpg" alt="ministri4" width="300" height="199" /></a></em>L&#8217;idea degli skit tra una canzone  e un altra da dove viene? Soprattutto come mai la scelta, almeno in  Tempi Bui, è ricaduta su un genere di musica tradizionale totalmente  distante da quella che è la tradizione delle vostre parti?<br />
Davide</strong> Cazzo già che la noti,  l&#8217;analogia, fa piacere. L&#8217;Ep non ne aveva bisogno, il disco già di  più.<strong><br />
Federico</strong> In realtà siamo  molto legati al concetto di album inteso in modo &#8220;settantino&#8221;,  come opera unica e indivisibile.<strong><br />
Davide</strong> La scelta del genere  è in gran parte fatta apposta, cioè tecnicamente è un ottimo collante  tra un pezzo e l&#8217;altro perchè lo rende molto più digeribile e da un  attimo di stacco, poi c&#8217;è tutto un discorso di cercare di mettere i  brani in un altro piano di lettura mantenendone la tematica identica  però in chiave molto più popolare. Nel primo disco c&#8217;era un riarrangiamento  del tema della canzone in 3/4 con la fisarmonica, suonata tra l&#8217;altro  dalla madre del nostro produttore, invece in Tempi bui è diciamo lo  stesso concetto: tecnicamente è lo stesso giro di accordi della canzone,  però ovviamente ricantato e riadattato in un contesto diverso. Molto  stimolante.<strong><br />
Federico</strong> Però non è stata  molto calcolata, abbiamo provato diverse cose poi abbiamo scelto questa,  un pò al buio e anche dicendo &#8220;chissà come cazzo viene&#8221;  e alla fine la cosa è venuta bene.</p>
<p><strong>I post sul blog sono divertenti  e caustici come pochi altri. A quando un libro che li raccolga o che  ne contenga di nuovi? La butto sulla sfida: Vasco Brondi l&#8217;ha già  fatto.<br />
Federico</strong> C&#8217;è un progetto  su questo, non necessariamente sui post dei blog, però ci sarà.<strong><br />
Davide</strong> Io è già tanto che  riesco a parlar bene l&#8217;italiano, lui (Federico ndr) penso che ce la  possa fare più che discretamente. Io posso fare un capitolino alla  fine: &#8220;Quello che ha capito Divi&#8221; sintetizzato tutto in una  pagina.<strong><br />
Michele </strong> Io faccio solo le battute scomode: ad ogni fine capitolo un capitolino  &#8220;L&#8217;opinione di Michelino&#8221;.</p>
<p><strong><a href="http://www.impattosonoro.it/wp-content/themes/tma/images//ministri5.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6016" title="ministri5" src="http://www.impattosonoro.it/wp-content/themes/tma/images//ministri5-300x225.jpg" alt="ministri5" width="300" height="225" /></a>Due domande da consumatore. Che  fine ha fatto quella Muccino aveva un sogno che avevate promesso su  un vostro post? Il fatto che il disco precedente avesse un euro vero in copertina  inevitabilmente ha fatto si che non potesse essere ristampato in eterno,  il che ne ha fatto quasi un piccolo oggetto di culto introvabile: a  quando la ristampa (anche senza euro)?<br />
Davide</strong> Non è in download  su iTunes? Non sapevo che non fosse in download, allora cazzo mettiamola  in &#8220;free sharing&#8221;! Per &#8220;I soldi sono finiti&#8221; abbiamo  pensato una roba assurda col nostro produttore per la ristampa: l&#8217;idea  è quella di mettere in copertina un gratta e vinci da 1 euro e se poi  ti vinci il cifrone però almeno il 10% fallo avere alla band cazzo!  No, comunque lo ristamperemo, però alla fine è anche bello che rimanga  un &#8220;chi se l&#8217;è beccato se l&#8217;è beccato&#8221;, bella lì.<strong><br />
Michele</strong> Il disco riuscirà  ma diverso, ci saranno dei pezzi in più, degli inediti, sara mixato  di nuovo, suonerà diversamente.</p>
<p><strong>Fondamentalmente il musicista  è il lavoro più precario che esista. Per questo siete così  sensibili al problema come in Ballata del lavoro interinale? Come la  vivete questa precarietà? Bastano l&#8217;entusiasmo dei vent&#8217;anni e l&#8217;affetto  del pubblico &#8220;qui ed ora&#8221; per rimandarne la presa in considerazione?<br />
Federico</strong> Sinceramente non  guardiamo molto più in là, noi sappiamo che abbiamo un altro disco  con l&#8217;Universal, per contratto, per il resto anche il nostro fonico  per esempio non è che può pensare a cosa farà tra 3 anni. L&#8217;importante  è che non ci tiriamo la cacca tra di noi, finchè va bene tra di noi  abbiamo qualcosa da vendere.<strong><br />
Davide </strong> Se vai in giro a suonare è ovvio non è che puoi immaginare la tua  vita in giacca, cravatta e discoteca, viviamo tutto sommatto, non dico  di stenti perchè non è che ci vogliam male, però facciamo una vita  normalissima in fondo. E finchè va, va.</p>
<p><em><a href="http://www.impattosonoro.it/wp-content/themes/tma/images//ministri6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6017" title="ministri6" src="http://www.impattosonoro.it/wp-content/themes/tma/images//ministri6-300x199.jpg" alt="ministri6" width="300" height="199" /></a></em><strong>Un&#8217;ultima domanda, che più  che una domanda vera e propria è una curiosità  mia: la cover di Uomini soli  è un puro divertissement o c&#8217;è di più?<br />
Davide</strong> Come hai fatto a saperlo??  Anche questa è una di quelle cose che nascono per caso..<strong><br />
Federico</strong> Il pezzo l&#8217;abbiam  fatto solo per due concerti, nel bergamasco, per il primo tour avevamo  fatto i Pixies sopra a Rino Gaetano: c&#8217;era Mio fratello è figlio unico  che aveva gli stessi accordi di Where is my mind, era bello vedere la  gente dire &#8220;uah fanno anche i Pixies&#8221; e poi invece partire con Gaetano,  per Uomini soli è andata un pò allo stesso modo l&#8217;abbiamo sovrapposta,  sempre casualmente, provando,  a One of these day dei Pink Floyd.  Sono esperimenti divertenti, non so che fine faranno.</p>
<p>La chiacchierata è stata ben più  lunga e a volte anche più scomoda e interessante di quella che è invece  finita trascritta.<br />
Spesso divagando su altri temi.<br />
Grazie di cuore ai Ministri e alla  loro estrema simpatia e disponibilità: persone ottime e gruppo tra  i migliori in Italia, dal vivo più che mai.<br />
Un ringraziamento speciale a Daniela  di Saphary Deluxe e a Massi per la disponibilità.</p>
<p style="text-align: right;">a cura di <strong>Jacopo Cardinali</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.myspace.com/ministri"><strong>www.myspace.com/ministri</strong></a></p>
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		<title>Speciale PGR</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<!--YARPP TEST:  AND yarpp.score > 5 and yarpp.reference_ID = 292 AND wp_posts.post_type = 'post'--><!--YARPP TEST:  AND yarpp.score > 5 and yarpp.reference_ID = 292 AND wp_posts.post_type = 'post'-->In attesa del nuovo album &#8220;D&#8217;Anime e D&#8217;Animali&#8221; (uscir&#224; il 2 luglio), ImpattoSonoro.it vi da la possibilit&#224; di ascoltare in esclusiva il nuovo singolo dei PGR, &#8220;Alla Pietra&#8221; &#8220;d&#8217;anime e d&#8217;animali &#8221; &#232; stato scritto, di getto, dormendo poco e male, mangiando pane, formaggio, olive, sempre la zuppa sulla stufa a ribollire e una bottiglia [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<!--YARPP TEST:  AND yarpp.score > 5 and yarpp.reference_ID = 292 AND wp_posts.post_type = 'post'--><p><span id="more-292"></span><br />
<a href="http://www.giannimaroccolo.com/streaming.asp" target="_blank"><img src="pgr/PGR - rinoceronte.jpg" height="150" width="200" align="left"></a></p>
<p>In attesa del nuovo album <strong>&#8220;D&#8217;Anime e D&#8217;Animali&#8221;</strong> (uscir&agrave; il 2 luglio), ImpattoSonoro.it vi da la possibilit&agrave; di ascoltare in esclusiva il nuovo singolo dei <strong>PGR</strong>, <a href="http://www.giannimaroccolo.com/streaming.asp" target="_blank"><strong>&#8220;Alla Pietra&#8221;</strong></a></p>
<p></p>
<p><img src="pgr/PGR - copertina d'Anime e d'Animali.jpg" height="200" width="200" align="left"><strong>&ldquo;d&rsquo;anime e d&rsquo;animali &rdquo;</strong>   &egrave; stato scritto, di getto, dormendo poco e male, mangiando pane, formaggio, olive, sempre la zuppa sulla stufa a ribollire e una bottiglia di vino buono, rosso fermo, sempre aperta e presto svuotata. Fuori l&rsquo;inverno, i primi giorni dell&rsquo;anno. Un fervore di pensieri ritmati dallo scrivere continuo, cervello braccia mano, le pause per rileggere, a voce alta, cercando melodie  minimali a sostegno delle parole o toni di voce per farle fiorire. Finito un testo, e soddisfatto, continuava lo scrivere. Catene di parole a spiegarlo, approfondirlo, fortificarlo e mi ritrovano a lavorare sul testo successivo.<br />
Una sola uscita nei boschi a cavallo sotto una pioggerella gelida, per riposare la mano e respirare il freddo dell&rsquo;inverno mi ha riportato al fuoco, in casa, con una canzone pensata cantata memorizzata sul ritmo dei cavalli: passo/galoppino.<br />
Tre notti e tre giorni dopo, stremato e intontito dall&rsquo;eccitazione il lavoro era l&igrave;, sul tavolo. In un angolo una cartella gonfia di fogli scritti fitti e un titolo <strong>&rdquo; ,orfano di sinistra&rdquo;</strong> a cui non ho pi&ugrave; messo mano e mi dispiace, ma mi manca il tempo. </p>
<p>Una settimana dopo arrivavano Gianni, Giorgio, Cristiano e Pino. Eravamo tesi, tristi e preoccupati. Non &egrave; facile ricominciare d&rsquo;improvviso, di nuovo. &egrave; che non c&rsquo;era altra possibilit&agrave;.</p>
<p><strong>P.G&sup3;.R.    Per&ograve; Gianni Giorgio Giovanni Resistono. </strong></p>
<p>Otto giorni dopo, in un crescendo di soddisfazioni e gioie, complice la casa e la tavola perennemente imbandita da Loredana, il disco era finito. Si trattava solo di suonarlo, cantarlo, registrarlo bene.<br />
La prima canzone ricorda uno dei momenti pi&ugrave; belli della passata stagione  dei P.G.R., cos&igrave; come vogliamo ricordarli: <a href="http://www.giannimaroccolo.com/streaming.asp" target="_blank"><strong>&ldquo;alla Pietra&rdquo;</strong></a>.  L&rsquo;ultima prelude a un poi: <strong>&rdquo;si pu&ograve;&rdquo;</strong>. </p>
<p>In mezzo, aperto e chiuso dal suono della tammorra, il presente, il nostro presente.<br />
