Breve resoconto (dall’interno) del mini-tour francese de Io Monade Stanca. A cura dell’infiltrato speciale Tiziano ‘Sleepy Feeling’ Furlanetto.
Prendi un treno, in ritardo, le difficoltà del caso che finalmente hai voglia di superare. E ti ritrovi a Torino, ad assistere a un concerto da sola, e non ti sembra vero che questa condizione ti piaccia così tanto. A cura di Camilla Brazzelli.
Niente aria di plastica. Solo kilt sudati. A cura di Michele Guerrini. Foto di Arianna Guerrini.
Elio e le Storie Tese non stancano mai, sono uno dei pochi gruppi che, una volta finito il concerto, vorresti riascoltarlo immediatamente. A cura di Antonio Massariolo.
Prima tappa del tour che presenterà il nuovo album “The innocent ones” di prossima pubblicazione,…sotto l’incantevole cattedrale di Asti. A cura di Enzo Curelli.
Per riconoscersi nel mood proposto dalla Tempesta bisogna essere incazzati, bisogna prendere la vita direttamente dal buco del culo e non guardarla passare dal proprio Aventino. Bisogna avere qualcosa di vero da dire e dirlo bene. A cura di Fabio Gallato e Fabio Mascagna.
I Monotonix hanno inventato il “concerto 2.0″, il concerto del passato, il concerto del presente, il concerto del futuro, il concerto nel quale le distanze si annullano per davvero. A cura di Fabio Gallato.
Ennesimo live in zona per i padroni di casa Teatro degli Orrori, tra le band di punta dell’attuale scena (circa)indipendente, meglio detta alternativa, italiana. A cura di Emanuele Brizzante. Foto di Antonio Massariolo.
Tra reggiseni che volano sul palco, un paio di ballerine assolutamente fuoriluogo, l’atmosfera calorosa del pubblico italiano, l’errore di Pete che saluta Bologna anziché Ferrara, e un’esibizione potente, calda e torrenziale come la pioggia che batteva sulle teste degli astanti, non si può certo parlare di soldi spesi male. A cura di Emanuele Brizzante. Foto di Federica Papa.
Ora non ci resta altro che aspettare un loro ritorno dalle nostre parti. E quando succederà, non fateveli sfuggire. A cura di Michele Marcolungo.
Dalla sperduta balera di provincia situata nella pianura padana al blues suonato su una sedia a dondolo in riva al Mississippi, Davide Van De Sfroos, con la sua musica sembra riuscire ad unire mondi tra loro lontanissimi, cantando perdipiù in dialetto laghese le sue storie popolate da personaggi così veri che a volte sembrano quasi frutto di fantasia.. A cura di Enzo Curelli.
I Linea 77 nonostante l’avanzare inesorabile degli anni rimangono la crossover band più all’avanguardia in Italia. A cura di Emanuele Brizzante.
Per celebrare i 30 anni del Covo,storico locale di Bologna, il 27/03/2010 si è tenuta una serata davvero speciale, in cui i Giardini di Mirò e i Massimo Volume hanno riproposto dal vivo i loro primi lavori: rispettivamente “Rise and Fall of Academic Drifting” e “Stanze”. A cura di Eleonora Verri.
Non ditelo a nessuno, ma il primo concerto italiano degli Hayseed Dixie avrebbe potuto non svolgersi. A cura di Enzo Curelli.
I Nashville Pussy incarnano certi stereotipi dell’hard rock americano più scollacciato e volgare, ma lo sanno fare notevolmente bene. A cura di Enzo Curelli.
I Bud Spencer Blues Explosion sono semplicemente una forza della natura. A cura di Eleonora Verri.
Un gran concerto per un’artista che si spera continui ancora per molto a calcare le scene. A cura di Michele Marcolungo.
Davanti a un mostro sacro come Francesco Guccini le generazioni scompaiono. A cura di Emanuele Brizzante.
Nonostante le panze, le stempiature e le facce cadenti, i Buzzcocks sono come te li aspetti.Basta chiudere gli occhi o semplicemente essere intelligenti. A cura di Martina Lembo. Foto di Alessandro Manca.
I Kap Bambino hanno trasformato il Tunnel in un’immensa centrifuga. A cura di Michele Marcolungo. Foto di Stefano Colombini.
Camminando per le vie del centro si ha l’impressione di trovarsi in una città fantasma che ancora fatica a riprendersi dagli interminabili cenoni natalizi. La vita scorre a rilento e la pioggia degli ultimi giorni di certo non aiuta il faticoso risveglio con Port-royal a fare da colonna sonora a questa passeggiata surreale. Il concerto [...]