Da:	<em>&ldquo;io non capisco proprio che succede ma quello che si vede non si  crede,<br />
non si  crede&rdquo;</em><br />
A: 	<em>&ldquo;mi pare di capire che succede a quello che si vede io ci credo. io ci crede.&rdquo;</em></p>
<p>Post scriptum pseudo-politico:<br />
&ldquo;,orfano di sinistra&rdquo; vuol dire che una famiglia, geneticopolitica, l&rsquo;avevo. Che non l&rsquo;abbia pi&ugrave;, l&rsquo;ho vista morire l&rsquo;ho sepolta, non significa che sono disponibile al farmi adottare.</p>
<p>Ho superato la fase del lutto e del cordoglio, mi tengo disponibile se il caso<br />
per il pianto rituale.</p>
<p><em>Giovanni Lindo Ferretti</em></p>
<p>d&rsquo;Anime e d&rsquo;Animali sar&agrave; in tour in Italia dal 19 giugno &rsquo;04, per tutta l&rsquo;estate.</p>
<p><center><img src="pgr/PGR - manifesto tour 2004.jpg" height="200" width="150"></p>
<p><u>Anime e Animali in tour:</u></p>
<p>Giovanni Lindo Ferretti			Voce<br />
Gianni Maroccolo                          Basso<br />
Giorgio Canali                              Chitarra, cori<br />
Cristiano Della Monica         		Percussioni, basso, cori<br />
Pino Gulli                              	Batteria<br />
Chiara Bagni				Danza</p>
<p>Sergio delle Cese				Tour Manager<br />
Lorenzo &ldquo;Moka&rdquo; Tommasini		Tecnico del suono<br />
Anna Maria Vannozzi			Merchandising<br />
Gianluca &ldquo;Lox&rdquo; Losi			Fonico di palco<br />
Fabio &ldquo;Piki&rdquo; Menozzi			Datore luci<br />
Mauro De Pietri				Backliner<br />
Marco Greco				Backliner</p>
<p><strong><u>Ecco le date del tour estivo dei PGR</strong></u></p>
<p>19 Giugno Longiano FC Piazza Del Castello<br />
21 Giugno Fucecchio FI Marea Festival 2004 &ndash; ex Buca D&rsquo;Andrea<br />
25 Giugno Caivano NA Caivano Rock &#8211; Stadio E. Faraone<br />
26 Giugno Bismantova RE ConFusion&#038; Festival &ndash; Piazzale della Pietra Di Bismantova<br />
28 Giugno Roma Laghetto di Villa Ada<br />
3 Luglio Cuneo Nuvolari Libera Trib&ugrave; Festival<br />
7 Luglio Arezzo Arezzo Wave Love Festival &ndash; Stadio Comunale<br />
9 Luglio Cosenza Festa delle Invasioni &ndash; Piazza XV Marzo<br />
18 Luglio Ancona Sessantenario della Liberazione di Ancona &#8211; Piazza<br />
23 Luglio Bologna Per Te Festival &#8211; Piazza Santo Stefano<br />
24 Luglio Chieri TO Baraonda Summer Point &ndash; Centro Sportivo San Silvestro<br />
25 Luglio Paderno Dugnano MI Lago Nord Live Festival<br />
31 Luglio Padova Festival di Radio Sherwood &ndash; Stadio Nereo Rocco<br />
10 Settembre Acquaviva SI Live Rock Festival of Beer</center></p>
<p><center>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><strong>Biografia</p>
<p>                   CSI 1991 &#8211; 2001             PGR  2002 &#8211; 2004	</strong></center></p>
<p><strong>&ldquo;Tutto lo sporco degli anni &rsquo;90 con la tecnologia degli anni &lsquo;70&rdquo;. </strong><br />
Nasceva cos&igrave;, in una villa di Rio Saliceto, provincia di Reggio Emilia, EPICA ETICA ETNICA PATHOS, l&rsquo;ultimo album dei CCCP di Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni. Tra aprile e giugno del &rsquo;90 le canzoni che lo compongono vengono registrate da un&rsquo;insolita formazione: oltre a Ferretti e Zamboni, c&rsquo;&egrave; l&rsquo;ex-Litfiba Gianni Maroccolo, cooptato inizialmente come produttore e poi anche come bassista a tempo pieno. E&rsquo; lui, conosciuto dai CCCP nel corso di un tour in Unione Sovietica insieme ai Litfiba, a coinvolgere nelle registrazioni il suo amico Francesco Magnelli (tastierista, autore e arrangiatore per i Litfiba) e Giorgio Canali, chitarra disturbata e anarchica, fonico e produttore. Praticamente i CSI sono gi&agrave; insieme, anche se non lo sanno ancora.  </p>
<p><strong>&ldquo;E quindi dopo i trenta avvenne che non contento di me tornai a casa&rdquo;</strong><br />
Il 13 settembre &rsquo;90 i CCCP presentano alla stampa il loro nuovo album, EPICA ETICA ETNICA PATHOS, e annunciano al tempo stesso il proprio scioglimento, all&rsquo;indomani del crollo del muro di Berlino, della riunificazione delle due Germanie e della morte del mondo comunista. Muore l&rsquo;Unione Sovietica (CCCP), i CCCP non hanno pi&ugrave; ragion d&rsquo;essere. Nasce per&ograve;, pochi mesi dopo (gennaio &rsquo;91) l&rsquo;etichetta Dischi del Mulo, da un&rsquo;idea di Ferretti &#038; Zamboni: i primi artisti a pubblicare album per la neonata label sono Ustmam&ograve;, Disciplinatha, AFA. </p>
<p><strong>&ldquo;Maciste contro tutti. Un kolossal minimale: solo musica&rdquo;</strong><br />
Chi non ricorda i film di Maciste, esempio quasi trash di kolossal mitologico fatto in casa? Uno dei registi che girarono quei film, Cottafavi, era di Correggio e aveva una villa a 500 metri da dove i CCCP avevano registrato EPICA&#8230; forse arriva da l&igrave; l&rsquo;idea di utilizzare Maciste come personaggio metafora di chi si batte contro chiunque. Di certo l&rsquo;iniziativa relativa al concerto MACISTE CONTRO TUTTI fu del direttore del Museo Pecci di Prato, e divenne pretesto per una festa in famiglia, con Ustmam&ograve;, Disciplinatha e il nuovo gruppo di Ferretti, Zamboni, Maroccolo, Magnelli e Canali, per la prima volta sul palco. Il nome arriva la sera prima del concerto, il 17 settembre &rsquo;92, e sembra qualcosa in pi&ugrave; di un semplice gioco di parole. Il nome dell&rsquo;ex-CCCP era diventato CSI. E CSI, Consorzio Suonatori Indipendenti, diventa anche il nome del nuovo gruppo che nasce dagli ex-CCCP. Il 18 settembre, nell&rsquo;ambito del Festival delle Colline, su un palco gremito di musicisti e amici, i CSI fanno il loro debutto dal vivo. Alla batteria c&rsquo;&egrave; Roberto Zamagni, che ha il compito di riempire il vuoto lasciato dalla tragica scomparsa dell&rsquo;ex-Litfiba Ringo De Palma, avvenuta all&rsquo;indomani di EPICA ETICA ETNICA PATHOS. Alle percussioni Alessandro Gerby, che sar&agrave; della partita anche per KO DE MONDO e IN QUIETE. Dal concerto viene estratto un album, il primo dei live che il gruppo pubblicher&agrave; nel corso degli anni, sempre a testimonianza di un momento unico: su MACISTE CONTRO TUTTI sfilano dal vivo &ldquo;Emilia paranoica&rdquo;, &ldquo;Spara Juri&rdquo;, Mozzill&rsquo;o re&rdquo;, &ldquo;Valium Tavor Serenase&rdquo;, &ldquo;Morire&rdquo;, &ldquo;Madre&rdquo;, &ldquo;Depressione caspica&rdquo;, &ldquo;Maciste contro tutti&rdquo;, &ldquo;Aghia Sophia&rdquo;. &ldquo;Il Maciste&rdquo; diventer&agrave; anche il nome del bollettino/fanzine del CPI, Consorzio Produttori Indipendenti, con cui si presentano le novit&agrave; discografiche prodotte dai Dischi del Mulo e da Sonica, etichetta che fa capo all&rsquo;ala fiorentina dei CSI, capitanata da Gianni Maroccolo.</p>
<p><strong>&ldquo;&#8230;niente provini e l&rsquo;impegno che nessuno arrivasse l&igrave; con delle idee fisse in testa&#8230;&rdquo;</strong><br />
Dopo l&rsquo;esperienza live di MACISTE CONTRO TUTTI, Gianni Maroccolo torna all&rsquo;assalto del duo Ferretti&#038; Zamboni: perch&eacute; non fare un disco? Perch&eacute; non tornare a registrare? La risposta &egrave; s&igrave;, ma dove? Scartata l&rsquo;ipotesi Mongolia si parte per Finist&egrave;re, sullo spigolo tra Bretagna e Atlantico, e l&igrave; tra i mesi di agosto e settembre del &rsquo;93 nasce, completamente ex-novo, KO DE MONDO. Alle registrazioni partecipa anche Ginevra Di Marco, da quel momento in poi sempre pi&ugrave; voce dei CSI insieme a Giovanni. Per il resto la formazione &egrave; ormai consolidata, tranne per il batterista, dove arriva Pino Gulli a sostituire Roberto Zamagni. L&rsquo;album contiene &ldquo;A tratti&rdquo;, &ldquo;Palpitazione tenue&rdquo;, &ldquo;Celluloide&rdquo;, &ldquo;Del mondo&rdquo;, &ldquo;Home sweet home&rdquo;, &ldquo;Intimisto&rdquo;, &ldquo;Occidente&rdquo;, &ldquo;Memorie di una testa tagliata&rdquo;, &ldquo;Finist&egrave;re&rdquo;, &ldquo;La lune du Prajou&rdquo;, &ldquo;In viaggio&rdquo;, &ldquo;Fuochi nella notte (di San Giovanni)&rdquo;. KO DE MONDO esce a gennaio del 1994 ed &egrave; seguito da un tour.</p>
<p><strong>&ldquo;In quiete non &egrave; come dire relax, credetemi&rdquo;</strong><br />
Il 3 giugno &rsquo;94, negli studi Michelangelo di Cinisello Balsamo (MI), i CSI registrano un concerto &ldquo;unplugged&rdquo; per il programma televisivo &lsquo;Acoustica&rsquo; di Videomusic. Tra i brani, in gran parte estratti da KO DE MONDO &#8211; &ldquo;In viaggio&rdquo;, &ldquo;Inquieto&rdquo;, &ldquo;Memorie di una testa tagliata&rdquo;, &ldquo;Palpitazione tenue&rdquo;, &ldquo;Occidente&rdquo;, &ldquo;Fuochi nella notte di San Giovanni&rdquo;, &ldquo;Del mondo&rdquo; &#8211; ci sono alcuni numeri dei CCCP &#8211; &ldquo;Stati di agitazione&rdquo;, &ldquo;Io sto bene&rdquo;, &ldquo;Allarme&rdquo;, &ldquo;And the radio plays&rdquo; &#8211; e una cover dei Marlene Kuntz, &ldquo;Lieve&rdquo;.  La voce di Ginevra Di Marco entra a far parte dei CSI in pianta stabile, e gli arrangiamenti acustici offrono a molti brani la possibilit&agrave; di vivere in una dimensione diversa, come dimostra il tour nei teatri.</p>
<p><strong>&ldquo;canzoni di gesta eroiche, di contadini divenuti guerrieri poi, quasi per caso, eroi, martiri&#8230;&rdquo;   </strong><br />
Il 1995 vede la partecipazione dei CSI a due importanti progetti: il primo &egrave; quello dedicato ad Augusto Daolio dei Nomadi, per il quale il gruppo incide la storica &ldquo;Noi non ci saremo&rdquo;, il secondo &#8211; e di sicuro il progetto pi&ugrave; importante realizzato dal gruppo in quell&rsquo;anno &#8211; &egrave; MATERIALE RESISTENTE, che nasce per festeggiare &#8211; e ricordare &#8211; il cinquantesimo anniversario della Resistenza e della Liberazione &lsquo;in modo non ortodosso&rsquo;. La festa del 25 aprile diventa un concerto, un film (di Guido Chiesa e Davide Ferrario), un libro, un disco cui partecipano 18 gruppi, ognuno con un brano (per i CSI &egrave; &ldquo;Guardali negli occhi&rdquo;), ma soprattutto un&rsquo;esperienza fondamentale, anzitutto a livello civile, nella storia dei CSI. E non solo: &laquo;Quando abbiamo cominciato a pensare al disco nuovo&raquo;, dir&agrave; poi Massimo Zamboni, &laquo;avevamo gi&agrave; un titolo: LINEA GOTICA. Era un lascito dell&rsquo;esperienza di MATERIALE RESISTENTE&#8230;&raquo;</p>
<p><strong>&ldquo;&#8230;&egrave; un disco di chitarre elettrificate, anche alle tastiere, al basso, alla voce &egrave; prima consigliato poi imposto di adeguarsi&#8230;&rdquo;</strong><br />
Una grande casa colonica in Val d&rsquo;Orcia, e tutto intorno a vista d&rsquo;occhio grano maturo&#8230; &egrave; l&igrave; che nel luglio del &rsquo;95 vanno a chiudersi i CSI per scrivere le canzoni che faranno parte di LINEA GOTICA. L&rsquo;album viene ultimato a ottobre di quell&rsquo;anno nello studio Emme di Calenzano, alle porte di Firenze e pubblicato nel gennaio del &rsquo;96: contiene &ldquo;Cupe vampe&rdquo;, &ldquo;Sogni e sintomi&rdquo;, &ldquo;E ti vengo a cercare &#8211; una cover del brano di Franco Battiato incisa in quei giorni per un tributo al musicista catanese intitolato &ldquo;Battiato non Battiato&rdquo; e organizzato da Francesco Virlinzi della Cyclope &#8211; &ldquo;Esco&rdquo;, &ldquo;Blu&rdquo;, &ldquo;Linea Gotica&rdquo;, &ldquo;Millenni&rdquo;, &ldquo;L&rsquo;ora delle tentazioni&rdquo;, &ldquo;Io e Tancredi&rdquo;, &ldquo;Irata&rdquo;. Alessandro Gerby e Pino Gulli, rispettivamente percussionista e batterista del gruppo, hanno lasciato i CSI: alla batteria, durante le registrazioni del disco, provvede, dove necessario, Marco Parente. All&rsquo;uscita dell&rsquo;album segue come di consueto una nuova serie di concerti.</p>
<p><strong>&ldquo;1996: chiama, inaspettata, la Mongolia&rdquo;</strong><br />
E&rsquo; dal 1993 che Ferretti &#038; Zamboni hanno fatto domanda per poter visitare la Mongolia, ma quando l&rsquo;occasione arriva -l&rsquo;invito da parte di Soyombo, Associazione culturale per la diffusione della cultura mongola &#8211; li coglie comunque impreparati. Il tempo di decidersi e nell&rsquo;estate del 1996, in barba a un eventuale tour estivo, i due approdano a Ulan Bator e da l&igrave; attraversano la Mongolia, 5000 chilometri percorsi con jeep e a cavallo. Con loro il fotografo Alex Maioli, mentre in Italia, sul filo del 45&deg; parallelo che collega invisibilmente Reggio Emilia e il delta del Po alla Mongolia densamente spopolata, il regista Davide Ferrario gira immagini che finiranno in un curioso film documentario a met&agrave; strada fra Mongolia e pianura padana, &ldquo;Sul 45&deg; parallelo&rdquo;, appunto. Non &egrave; l&rsquo;unico lavoro che lega il regista torinese ai CSI: l&rsquo;anno dopo il suo film TUTTI GIU&rsquo; PER TERRA, tratto dall&rsquo;omonimo romanzo di Giuseppe Culicchia, vedr&agrave; la colonna sonora curata dal CPI e i CSI debuttare come attori in un film, nel ruolo scherzoso di una serissima commissione d&rsquo;esame.</p>
<p><strong>&ldquo;Alba la presero in duemila il 10 ottobre&#8230;&rdquo;</strong><br />
Il 5 ottobre &rsquo;96 i CSI suonano nella Chiesa di San Domenico ad Alba (CN), per un concerto in onore e memoria di Beppe Fenoglio. Proprio con una frase di Fenoglio si apriva la canzone che dava il titolo al loro pi&ugrave; recente album, LINEA GOTICA. E l&rsquo;invito del Circolo Fenoglio &rsquo;96, tra i cui componenti figura il regista Guido Chiesa, gi&agrave; coinvolto nel progetto MATERIALE RESISTENTE, &egrave; accolto di buon grado. Il concerto si intitola &ldquo;Un giorno di fuoco&rdquo; e comprende, oltre all&rsquo;esibizione musicale dei CSI, anche interventi e letture di Ferretti e altri ospiti. E&rsquo; un evento unico, &lsquo;una questione privata&rsquo;, come giustamente sottolineano i CSI, che trover&agrave; una doverosa documentazione in una pellicola e in un CD che vedr&agrave; la luce soltanto un anno e mezzo dopo &#8211; nel gennaio del 1998 &#8211; e per giunta per un periodo limitato &#8211; verr&agrave; ritirato dal commercio il 1&deg; maggio &rsquo;98 -. Titolo, LA TERRA, LA GUERRA, UNA QUESTIONE PRIVATA e all&rsquo;interno 12 canzoni: &ldquo;Campestre&rdquo;, &ldquo;Esco&rdquo;, &ldquo;Fuochi nella notte di San Giovanni&rdquo;, &ldquo;Guardali negli occhi&rdquo;, &ldquo;Linea Gotica&rdquo;, &ldquo;Cupe vampe&rdquo;, &ldquo;Memorie di una testa tagliata&rdquo;, &ldquo;In viaggio&rdquo;, &ldquo;Del mondo&rdquo;, &ldquo;Annarella&rdquo;, &ldquo;Irata&rdquo; e una ripresa di &ldquo;Guardali negli occhi&rdquo;. Alla batteria arriva Gigi Cavalli Cocchi.</p>
<p><strong>&ldquo;tabula rasa elettrificata&rdquo;</strong><br />
Tra gennaio e marzo del &rsquo;97 i CSI compongono, arrangiano e registrano il nuovo album, TABULA RASA ELETTRIFICATA, nell&rsquo;agriturismo &ldquo;Le scuderie&rdquo; a Carpineti (Reggio Emilia), in un&rsquo;atmosfera di grande concordia. Il disco risente naturalmente del recente viaggio in Mongolia, anche se Ferretti lo definisce &ldquo;pi&ugrave; che un disco sulla Mongolia, un disco dalla Mongolia&rdquo;. 10 le canzoni contenute nell&rsquo;album, registrato dalla formazione ormai stabile dei CSI: &ldquo;Unit&agrave; di produzione&rdquo;, &ldquo;Brace&rdquo;, &ldquo;Forma e sostanza&rdquo;, &ldquo;Vicini&rdquo;, &ldquo;Ongii&rdquo;, &ldquo;Gobi&rdquo;, &ldquo;Bolormaa&rdquo;, &ldquo;Accade&rdquo;, &ldquo;Matrilineare&rdquo;, &ldquo;M&rsquo;importa &lsquo;nasega&rdquo;. L&rsquo;uscita dell&rsquo;album, programmata per settembre di quell&rsquo;anno, viene anticipata da una serie di attesissimi concerti tra cui fanno discutere quelli che vedono i CSI aprire alcune date del tour di Jovanotti. A settembre TABULA RASA ELETTRIFICATA &egrave; primo in classifica a una settimana di distanza dalla sua pubblicazione, e viene seguito da un tour che affronta spazi e pubblici pi&ugrave; ampi che in passato. </p>
<p><strong>&ldquo;lo stato delle cose, il punto di partenza: la Jugoslavia&rdquo;</strong><br />
le cupe vampe della tragedia jugoslava fiammeggiavano gi&agrave; nelle canzoni di LINEA GOTICA, ma &egrave; nel giugno del &rsquo;98 che i CSI comunicano la propria intenzione di recarsi nella ex-Jugoslavia per una serie di concerti. In accordo con le iniziative che le regioni Emilia Romagna e Marche sostengono in Bosnia all&rsquo;indomani della fine della guerra, il gruppo decide di tenere tre concerti, due nella citt&agrave; di Mostar &#8211; ancora smembrata in due parti, una cristiano-croata e l&rsquo;altra bosniaco-musulmana &#8211; e uno a Banja Luka, per l&rsquo;etnia serbobosniaca. La spedizione si compie tra il 10 e il 18 giugno &rsquo;98 e si rivela una delle pi&ugrave; intense esperienze dei CSI, al ritorno dalla quale niente sembra pi&ugrave; essere come prima. E&rsquo; necessaria una pausa di riflessione, nel corso della quale si sciolgono momentaneamente le fila del gruppo e diversi componenti dei CSI tornano alle proprie occupazioni individuali. Giorgio Canali lavora a un suo album solista, &ldquo;Che fine ha fatto Lazlot&ograve;z?&rdquo;e lo stesso fanno, insieme, Francesco Magnelli e Ginevra Di Marco per l&rsquo;album di quest&rsquo;ultima, &ldquo;Trama tenue&rdquo;. Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni programmano di festeggiare la maggiore et&agrave; della propria ditta tornando nella citt&agrave; in cui si erano conosciuti, Berlino, per registrare un album a quattro mani. Nel frattempo, al Salone della Musica di Torino, nell&rsquo;ottobre del &rsquo;98, viene presentato un importante progetto del CPI, il tributo a Robert Wyatt intitolato &ldquo;The different you&rdquo; e organizzato da Magnelli e Maroccolo: l&rsquo;album consta di 17 cover di Wyatt eseguite da un insieme eccezionale di musicisti (Battiato, Almamegretta, Jovanotti, Area, Max Gazz&egrave;, Marlene Kuntz, Cristina Don&agrave;, Marco Parente sono solo alcuni dei nomi coinvolti) e in una cover di &ldquo;Del mondo&rdquo; dei CSI suonata e cantata da Robert Wyatt. &ldquo;The different you&rdquo; diventa anche un film documentario e un concerto programmato in Italia per alcune date. </p>
<p><strong>&ldquo;ci&ograve; che deve accadere accade&rdquo;</strong><br />
Il &rsquo;99, come accennato, trascorre con i CSI impegnati nelle proprie vicende personali e musicali. A ottobre Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni sono a Berlino, in compagnia di Eraldo Bernocchi, per la realizzazione del loro album insieme, ma qualcosa non funziona e la loro collaborazione si interrompe. Zamboni diserta l&rsquo;esibizione che i CSI tengono a Milano, di fronte al Dalai Lama, alla fine di quell&rsquo;anno e non &egrave; nemmeno presente alla festa del Capodanno Ortodosso organizzata il 5 gennaio 2000 in uno stracolmo Palasport di Firenze, un&rsquo;indimenticabile serata nel corso della quale i CSI dividono il palco con Goran Bregovic &#8211; che omaggiano con una cover di &ldquo;Ederlezi&rdquo; &#8211; e la sua orchestra. Alla fine l&rsquo;album, intitolato &ldquo;Co.dex&rdquo; uscir&agrave; a solo nome di Giovanni Lindo Ferretti, mentre Massimo Zamboni firmer&agrave; insieme al suo ex-socio le pagine di un libro intitolato &ldquo;In Mongolia in retromarcia&rdquo;. Nel frattempo in primavera viene anche presentato al festival del corto di Bra &ldquo;Linea di confine &#8211; Diario di Mostar&rdquo;, un collage di immagini e letture che Davide Ferrario ha organizzato all&rsquo;indomani dal suo ritorno dalla ex-Jugoslavia. Per il resto sono mesi di silenzio, ai quali segue in estate un nuovo tour dei CSI, ambientato soprattutto in festival e spazi all&rsquo;aperto. </p>
<p>Il 9 luglio 2000, proprio nel corso di una di queste date &#8211; l&rsquo;occasione &egrave; quella del Monza Rock Festival &#8211; Ferretti, Maroccolo, Magnelli e Canali annunciano l&#8217;intenzione (fino a quel momento mai manifestata) di voler sciogliere i CSI e di non escludere di proseguire in futuro a fare musica insieme. </p>
<p><strong>&ldquo;noi non ci saremo&rdquo;</strong><br />
A Gennaio e ad Aprile del 2001 esce il lavoro con il quale i CSI hanno scelto di congedarsi dal proprio pubblico. Intitolato significativamente NOI NON CI SAREMO, quest&rsquo;ultimo album antologico dei CSI viene pubblicato in due volumi separati, entrambi contenenti canzoni mai pubblicate, rarit&agrave;, colonne sonore, registrazioni dal vivo. Tutto il materiale contenuto nei due volumi di NOI NON CI SAREMO VOL.1 &#038; 2, &egrave; stato raccolto, ascoltato e selezionato dai CSI e prodotto da Gianni Maroccolo.</p>