Mentre fuori si rischia una bufera di neve, dentro, dai primi istanti si capisce che il live del Teatro Degli Orrori, che giocano quasi in casa, da buoni veneti, sarà caldo e movimentato. A cura di Emanuele Brizzante. Foto di Nicola Dal Prà.
Perchè Daniele Luttazzi non è un giullare, nemmeno quando fa ridere nei teatri. A cura di Fabio Gallato. Foto di Gloria Brusamento.
Direttamente dal catalogo di American Apparel, ecco a voi gli Horrors. A cura di Marco Luchini. Foto di Alessio Mariottini
Si può tranquillamente dire che il concerto è stato comunque quasi perfetto, pochissimi errori e un suono ottimo. A cura di Emanuele Brizzante. Foto di Ambra Rebecchi.
Marco Fasolo (Jennifer Gentle) alla chitarra e voce, Liviano Mos (Jennifer Gentle) alla tastiera e cori, Alberto Ferrari (Verdena) al basso, chitarra, voce e Luca Ferrari (Verdena) alla batteria. Le premesse per un gran concerto, visti i nomi, ci sono tutte. A cura di Eleonora Verri.
C’è da ammettere però che anche le qualità dei Rise Against non risentono del tempo che passa. Energia, presenza scenica e capacità di coinvolgere. In questo sono rimasti dei maestri. A cura di Michele Marcolungo.
Dei Fuck Buttons si potrà apprezzare l’indubbia capacità nel maneggiare la materia sonora, nel gestire i riferimenti musicali e renderli assolutamente personali, nonché accessibili a un pubblico relativamente ampio. A cura di Marco Luchini. Foto di Alessio Mariottini.
Di sicuro non rivoluzioneranno la musica inglese e mondiale, non dobbiamo assolutamente attenderci questo da loro, ma magari resteranno sulle scene più del tempo di una copertina di NME. A cura di Michele Marcolungo. Foto di Francesco Chignola
Le teorie di psicologia del lavoro ci ricordano come il caos creativo rappresenti una fonte di confusione sul luogo di lavoro stesso. Dicasi fluttuazione. Si tratta di ciò che rompe la routine, le abitudini e i quadri cognitivi di riferimento, costringendo gli individui a mettere in discussione i propri atteggiamenti di fondo. A cura di Marco Luchini. Foto di Alessio Mariottini.
Ho scoperto un nuovo gruppo da aggiungere al mio Ipod ed i Thermals han fatto il loro lavoro senza sfigurare. Insomma 13 euro ben spesi. A cura di Michele Marcolungo
Un concerto di Vasco Brondi, con il calore dei suoi compaesani e in un contesto così intimo, è davvero imperdibile. A cura di Emanuele Brizzante. Foto di Luca Pareschi.
Una volta superato lo shock di vedere Godano col capello corto siamo pronti per essere sommersi dal loro suono. A cura di Eleonora Verri.
Sono passati dieci anni da quel disco, e oggi l’Estragon è stracolmo, di gente variegata e nostalgia in comune. A cura di Fabio Gallato. Foto di Mattia Buffoli.
“Segui gli aerei che vedi avvicinarsi e trovi il Forte Bazzera”. A cura di Enrico Pavan. Foto di Rodolphe de Warenghein e Ambra Lorenzetti.
Il concerto scorre fluido, la voce di Benvegnù è solida, la scaletta ripercorre le sue canzoni più famose del percorso solista. A cura di Eleonora Verri.
Un palco enorme, un casino di soldi spesi in fuochi d’artificio, palloni ed altri effetti di scena piuttosto azzeccati, senz’altro, ma c’è anche uno show perfetto in ogni suo dettaglio, con quasi 2 ore di musica, una tracklist da pelle d’oca ed un esecuzione da brivido. Con due buoni gruppi spalla, oltretutto. A cura di Emanuele Brizzante. Foto di Anna Rebecchi.
Sicuramente l’atmosfera della Festa De L’Unità con in sottofondo i vecchietti che ballano su “Romagna Mia” non è d’aiuto. A cura di Eleonora Verri.
Daniele Silvestri è uno dei punti di riferimento del cantautorato italiano. A cura di Massimiliano Locandro. Foto di Eleonora Cagnani.
Marco Castoldi non è più quello di una volta: lo si intuisce quasi subito, lo si capisce dopo qualche canzone, lo si vede e purtroppo lo si sente per tutta la durata del concerto. A cura di Massimiliano Locandro. Foto di Eleonora Cagnani.