<p><strong>&ldquo;per grazia ricevuta&rdquo;</strong><br />
Il 12 aprile 2002 esce il primo album omonimo dei PGR- PER GRAZIA RICEVUTA , il nuovo progetto di Giovanni Lindo Ferretti, Gianni Ma roccolo , Giorgio Canali e Francesco Magnelli con la partecipazione di Ginevra Di Marco.<br />
L&rsquo;album  &egrave; stato  registrato nell&rsquo;autunno del 2001 con la produzione di Hector Zazou (uno dei pi&ugrave; innovativi ed imprevedibili compositori francesi) e missato da Peter Walsh (gi&agrave; ingegnere del suono per  Simple Minds  e Pulp).  E&rsquo; stato presentato al museo d&rsquo;arte moderna di Roma e all&rsquo; universit&agrave; cattolica di Milano come un &ldquo;manufatto industriale di musica moderna, solo plastica stampata, prezioso e puro&rdquo;. Queste poche parole  esplicitavano il rifiuto di qualsiasi opzione ovvia : nessun videoclip, nessun singolo, nessun concerto, a sottolineare che la musica nella sua complessit&agrave; sconta un eccesso ed &egrave; abusata.</p>
<p><strong>&ldquo;montesole&rdquo;</strong><br />
Il 29 giugno 2001, a Montesole , luogo dell&rsquo;eccidio conosciuto come &ldquo;strage di Marzabotto&rdquo; si svolse un concerto alla memoria e per la memoria . I CSI avevano gi&agrave; manifestato l&rsquo;intenzione di congedarsi   ma quel concerto  memorabile  in un&rsquo;atmosfera irripetibile costitu&igrave; di fatto la &ldquo;copula&rdquo; che avrebbe portato alla nuova avventura  PGR. MONTESOLE 29 giugno 2001 ne &egrave; la registrazione fedele . Un album live che esce il 21 febbraio 2003 e  che contiene 18 brani prodotti Gianni Maroccolo.</p>
<p><strong>&ldquo;D&rsquo;anime e d&rsquo;animali&rdquo;</strong><br />
Nel Gennaio 2004, Canali, Ferretti e Ma roccolo, coadiuvati da Pino Gulli e da Cristiano Della Monica, in brevissime sessions tenutesi a casa di Ferretti nell&rsquo;appennino toscoemiliano, compongono di getto il nuovo album &ldquo;D&rsquo;anime e d&rsquo;animali&rdquo;. Sar&agrave; registrato nei mitici studi Real World di Peter Gabriel a Bath (uk) da Lorenzo Tommasini e Peter Walsh , che gi&agrave; avevano collaborato al precedente album di studio. Peter Walsh firma questa volta anche la produzione artistica dell&rsquo;album.</p>
<p><img src="pgr/PGR - Canali, Ferretti, Maroccolo.jpg"></p>
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		<title>Ash Ra Tempel</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Monografie]]></category>

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		<description><![CDATA[<!--YARPP TEST:  AND yarpp.score > 5 and yarpp.reference_ID = 252 AND wp_posts.post_type = 'post'--><!--YARPP TEST:  AND yarpp.score > 5 and yarpp.reference_ID = 252 AND wp_posts.post_type = 'post'-->Tra i pionieri del kraut-rock cosmico tedesco, discepoli di Timothy Leary, guru della psichedelia e delle sostanze psicotrope. Come potrei rimanere obiettivo quando si parla di un gruppo come gli Ash Ra Tempel, la chiave di svolta di una intera epoca musicale, che lanci&#242; sulla scena le figure di Manuel Gottsching e Klaus Schulze. Credo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<!--YARPP TEST:  AND yarpp.score > 5 and yarpp.reference_ID = 252 AND wp_posts.post_type = 'post'--><p>Tra i pionieri del kraut-rock cosmico tedesco, discepoli di Timothy Leary, guru della psichedelia e delle sostanze psicotrope. </p>
<p><span id="more-252"></span><br />
<center><img src="http://www.electronicmusic.it/ash_ra293.jpg"></center></p>
<p>Come potrei rimanere obiettivo quando si parla di un gruppo come gli <strong>Ash Ra Tempel</strong>, la chiave di svolta di una intera epoca musicale, che lanci&ograve; sulla scena le figure di <strong>Manuel Gottsching</strong> e <strong>Klaus Schulze</strong>.<br />
Credo sia davvero impossibile se non che la loro musica, annoverata tra le mie preferite, &egrave; una entit&agrave; a se stante, qualcosa di unico e forse irripetibile. Proprio cos&igrave;, perch&eacute; se da una parte troviamo l&#8217;abilit&agrave; tecnica indiscussa dei componenti degli Ash Ra Tempel, dall&#8217;altra non possiamo di certo escludere il loro contatto con gli insegnamenti di Timothy Leary, guru psichedelico trasferitosi da poco in Svizzera (dato che la Germania non gli diede il permesso), intorno al quale si form&ograve; una cerchia di poeti, letterati e musicisti. I suoi insegnamenti sull&#8217;acido lisergico, sui quattro stati della coscienza-conoscenza umana, furono punto di forza per la formazione della musica spazio-temporale improvvisata che si fece conoscere come <em>Krautrock</em>; nome preso dall&#8217;etichetta <em>Kosmische Musik</em>.<br />
Tra i tanti discepoli troviamo proprio gli Ash Ra Tempel. Partendo dalla genesi ci dobbiamo imbattere nella carismatica figura del chitarrista Manuel Gottsching, gi&agrave; in contatto tra il 1968 e il 1969 con il compositore svizzero d&#8217;avanguardia Thomas Kessler, fondando nel 1970, a Berlino, con Klaus Schulze e Hartmut Enke, il nucleo di partenza degli Ash Ra. Sicuramente in un ambiente ancora troppo giovane per poter parlare di musica cosmica, e con soli Tangerine Dream, Amon Duul, Can e Kraftwerk, tra i pi&ugrave; importanti rappresentanti della scena tedesca, gli Ash Ra Tempel debuttarono nel 1971 con il loro album omonimo, in un tripudio di psychedelia, musica esotica e improvvisata. Due lunghe jam, se cos&igrave; possiamo chiamarle, <strong>&ldquo;Amboss&rdquo;</strong> e <strong>&#8220;Traummachine&#8221;</strong>, formando un clima surreale tra la chitarra di Manuel, le percussione di Klaus e la seconda batteria di Harald Grosskopf, il tutto circondato dal suono del sintetizzatore come amalgama per atmosfere di meditazione, di distaccamento totale dal mondo materiale. Dopo questa prima uscita Schulze lascia il gruppo per tentare la carriera solista e sar&agrave; sostituito da Wolfgang Muller, con il quale gli Ash Ra Tempel produrranno la loro seconda uscita, <strong>&ldquo; Schwingungen&rdquo;</strong> del 1972. Se non il disco pi&ugrave; riuscito &egrave; sicuramente il pi&ugrave; completo, che riesce a fondere un susseguirsi ininterrotto di stili, tra approcci progressivi, distacchi blues e frizzanti spicchi psichedelici. Musica esotica anche qui, con duetti tra tastiere e percussioni, chitarra e sax, nei quali spicca la voce o il coro di sottofondo. Un grande album diviso anch&#8217;esso in due lunghe jam. Tutto questo in preparazione al 1972, a quella svolta cosmica spaziale portata dall&#8217;arrivo di Leary, che collaborer&agrave; proprio con il loro terzo album <strong>&ldquo;Seven-up&rdquo;</strong>. Le differenze sono notevoli sorattutto se consideriamo anche l&#8217;arrivo dell&#8217;ingegnere del suono, bassista, percussionista e addetto al synth, Dieter Dierks. La profonda voce di Leary che si alterna con quella femminile di Duwe in sottofondo, gli effetti elettronici spaziali che si ripercuotono su tutta la prima jam, chiamata proprio <strong>&ldquo;Space&rdquo;</strong>, e i suoni pi&ugrave; graffianti e metallici, ci indicano l&#8217;abbandono del pianeta Terra verso destinazioni aliene, forse raggiungendo proprio Alpha Centauri, sulla navicella chiamata Ash Ra Tempel. Non sar&agrave; un lungo viaggio e gi&agrave; l&#8217;anno seguente, il 1973, si far&agrave; ritorno a casa, ritrovando la formazione iniziale con il ritorno di Klaus Schulze, nella produzione di <strong>&ldquo;Join Inn&rdquo;</strong>. Il disco &egrave; un chiaro ritorno alle origini, a quel vecchio album chiamato &ldquo;Ash Ra Tempel&rdquo;, con le dolci escursioni chitarristiche di Gottsching, il tempo tenuto da Schulze con la sua batteria, le tastiere e il basso di Enke, tra sintetizzatore e VCS-3 a dare quegli effetti elettronici fruttando una colla lisergica per tenere il tutto compatto. La collaborazione con Rosi Mueller e la sua calda voce femminile continua ancora per tutto il 1973 soprattutto con l&#8217;uscita dell&#8217;album <strong>&ldquo;Starring Rosi&rdquo;</strong>, che annovera l&#8217;ennesimo abbandono di Schulze. Una parabola che si conclude con questo semplice rock, perch&eacute; in seguito, seppur sotto il nome di Ash Ra Tempel, album come <strong>&ldquo;Invention For Electric Guitar&rdquo;</strong> e <strong>&ldquo;New Age of Earth&rdquo;</strong> saranno praticamente lavori solisti di Manuel Gottsching; ma questa &egrave; altra storia. </p>
<p><strong>Alessandro Bianchi</strong></p>
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		<title>Julian Cope</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<span id="more-244"></span><br />
Mi toccherà ora proseguire nella sterminata carriera discografica di quel Cope in veste solista, una volta terminata, come detto, l&#8217;esperienze formativa nei <strong>Teardrop Explodes</strong>. Bisogna premettere, senza alcun dubbio l&#8217;anno 1983, passato a riordinare le idee, studiare i vari progetti che passavano velocemente e a flusso continuo nella sua mente, adeguarli a un tappeto sonico innovativo e poi metterli definitivamente in qualcosa di concreto. Non possiamo quindi considerare il 1983 come un anno di pausa per il Cope reduce dall&#8217;esperienza “Teardropiana”, ma come un ciclo ricco di evoluzioni artistiche, cercando di ripercorrere le strade degli sciamani poetici visionari e mistici, imponendosi come il nuovo Morrison o il nuovo Barrett. Si avvicina sempre più alla sperimentazione sonora, appassionandosi alla scena teutonica chiamata krautrock, scrivendo anche un libro “Krautrocksamplers”, ed infine acculturandosi sulla tradizione celtica e mitologica della Gran Bretagna: il libro “The Modern Antiquarian” ne è la dimostrazione. 1984, pronti ai posti di partenza? Un&#8217;onda sonora esce dagli schemi e prende corpo in Julian Cope. Escono in rapida successione due dei dischi più importanti e rivoluzionari della new wave e in chiare lettere del suono degli anni &#8217;80, <strong>“World Shut Your Mouth”</strong> e <strong>“Fried”</strong>. Due autentiche bombe che abbattono le fondamenta della musica passata sostituendole con un nuovo modo di ragionare la musica. Ascoltando questi dischi viene subito alla mente la classica melodia barrettiana, di “Love You” o le tenebre di “No Man&#8217;s Land”, con quella psichedelia smorzata da toni ritmati, quell&#8217;eccentricità visionaria e stralunata, perché in fondo al primo ascolto viene naturale accostare Cope a Syd. Provate a immaginare Barrett che canta sopra una base post punk o nella freddezza metallica della new wave, con un sitar, il suono del vento e un organo in accompagnamento; non è semplice, vero, ma in questo caso potete ascoltare <strong>“World Shut Your Mouth”</strong> e avrete un&#8217;idea precisa di quanto detto. Sembra quasi un continuo storico di <strong>“Kilimanjaro”</strong>. Probabilmente anche le sostanze psicotrope si mettono a fare la loro cospicua parte e la rivoluzione inizia da una concezione aggressiva della psichedelia britannica, ascoltando “Reynard the Fox”, in “Fried”, si trova risposta a questo, ricchissima di distorsioni. Proprio <strong>“Fried”</strong> è l&#8217;album maggiormente riuscito a Cope, ma paragonarlo con i suoi lavori futuri, che presto vedremo, risulta compito improponibile viste le diversità che intercorrono. La bellezza di questi due album, proprio come accadde con i Velvet Underground, non trovò assolutamente un riscontro commerciale adeguato e per quel Cope alla ricerca della fama fu un colpo assai duro da digerire. I fiaschi dei due singoli successivi, Competition e Sunspots, sommati agli abusi di droga e ai problemi con la casa discografica portarono Julian sull&#8217;orlo dell&#8217;abbandono della scena, che in effetti durò per quasi due anni in un ritiro a vita privata. Dobbiamo aspettare il 1986 per vedere nuova linfa vitale e musicale scorrere nelle vene di Cope. In questo anno prenderà corpo una tournee mondiale con il chitarrista Donald Skinner e la firma sul contratto della Island. L&#8217;anno seguente uscirà il terzo album, <strong>“Saint Julian”</strong>, che non sarà altro che una rivisitazione dei dischi precedenti, rendendoli più accessibili semplificandoli. Con questo disco il Nostro raggiungerà il successo commerciale tanto atteso, ma l&#8217;album a mio modesto parere non è poi nulla di così eccezionale. Un lavoro buono, con la sola “Trampolene” a tenere alta la bandiera delle eccezioni. Il resto è un susseguirsi di coretti semplici e adatti a far colpo sul grande pubblico, dimostrazione fatta con “Placet Ride”. Anche quella “World Shut Your Mouth”, irriconoscibile e ridotta allo scheletro inconcludente non sembra rispecchiare per nulla i capolavori di tre anni prima. <strong>“Saint Julian”</strong> rimane tuttavia un discreto disco pop con qualche buona nuova qua e là, quali “Pulsar”, “Screaming Secrets” e la conclusiva “A Crack in the Clouds”. Questo rimarrà comunque una breve parentesi all&#8217;interno della discografia “copeiana”, tanto che l&#8217;anno successivo, 1988, si andrà verso a un preambolo di sperimentazione sonora con l&#8217;uscita dell&#8217;eccentrico <strong>“My Nation Underground”</strong>. Il disco sarà anticipato dall&#8217;uscita di tre singoli, poi racchiusi nello stesso, la romantica “China Doll”, “Charlotte Anne” e la cover dei Vogues “5 O&#8217;Clock World”. <strong>“My Nation Underground”</strong> suona come un crogiuolo di suoni senza apparente filo logico, allestiti con una parodia di percussioni e l&#8217;ampio uso del sintetizzatore, organo e armonica, con il vibrato wha wha che entra in campo, lasciandoci sconcertati per il primo, plausibile, avvicinamento all&#8217;elettronica. Come solito sono persistenti dei coretti contagiosi e la voce istrionica di Cope riesce a percorrere in modo perfetto tutto il disco. Una bella boccata di ossigeno dopo <strong>“Saint Julian”</strong>. Abbiamo iniziato la mini-scheda sui Teardrop Explodes dicendo che la carriera solista di Cope fu una continua evoluzione musicale, mai un disco eguale ad un altro e così, dopo aver tracciato la strada della sperimentazione sonora, ecco che esce nel 1990 <strong>“Skellington”</strong>, con l&#8217;etichetta propria CopeCo. Questo è un disco improntato unicamente sull&#8217;acustica, con la triade batteria–basso–chitarra sempre in primo piano. Si abbandona quindi per il momento la sperimentazione sonica e ci si addentra in un rock oscuro, vicino a un folk eclettico, con il corno che da fiato ogni tanto. Sembra quasi un disco riflessivo e intimo, una versione completamente nuova per Julian Cope che riesce ad interpretarla alla grande, l&#8217;animale da palco. Canzoni come “Robert Mitchum”, “Doomed”, “Out of My Mind on Dope and Speed” e perchè no “Comin&#8217; Soon” riportano nuovamente a un ricordo di Barrett, con la sua voce profonda e ipnotica, caposaldo della psichedelia britannica. Le tracce non superano mai i tre minuti, così come nel secondo disco, sempre dello stesso anno, <strong>“Droolian”</strong>, con Cope alla chitarra e voce per una pseudoraccolta di bozzetti sonori. Non mancano certo le eccentricità e i tocchi di estro ego, le ambientazioni mistiche di “Look after your leathers”, la scanzonata e ironica “Unisex cathedral”, l&#8217;incomprensibile “Commin&#8217; down&#8230;”, sono solo parte di quanto potrete trovare su <strong>“Droolian”</strong> che abbandona quella melodia folk per addentrarsi in piccoli esperimenti, come prova generale per il futuro e l&#8217;emulazione della scena kraut tedesca. Prima di questo però arriva uno dei suoi dischi più belli, il doppio <strong>“Peggy Suicide”</strong>(1991). Allestendo un&#8217;intera “orchestra” per la sua realizzazione, <strong>“Peggy Suicide”</strong>, è il primo capitolo di una trilogia dedicata all&#8217;ambiente e alle sue problematiche, dell&#8217;eco-Cope. Oltre a questo il disco è uno dei migliori dello stesso Cope, una sorta di <strong>“Fried”</strong> raffinato e dedito alle religioni pagane, che scivola via sopra le note, anche in momenti intensi come “Safesurfer”, una lunga riflessione sul mondo dell&#8217;Aids e sulle conseguenze nell&#8217;animo umano. Altri momenti intensi sono l&#8217;iniziale “Pristeen”, “Promise Land”, mentre pezzi come “You” e “Soldier Blue” si divincolano dagli schemi restando in totale libertà espressiva. Rimane sempre in voga la melodia, il pop criptico di “Beautiful Love” o “Hanging Out and Hung Up on the Line”. E&#8217; un periodo di grosso fermento compositivo e le attività di Cope si fanno frenetiche. Tutto porta a lavori particolari e di altissima qualità, così come il secondo episodio della trilogia ecologista, <strong>“Jehovakill”</strong>. Il disco, come il suo stesso titolo, è inquietante e oscuro mentre Julian si esprime in uno stato catatonico dopo la schizofrenia umana scagliatasi sull&#8217;ambiente e sulla nostra società. La sua voce si fa cupa e apocalittica, con suoni freddi e lenti, dapprima, in un vortice che porta verso la catastrofe umana. Si apre con “Soul Desert”, in un continuo crescendo di ritmo. Da sottolineare “Wards at 45°”, uno dei pezzi più intensi creato attorno a un rock sperimentale, la funerea “Gimme Back My Flag”, che si tramanda per riti orientali tra profumi di incenso e ambientazioni mistiche ed infine come non poter mettere in rilievo “The Subtle Energies Commission” che mette assieme “Hallogallo” dei Neu! con gli Stooges, creando una canzone fine a se stessa, tra continui cambiamenti di ritmo. Inizia proprio qui, da questa traccia rivisitata dei Neu!, il momento di massimo avvicinamento alla scena krautrock sperimentatrice; dopo i problemi con l&#8217;etichetta Island che lo taglia fuori dalla scena, che grazie alla casa Ma-Gog riesce a produrre due album di pura improvvisazione psichedelica/elettronica, <strong>“Rite”</strong>(1993) e <strong>“Queen Elizabeth”</strong>(1994). Questi si articolano su lunghe jam ispirate alla musica cosmica, come “In Search Of Ancient Astronomies”; una sorta di emulazione krautiana in chiave new wave. Sempre nel 1993 esce <strong>“The Skellington Chronicles”</strong>, fusione tra <strong>“Skellington1”</strong> e <strong>“Skellington2”</strong>, che prosegue la serie dei bozzetti sonori del 1990. In ottobre scende in piazza <strong>“Floored Genius”</strong>, una raccolta per la BBC dei venti migliori pezzi realizzati tra il 1979 e il 1991. L&#8217;attaccamento alla Germania è momentaneamente messo in disparte e il nuovo contratto con la Echo lo porta a concludere quella trilogia ambientale con <strong>“Autogeddon&#8221;</strong> (1994). Il disco sembra ricollegarsi a <strong>“Peggy Suicide”</strong> che in precedenza si era persa, mentre gli attacchi si fanno sempre più duri e ci si divincola in un misto di blues (“Madamax”), folk acido (“Paranormal in the west country”) e space rock (“Ain&#8217;t but the one way” o la conclusiva “Starcar”, probabilmente la più rappresentativa del disco). Nel 1995 esce <strong>“20 Mothers”</strong>, con venti donne in copertina, un album sotto tono rispetto ai canoni standard di Julian Cope, ma tutto sommato discreto, senza alcun picco memorabile. E&#8217; il classico disco pop, synth pop con influenze psichedeliche, nel quale “Try Try try” raggiunge un buon successo commerciale. Le cose cambiano sostanzialmente l&#8217;anno seguente con <strong>“Interpreter”</strong>. Un disco meno accessibile rispetto al precedente, un disco legato alle tematiche spaziali e cosmiche ad iniziare dalla copertina, proseguendo con la prima traccia nella quale Cope afferma di essere un marziano, (non l&#8217;avessimo mai messo in dubbio) “I come from another planet, baby”. Con l&#8217;aiuto di Thighpaulsandra, Tim Lewis, polistrumentista dedito alla sperimentazione sonora, riesce a raggiungere dei sublimi livelli, addentrandosi dentro lo space rock, dapprima in una parodia scherzosa dei Cosmick Jokers con “Planetary sit-in”, per poi dedicargli un&#8217;intera traccia tutta eccentrica: “Spacerock with me”, assolutamente da sentire, con una voce lirica femminile che si divincola da un suono cosmico. Uno dei suoi dischi migliori che da una nuova giovinezza al Nostro. Da qui in poi il suo eclettismo spaziale prenderà maggior spessore all&#8217;interno della sua carriera musicale e i suoi lavori, azzardati, come la continuazione di <strong>“Queen Elizabeth”</strong>, ossia <strong>“QE – Elizabeth Vagina”</strong>, assieme al disco dello stesso anno (1997) <strong>“Rite2”</strong>, daranno nuovamente sfogo alla sua interminabile voglia di scovare nuovi suoni, assemblarli, farli rendere al massimo. Ancor più particolare rimane <strong>“Odin”</strong> del 1999, non sarei mai capace di descriverlo ma potrei benissimo accostarlo a quell&#8217;”Aumgn” presente in “Tago Mago” dei Can, con una durata di settantatre minuti. Un disco messianico abbastanza indecifrabile, probabilmente l&#8217;estrema esagerazione dell&#8217;ambient, dato che in fatto di esagerazioni Cope non fu mai secondo a nessuno. La sua ultima esperienza (per ora) sarà quella con i Brian Donor, ma questa è altra storia.</p>
<p><strong> Alessandro Bianchi </strong></p>
<p><a href="http://http://www.freakoutmusic.com/" target="_blank"><strong>da FREAKOUTMUSIC</strong></a></p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.impattosonoro.it/2004/06/01/monografie/julian-cope/">{lang: 'it'}</g:plusone></div>

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		<title>Kurt Cobain e i Nirvana: Ten years after</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<!--YARPP TEST:  AND yarpp.score > 5 and yarpp.reference_ID = 213 AND wp_posts.post_type = 'post'--><p><em>5 aprile 1994: ormai sono passati dieci anni da quel giorno, che per molti ha segnato la fine, la fine della pi&ugrave; grande rock band degli anni 90, gli indimenticati ed indimenticabili <strong>Nirvana</strong>, e del loro leader <strong>Kurt Cobain</strong>, suicidatosi nella sua casa di Seattle con un colpo di fucile alla bocca.</em></p>
<p><a href="mailto:black_mothervedder@yahoo.it"><strong>giulia &#8220;black_mothervedder&#8221;</strong></a><br />
<span id="more-213"></span></p>
<p><center><img src="images/kurt1.gif"></center>  </p>
<p>5 aprile 1994: ormai sono passati dieci anni da quel giorno, che per molti ha segnato la fine, la fine della pi&ugrave; grande rock band degli anni 90, gli indimenticati ed indimenticabili <strong>Nirvana</strong>, e del loro leader <strong>Kurt Cobain</strong>, suicidatosi nella sua casa di Seattle con un colpo di fucile alla bocca.  </p>
<p>Da sconosciuta band underground di provincia, i Nirvana erano diventati nel giro di qualche mese il nuovo fenomeno rock mondiale, iniziando a vendere milioni di album in tutto il mondo e ritrovandosi costretti a fare i conti con un successo planetario.  </p>
<p>Il gruppo si form&ograve; ad Aberdeen nell&#8217;85, con il nome di Sellouts, messo su da Kurt Cobain e Krist Novoselic per suonare cover dei Creedence Clearwater Revival: la line-up prevedeva Kurt alla batteria, Krist alla chitarra e un ragazzo, Steve Newman, al basso. La formazione si sciolse dopo pochissimo tempo a causa di alcuni litigi tra Kurt e Newman.<br />
Dopo l&#8217;inverno del 1987, Krist e Kurt trovarono un nuovo batterista, Aaron Burckhard; cambiarono il loro nome in Skid row.<br />
Tennero il loro primo concerto alla GESCCO Hall di Olympia, a cui erano presenti circa dieci persone; seguirono a questo altri concerti, apparizioni radiofoniche, e una lunga serie di nuovi nomi, tra cui Bliss, Ted Ed Fred, Pen Cap Chew&#8230; E alla fino approdarono a Nirvana, che, secondo Kurt, si avvicinava molto alla sensazione che aveva facendosi di eroina.<br />
Il primo album <a href="http://www.impattosonoro.it/modules.php?op=modload&#038;name=Reviews&#038;file=index&#038;req=showcontent&#038;id=82"><em>Bleach</em></a> usc&igrave; nel giugno dell&#8217;89: il titolo deriva da una campagna contro l&#8217;aids, i cui slogan ammonivano i consumatori di droga a disinfettare i loro aghi con la candeggina.  </p>
<p>Nel 90 venne a delinearsi quella che divent&ograve; la line-up definitiva dei Nirvana, con l&#8217;entrata di Dave Grohl alla batteria.<br />
Come Kurt e Krist dissero spesso in seguito, Dave era proprio il batterista che avevano sempre desiderato; autodidatta, aveva imparato a suonare la batteria a dodici anni, rifacendosi allo stile di John Bonham degli Zeppelin, influenzato da dosi massicce di Devo e Bad Brains, che lo avevano reso un&#8217;autentico picchiatore.<br />
Completata la formazione, iniziarono dopo qualche mese le prime sessions di <a href="http://www.impattosonoro.it/modules.php?op=modload&#038;name=Reviews&#038;file=index&#038;req=showcontent&#038;id=165"><em>Nevermind</em></a>: il gruppo registr&ograve; l&#8217;album agli Smart Studios di Los Angeles nell&#8217;aprile del 91, dopo aver firmato un contratto con la major Geffen.  </p>
<p>Il resto &egrave; storia: uscito il 24 settembre 1991, <a href="http://www.impattosonoro.it/modules.php?op=modload&#038;name=Reviews&#038;file=index&#038;req=showcontent&#038;id=165"><em>Nevermind</em></a> &egrave; la sintesi perfetta del suono dei Nirvana, e in definitiva di tutta la musica grunge.<br />
Il gruppo riesce a mettere insieme al meglio gli elementi del proprio sound; rabbia, dolcezza, malinconia, punk, metal e parti acustiche si fondono per creare l&#8217;album che ha rivoluzionato il rock degli ultimi dieci anni, innescatore di un&#8217;esplosione che fece tabula rasa di tutta la vacua musica pop e rock degli anni 80.<br />
Un album che dopo tredici anni dalla release riesce ancora a mettere i brividi a chiunque lo ascolti: riff essenziali ma incendiari, testi apparentemente senza senso, carichi di un&#8217;autoironia feroce in cui Kurt si mette a nudo, raccontando i propri tormenti e il suo costante male di vivere, e una voce divenuta il grido di una generazione.<br />
Proprio la voce di Kurt fu, suo malgrado, un veicolo per la frustrazione di milioni di ragazzi, una voce che urlava dolore e sussurrava disperazione, in quelle canzoni sempre sul crinale di un&#8217;innocenza violata (rappresentata a partire dalla copertina, con un bambino di pochi mesi che nuota verso un dollaro appeso ad un amo), che assume ora i toni remissivi di <em>Come as you are</em> e <em>Polly</em>, o che diventa il motore di una rabbia incontrollabile, come in <em>Smells like teen spirit</em> o <em>Breed.</em>  </p>
<p>A <em>Nevermind</em> segu&igrave;, nel 93, un altro capolavoro, <a href="http://www.impattosonoro.it/modules.php?op=modload&#038;name=Reviews&#038;file=index&#038;req=showcontent&#038;id=150"><em>In utero</em></a>: un album duro e grezzo, meno immediato e accessibile del precendente, ma che ancora una volta proietta i Nirvana in cima alle classifiche di mezzo mondo, e che li consacra definitivamente come rockstar planetarie.  </p>
<p>Ma purtroppo la storia di una delle pi&ugrave; grandi rock band di tutti i tempi si conclude in una fredda mattinata d&#8217;aprile, quando Kurt si spara nella sua casa a Seattle, a soli ventisette anni, scegliendo di immolarsi e bruciare,  piuttosto che farsi spegnere a poco a poco dalla noia e dal successo. Quel giorno Kurt divenne per sempre il simbolo della <em>generazione x</em>, icona di un rock maledetto del cui olimpo fanno parte Jim Morrison, Jimi Hendrix, Sid Vicious.  </p>
<p><center><img src="images/nirvana.jpg"></center>  </p>
<p><center><strong>Il <em>grunge:</em> finzione o realt&agrave;?</strong></center>  </p>
<p>Morto Kurt Cobain, si chiude l&#8217;avventura dei Nirvana, e di fatto si chiude un&#8217;era, quella del <em>grunge</em>, che aveva visto la rinascita di un rock autentico e viscerale, e la fine di una musica fatta solo per vendere dischi e riempire stadi: i Nirvana sono stati gli apripista di molte altre band di quel tempo, avendo portato in cima alle classifiche il rock alternativo.<br />
Di quel rock hanno fatto parte gruppi altrettanto grandi, come Pearl Jam, Soundgarden, Alice In Chains, Sreaming Trees, e molti altri, fautori di una musica, il <em>grunge</em>, che ha segnato per sempre gli anni 90, e che ha lasciato una pesante eredit&agrave; a tutta la musica successiva.  </p>
<p>Ma cos&#8217;ha rappressentato veramente il fenomeno <em>grunge</em>?<br />
I suoi protagonisti hanno sempre rifiutato questa definizione, coniata dalla stampa per definire tutti i gruppi punk-rock underground provenienti da Seattle, cupa metropoli dello Stato di Washington.<br />
Musicalmente, il <em>grunge</em> &egrave; una miscela di punk, hard rock e post punk, caratterizzata molto spesso da una costante malinconia di fondo; il <em>grunge</em> ha rappresentato la fusione dei generi, che negli anni 80 erano stati, fino a quel momento, ben distinti l&#8217;uno dall&#8217;altro: la new wave e il post punk da una parte e il metal dall&#8217;altra. I Soundgarden riuscirono ad unire le due culture, mettendo insieme  l&#8217;estremismo punk di matrice SST con il sound dei Black Sabbath, l&#8217;estetica post punk alla Bauhaus e l&#8217;immediatezza anni 70 dell&#8217; heavy metal; ma la depressione, il nichilismo, la riservatezza e la droga sono stati parti fondamentali tanto quanto quelle strettamente musicali.  </p>
<p>&egrave; il 1984 ed iniziano a formarsi a Seattle e dintorni alcune band, come Green River, U Men, Melvins e Soundgarden; la primissima uscita discografica si ha l&#8217;anno successivo con <em>Come on down</em> dei Green River, di cui fanno parte Stone Gossard e Jeff Ament dei futuri Pearl Jam, e Mark Arm, Steve Turner e Bruce Fairweather dei Mudhoney. Al tempo Kurt Cobain &egrave; un fan sfegatato dei Melvins, e diventa un loro roadie.<br />
In agosto Steve Turner lascia i Green River per divergenze musicali; gli Screaming Trees registrano il loro primo demo, che verr&agrave; pubblicato come l&#8217;album <em>Other words</em>.  </p>
<p>I Melvins esordiscono nel 1986 con <em>10 Songs</em> per l&#8217;etichetta Boner; Bruce Pavitt e Johnathan Poneman danno vita alla label SubPop, che in quell&#8217;anno pubblica la raccolta <em>SubPop 100</em>, contenente brani di Sonic Youth e Scratch Acid; a gennaio la C/Z pubbblica <em>Deep Six</em>, compilation con i gi&agrave; citati Green River, Melvins, Soundgarden, Malfunkshun e U Men.<br />
I Green River incidono il loro ep <em>Dry as a bone</em>, che uscir&agrave; l&#8217;anno successivo.  </p>
<p>I Green River si sciolgono nel 1987: a dicembre Jeff Ament, Stone Gossard e Bruce Fairweather iniziano a provare con Andrew Wood e Regan Hagar dei Malfunkshun, con il nome di Lord Of The Wasteland; sostituito Regan Hagar con Greg Gilmore, il gruppo cambia nome in Mother Love Bone. Escono l&#8217;ep <em>Screaming life</em> dei Soundgarden, e il secondo album degli Screaming Trees, <em>Even if and eventually when</em>, che inaugura il contratto con la SST.<br />
Si formano gli Alice In Chains.  </p>
<p>1988: escono <em>Rehab Doll</em> dei Green River, il singolo d&#8217;esordio dei Mudhoney <em>Touch me I&#8217;m sick, </em> e l&#8217;ep <em>Fopp</em> dei Soundgarden. Sorprendono i Nirvana con il singolo <em>Love buzz</em>, cover degli Shocking Blue, e ancora i Mudhoney con il mini album <em>Superfuzz Bigmuff</em>; esce <em>Ultraomega Ok</em> dei Soundgarden.<br />
La SubPop pubblica la sua seconda compilation, <em>SubPop 200</em>, con Green River, Mudhoney, TAD e Nirvana; escono due perle della SST, <em>Invisible Lantern</em> degli Screaming Trees e <em>Bug</em> dei Dinousaur Jr.  </p>
<p>Nel giugno dell&#8217;89 esce il primo album dei Nirvana <em>Bleach</em>; ha inizio la grungemania nel Regno Unito.<br />
Nello stesso mese si tiene a Seattle il Lame Fest Moore Theatre, primo festival SubPop, con Nirvana, TAD e Mudhoney. A settembre esce <em>Louder Than Love</em> dei Soundgarden, sotto etichetta A&#038;M. Intanto i Mother Love Bone pubblicano l&#8217;ep <em>Shine</em>, aggiudicandosi un lunghissimo contratto con la Polygram, che crea l&#8217;etichetta Stardog apposto per loro; a novembre vengono completate le registrazioni per l&#8217;album d&#8217;esordio <em>Apple</em>.<br />
Escono l&#8217;<em>Omonino</em> dei Mudhoney ed il terzo album SST degli Screaming Trees, <em>Buzz Factory.</em>  </p>
<p>L&#8217;anno successivo esce il primo ep degli Alice In Chains, <em>We Die Young</em>, seguito dopo pochi mesi dall&#8217;album <em>Facelift</em>. Il 16 marzo Andrew Wood viene ritrovato in overdose; morir&agrave; tre giorni dopo. <em>Apple</em> viene pubblicato postumo alcuni mesi dopo.<br />
Ad ottobre si tiene il primo concerto all&#8217;Off Ramp di Seattle dei neonati Mookie Blaylock, combo formato da Stone Gossard, Jeff Ament, Mike McCready ed Eddie Vedder; circa tre mesi dopo Chris Cornell e Matt Cameron dei Soundgarden si uniscono con Stone Gossard, Jeff Ament e Mike McCready per tributare un omaggio al defunto Andrew Wood. Ne uscir&agrave; fuori il supergruppo Temple Of The Dog, che pubblicher&agrave; l&#8217;album Omonimo l&#8217;anno successivo, con il contributo vocale di Eddie Vedder su tre brani.  </p>
<p>Il 1991 &egrave; l&#8217;anno della consacrazione definitiva del <em>grunge</em>: escono <em>Badmotorfinger</em> dei Soundgarden e <em>Nevermind</em> dei Nirvana. Mentre l&#8217;opera dei primi riscontra inizialmente un buon successo a livello underground, Nevermind esplode immediatamente, suscitando subito la curiosit&agrave; dei media.<br />
Un mese prima di Nevermind vede la luce un po&#8217; in sordina un altro capolavoro, il magnifico <em>Ten</em> dei Pearl Jam, che comincer&agrave; la sua scalata alle classifiche solo all&#8217;inizio dell&#8217;anno successivo.<br />
La controparte femminile rilancia la sfida: escono <em>Pretty On Inside</em> delle Hole, e <em>Smell The Magic</em> delle L7.  </p>
<p>&egrave; il 1992: gli Alice In Chains pubblicano <em>Dirt</em>; Nevermind &egrave; in cima alla classifica di Billboard.<br />
A luglio Pearl Jam e Soundgarden si uniscono a Ministry, Jesus And Mary Chain e Red Hot Chili Peppers nel tour del Lollapalooza, il festival itinerante americano pi&ugrave; importante del circuito alternativo.<br />
Esce per gli Screaming Trees l&#8217;album <em>Sweet Oblivion</em>, trainato dal singolo <em>Nearly lost you</em>; vengono ripubblicati come Omonimo l&#8217;ep Shine e l&#8217;album Apple dei Mother Love Bone.  </p>
<p>L&#8217;anno successivo vede gli Alice In Chains alle prese con il Lollapalooza, a cui partecipano Fishbone, Tool, Rage Against The Machine, Primus e Dinosaur Jr; il 21 settembre esce <em>In Utero</em> dei Nirvana, che a novembre registrano il celeberrimo <a href="http://www.impattosonoro.it/modules.php?op=modload&#038;name=Reviews&#038;file=index&#038;req=showcontent&#038;id=176"><em>Unplugged In New York.</em></a><br />
L&#8217;8 ottobre viene pubblicato il secondo lavoro dei Pearl Jam, <em>Vs</em>, che raggiunge immediatamente la posizione n. 1 nelle classifiche durante la prima settimana d&#8217;uscita.  </p>
<p>1994: gli Alice In Chains pubblicano l&#8217;ep acustico <em>Jar Of Flies</em>, che &egrave; il primo del suo formato a raggiungere nella storia la n.1 su Billboard. Si tiene a Monaco, a marzo, l&#8217;ultimo concerto dei Nirvana; tre giorni dopo Kurt Cobain cade in coma per alcune ore a causa di un intossicazione da farmaci, durante un breve soggiorno a Roma.<br />
Esce <em>Superunknown</em> dei Soundgarden, che debutta al n.1 e vende 300.000 copie nella prima settimana.<br />
Il 4 aprile viene aperto un fascicolo su Kurt Cobain, scomparso da due giorni: verr&agrave; ritrovato l&#8217;8, morto, sparatosi con un colpo di fucile alla faccia.  </p>
<p><img src="images/kurt02.jpg"><br />
<a href="mailto:black_mothervedder@yahoo.it"><strong>giulia &#8220;black_mothervedder&#8221;</strong></a></p>
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		<title>Speciale RADIOHEAD</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Monografie]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<!--YARPP TEST:  AND yarpp.score > 5 and yarpp.reference_ID = 185 AND wp_posts.post_type = 'post'--><p><em>&#8220;Finch&egrave; in tv, il massimo del supermarket, ci saranno tipi come Thom Yorke allora vorr&agrave; dire che c&#8217;&egrave; ancora spazio per la Bellezza. E la Bellezza pu&ograve; salvarti.&#8221;</em></p>
<p><em><strong>Zappo e ^Sandman^</strong></em></p>
<p><span id="more-185"></span><br />
Qualche <em>scienziatello musicale</em> con aria arrogante dice che siano la band pi&ugrave; sopravvalutata degli ultimi tempi. Io penso che sognare di assistere a uno dei loro concerti o aspettare frementi l&#8217;uscita di uno dei loro dischi, sempre, sia uno dei motivi per cui vivere.<br />
Si, perch&egrave; i <strong>Radiohead</strong>, non hanno mai deluso. E non &egrave; facile stare sempre al centro dell&#8217;attenzione e non distrarsi mai, mettendo sempre in primo piano la musica. Sarebbe facile perdere di vista la giusta strada, ma loro non sono una band con l&#8217;illusoria ambizione ad essere la pi&ugrave; grande rock band di sempre, come per esempio vorrebbero essere gli U2, lasciando spesso e volentieri da parte il lato artistico per dare spazio all&#8217;immagine.<br />
No..per i Radiohead la cosa che pi&ugrave; conta &egrave; la musica. E in fin dei conti non sar&agrave; certo la pettinatura di Thom Yorke a trasmettere quello che si prova a contatto con la paranoia di &#8220;Ok Computer&#8221;, con l&#8217;elettronica (e non solo) di &#8220;Kid A/Amnesiac&#8221; o con la semplicit&agrave; di &#8220;The Bends&#8221; o con l&#8217;ultimo discusso (tanto per cambiare) &#8220;Hail To The Thief&#8221;.<br />
Proprio per questa loro apertura musicale, il cammino dei Radiohead &egrave; sempre diverso, i loro album sono come persone che amiamo e che cambiano continuamente, e per questo fanno discutere.<br />
E tutto &egrave; arte: dai dischi ai video, senza parlare dei loro live (indescrivibili), le copertine dei dischi&#8230;tutto&#8230;. ci sarebbe da parlare per ore, ma penso che questa frase di Giulio Casale degli Estra dica tutto:</p>
<p><em>&#8220;Finch&egrave; in tv, il massimo del supermarket, ci saranno tipi come Thom Yorke allora vorr&agrave; dire che c&#8217;&egrave; ancora spazio per la Bellezza. E la Bellezza pu&ograve; salvarti.&#8221;</em></p>
<p><center><img src="images/radiohead/thomas.jpg"></p>
<p><strong>Una gran bella storia&#8230;</strong></center></p>
<p>&#8220;Radio Head&#8221; &egrave; una canzone dei Talking Heads inclusa nell&#8217;album &#8220;True Stories&#8221;.<br />
Siamo nel 1992 ed ecco ufficialmente i <strong>Radiohead</strong>, band nata nel 1988 sotto il nome di On A Friday per opera di cinque studenti di Oxford: il cantante <strong>Thom Yorke</strong>, il bassista <strong>Colin Greenwood</strong> (gi&agrave; nella punk band TNT), il chitarrista <strong>Ed O&#8217;Brien</strong>, il batterista <strong>Phil Selway</strong> ai quali si unir&agrave; in seguito anche <strong>Jhonny</strong>, fratello di Greenwood, alla chitarra.<br />
Il 22 luglio 1991, con questa formazione gli On A Friday si esibiscono per la prima volta in pubblico all&#8217;Hollybush di Oxford. Nel marzo del 1992, come gi&agrave; detto, i cinque studenti oxfoniani decidono di cambiare nome, optando appunto per Radiohead, dal singolo dei Talking Heads.<br />
Con il nuovo nome i cinque incidono un EP, <strong>&#8220;The Drill&#8221;</strong>, che ottiene uno scarsissimo successo.<br />
Ma i Radiohead con gli strumenti ci sanno fare&#8230;&egrave; solo questione di tempo.<br />
Il 21 novembre dello stesso anno esce &#8220;Creep&#8221;, primo singolo della band, la canzone che a detta di Colin Greenwood <em>&#8220;ci avrebbe dato fortuna, ci avrebbe distrutto la vita e ci avrebbe illuminato il cammino&#8221;.</em><br />
Una sorta di inno generazionale per perdenti ed emarginati che diventa subito un hit mondiale che cambia radicalmente la vita ai cinque studenti di Oxford, catapultandoli nel complicato mondo della musica.<br />
Molti classificano i Radiohead come la classica &#8220;one-hit-band&#8221;, capace di un grandissimo successo per poi eclissarsi nel nulla.<br />
Evidentemente (e fortunatamente) si sbagliavano.<br />
Ed ecco quindi <a href="http://www.impattosonoro.it/modules.php?op=modload&#038;name=Reviews&#038;file=index&#038;req=showcontent&#038;id=149" target="_blank"><strong>&#8220;Pablo Honey&#8221;</strong></a>, primo album dei Radiohead, che raggiunge la venticinquesima posizione delle classifiche inglesi. Un disco di pop-rock all&#8217;inglese suonato magistralmente e con originalit&agrave; dai cinque, che ottengono il disco d&#8217;oro per le vendite in America, dove tengono anche un tour di supporto a Belly.<br />
L&#8217;anno successivo esce l&#8217;ep <strong>&#8220;My Iron Lung&#8221;</strong>, un piccolo assaggio di ci&ograve; che i Radiohead ci faranno scoprire l&#8217;anno successivo con <a href="http://www.impattosonoro.it/modules.php?op=modload&#038;name=Reviews&#038;file=index&#038;req=showcontent&#038;id=132" target="_blank"><strong>&#8220;The Bends&#8221;</strong></a>, secondo album, che stupisce per l&#8217;appeal psichedelico (vedi &#8220;Planet Telex&#8221;), e per le divagazioni acustiche di &#8220;Street Spirit&#8221;. I pi&ugrave; critici definiscono i Radiohead come una copia degli U2, come una band ancora immatura incapace di trovare una via comune, ancora in bilico tra hard rock, psichedelia e pop alla Smith.<br />
<em>&#8220;Ma The Bends &egrave; un disco magnifico dall&#8217;inizio alla fine: il rock della title-track o di &#8220;Bones&#8221; spezza le gambe in un attimo a qualsiasi ubriacone mancuniano (ogni riferimento ai Gallagher &egrave; puramente casuale) e a qualsiasi brettanderson.</em>&#8221;<br />
Il capolavoro del disco &egrave; sicuramente <strong>&#8220;Street Spirit&#8221;</strong> di cui lo stesso Thom Yorke dir&agrave;: <em>&#8220;&#8221;Non l&#8217;ho scritta io, si &egrave; scritta da sola. E&#8217; un tunnel oscuro senza una luce alla fine. Per cantarla distacco il mio radar emozionale dal pezzo, altrimenti non potrei suonarla, mi accascerei sul palco. Street Spirit parla del guardare il diavolo dritto negli occhi, sapendo che, qualunque cosa tu faccia, sar&agrave; lui l&#8217;ultimo a ridere&#8221;.</em><br />
&#8220;The Bends&#8221; porta i Radiohead ad esibirsi come supporters nella tourn&egrave; degli R.E.M. e di Alanis Morissette. Ed &egrave; in questo periodo che la band comincia ad impegnarsi nel sociale a favore di organizzazioni come Amnesty International e War Child. il 19 febbraio 1996 ricevono il &#8220;Freddie Mercury Award&#8221; per il progetto &#8220;Help!&#8221;, un album a favore dell&#8217;organizzazione War Child che aiuta i bambini bosniaci nel quale &egrave; presente l&#8217;inedita &#8220;Lucky&#8221;.<br />
Nel 1997 esce <a href="http://www.impattosonoro.it/modules.php?op=modload&#038;name=Reviews&#038;file=index&#038;req=showcontent&#038;id=133" target="_blank"><strong>&#8220;Ok Computer&#8221;</strong></a> destinato a diventare uno degli album capolavoro degli anni &#8217;90. &eacute; un album vario, fantasioso in cui svettano pezzi come &#8220;Karma Police&#8221; (accompagnata da un video a dir poco stupendo), &#8220;Lucky&#8221;, e un singolo dichiaratamente anti-commerciale, i 7 minuti di &#8220;Paranoid Android&#8221;, <em>uno di quei pezzi che davvero ci ricordano che la musica &egrave; essenzialmente un&#8217;arte: ogni nota sembra (anzi &egrave;) messa al punto giusto, ogni parola &egrave; l&igrave; per colpire l&#8217;ascoltatore.</em><br />
<em>Ok Computer rester&agrave; una delle pi&ugrave; alte cose che potremo far ascoltare ai nostri figli, senza temere il confronto con i vari dischi degli anni 60 e 70, e consegna i Radiohead alla storia della musica al fianco dei grandi nomi.</em><br />
Rolling Stone scrive a proposito di &#8220;Ok Computer&#8221;: <em>&#8220;Questo album &egrave; la prova che i Radiohead &egrave; una band che &egrave; pronta a guardare il diavolo negli occhi&#8221;</em><br />
C&#8217;&egrave; chi comunque continua imperterrito ad osteggiare i Radiohead, definendo la loro musica quanto di pi&ugrave; artificiale e formale ci possa essere&#8230;ed &egrave; in questo periodo che certi rinomati &#8220;esperti di musica&#8221; diranno: <em>&#8220;i Radiohead sono la band pi&ugrave; sopravvalutata di tutti i tempi&#8221;</em>.<br />
A tre anni di distanza, esce <a href="http://www.impattosonoro.it/modules.php?op=modload&#038;name=Reviews&#038;file=index&#038;req=showcontent&#038;id=146" target="_blank"><strong>&#8220;Kid A&#8221;</strong></a>, con il quale i Radiohead dimostrano il loro spirito anti-promozionale&#8230;non sono loro a cercare il mercato, &egrave; il mercato a cercare loro.<br />
<em> &#8220;Kid A &egrave; stato il nostro primo tentativo di lavorare sui suoni delle canzoni in studio. Volevamo capire maggiormente alcuni dei mezzi moderni per creare musica, come ad esempio i moduli di suono e i sampler, frammenti di musica estratti da canzoni preesistenti per comporre canzoni ex-novo. Eravamo anche interessati a ricreare suoni freschi usando vecchi sintetizzatori analogici e batterie elettroniche. Alla fine suonare dal vivo ci piace ancora molto&#8221;.</em><br />
Le parole della band testimoniano una continua attitudine a sperimentare, creando un disco in cui le canzoni sembrano implodere per poi dissolversi. Canzoni sognatrici, canzoni coraggiose, canzoni &#8220;non-canzoni&#8221;.<br />
<em>&#8220;Kid A&#8221; &egrave; la Bellezza forse proprio perch&eacute; la perfezione, pur non venendo ricercata per forza (come &egrave; accaduto molto probabilmente per &#8220;OK Computer&#8221;), emerge in ogni istante che separa l&#8217;inizio dell&#8217;album dalla sua fine.</em><br />
&#8220;Kid A&#8221;, verr&agrave; &#8220;perfezionato&#8221; in seguito dal &#8220;gemello&#8221; <a href="http://www.impattosonoro.it/modules.php?op=modload&#038;name=Reviews&#038;file=index&#038;req=showcontent&#038;id=147" target="_blank"><strong>Amnesiac</strong></a>. A differenza del predecessore, &#8220;Amnesiac&#8221; appare forse pi&ugrave; accessibile, con un ritorno alle chitarre. In ogni caso la band prosegue nel suo progetto di &#8220;distruzione della forma canzone-pop&#8221;, facendo largo uso di elettronica, strumenti a fiati e quant&#8217;altro.<br />
Due dischi che faranno largamente discutere&#8230;i Radiohead sono cambiati di nuovo, e le cose che cambiano fanno discutere.<br />
<em>&#8220;Amnesiac&#8221; l&#8217;ennesima prova della grande intelligenza e abilit&agrave; musicale dei Radiohead.&#8221;</em><br />
&#8220;Amnesiac&#8221; fa valere ai Radiohead, il titolo di migliore band dell&#8217;anno (2001).<br />
Nel 2003 esce <a href="http://www.impattosonoro.it/modules.php?op=modload&#038;name=Reviews&#038;file=index&#038;req=showcontent&#038;id=39" target="_blank"><strong>&#8220;Hail To The Thief&#8221;</strong></a>, &#8220;Saluti al Ladro&#8221;, titolo polemico nei confronti del buon George W. Bush e dei suoi brogli elettorali.<br />
&#8220;Hail To The Thief&#8221; &egrave; un album pregustato su internet molti mesi prima su internet e che per questo suscita molte polemiche.<br />
Ma quel che conta anche stavolta &egrave; la musica. E anche stavolta la musica c&#8217;&egrave; e non delude.<br />
<em>&#8220;Hail To The Thief&#8221; &egrave; un disco suonato perfettamente dai Radiohead, che, in 10 anni di carriera sono passati per il pop-rock di &#8220;Pablo Honey&#8221; con una sosta alla psichedelia di &#8220;Ok Computer&#8221; approdando infine allo &#8220;stile Radiohead&#8221; difficilmente imitabile e di presa non sempre immediata. Brani che mutano in corsa senza mai per&ograve; risultare studiati: la band di Oxford ha trovato un perfetto e sorprendente equilibrio musicale che va compreso e analizzato ascolto dopo ascolto vissuto nelle innumerevoli sfaccettature che questo &#8220;Hail to Thief&#8221; ci presenta.&#8221;</em></p>
<p><center><img src="images/radiohead/radiohead.jpg"></p>
<p><strong>DISCOGRAFIA</strong></center></p>
<p><a href="http://www.impattosonoro.it/modules.php?op=modload&#038;name=Reviews&#038;file=index&#038;req=showcontent&#038;id=149" target="_blank"><img src="http://www.impattosonoro.it/modules/Reviews/images/pablohoney.jpg" heigth="100" width="100">  <strong>Pablo Honey (1993)</strong></a></p>
<p><a href="http://www.impattosonoro.it/modules.php?op=modload&#038;name=Reviews&#038;file=index&#038;req=showcontent&#038;id=132" target="_blank"><img src="http://www.impattosonoro.it/modules/Reviews/images/the_bends.jpg" heigth="100" width="100">  <strong>The Bends (1995)</strong></a></p>
<p><a href="http://www.impattosonoro.it/modules.php?op=modload&#038;name=Reviews&#038;file=index&#038;req=showcontent&#038;id=133" target="_blank"><img src="http://www.impattosonoro.it/modules/Reviews/images/okcomputer.jpg" heigth="100" width="100">  <strong>Ok Computer (1997)</strong></a></p>
<p><a href="http://www.impattosonoro.it/modules.php?op=modload&#038;name=Reviews&#038;file=index&#038;req=showcontent&#038;id=146" target="_blank"><img src="http://www.impattosonoro.it/modules/Reviews/images/kida.jpg" heigth="100" width="100">  <strong>Kid A (2000)</strong></a></p>
<p><a href="http://www.impattosonoro.it/modules.php?op=modload&#038;name=Reviews&#038;file=index&#038;req=showcontent&#038;id=147" target="_blank"><img src="http://www.impattosonoro.it/modules/Reviews/images/amnesiac.jpg" heigth="100" width="100">  <strong>Amnesiac (2001)</strong></a></p>
<p><a href="http://www.impattosonoro.it/modules.php?op=modload&#038;name=Reviews&#038;file=index&#038;req=showcontent&#038;id=148" target="_blank"><img src="http://www.impattosonoro.it/modules/Reviews/images/imightbewrong.jpg" heigth="100" width="100">  <strong>I Might Be Wrong &#8211; Live Recording (2001)</strong></a></p>
<p><a href="http://www.impattosonoro.it/modules.php?op=modload&#038;name=Reviews&#038;file=index&#038;req=showcontent&#038;id=39" target="_blank"><img src="http://www.impattosonoro.it/modules/Reviews/images/radioheadcover.jpg" heigth="100" width="100">  <strong>Hail To The Thief (2003)</strong></a></p>
<p><center><a href="http://www.impattosonoro.it/modules.php?op=modload&#038;name=News&#038;file=article&#038;sid=21&#038;mode=thread&#038;order=0&#038;thold=0"target="_blank"> <strong>08/07/03 &#8211; Firenze &#8211; Radiohead Live (by Mao168)</strong></a></p>
<p><a href="http://www.radiohead.com" target="_blank"><strong> www.radiohead.com</a></strong></p>
<p><img src="images/radiohead/radiohead04[1].jpg"></p>
<p><strong>Zappo e ^Sandman^</strong></p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.impattosonoro.it/2004/04/15/monografie/speciale-radiohead/">{lang: 'it'}</g:plusone></div>

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