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Frine – Naturale Apparente Casualità

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“E adesso devo riflettere su quanto costa essere qui […], per non lasciarmi sopraffare e non scambiare un’onda costante per felicità…”
E forse è proprio la riflessione il tema principale di quest’album, o ep, o demo, o chiamatelo come volete – scusate l’iconoclastia -; la riflessione di un gruppo che respira e si nutre di ciò che accade nella sua vita, rivomitando pensieri sotto forma di musica, tessendo canzoni su uno sfondo di tristezza che conferisce bellezza e saggezza al lavoro.
Tutto ciò si riverbera nella compostezza dei pezzi: questo giovane gruppo di Salerno sembra non lasciare niente al caso, o almeno è questa l’impressione, dai testi alla melodia, dalla sezione ritmica all’unità del pezzo stesso; tutto è molto curato, le parti perfettamente amalgamate e in armonia tra loro, qualità rare da trovare in un gruppo che, nonostante tutto, è sempre da considerare alle prime armi, così come la forte personalità che è facilmente reperibile nella musica dei Frine.
E forse questo è l’unico punto su cui si possa dissentire, riferendosi al proprio gusto personale, appurato l’indiscutibile valore quantomeno delle numerose idee presenti in questi 20 minuti (sempre troppo pochi) di musica. Tale affermazione potrebbe suonare logora e scontata, ma non in riferimento al fatto che i giovani salernitani suonino una musica molto particolare, non accessibile alle orecchie poco educate, nonostante i pochi episodi decisamente orecchiabili del disco.
L’ascolto – per venire alle misure tecniche – è abbastanza articolato e vario, malgrado (finirò per ripetermi ma… amen) l’indiscutibile pochezza della durata, ed ha modo di spaziare divertito tra i vari passi, toccando ora un groove spinto e rock senza molte remore, ora la leggerezza ingenua di dolci melodie, ora puntate abbastanza sperimentali, se mi passate il termine, come nella parte finale di “Emoziopatici”.
In particolare la voce ha modo di caratterizzarsi nella sua pienezza nella track d’apertura “Mille Intenzioni”, con un canto a tratti indeciso, sicuramente trascinato, ma che svela la sua incertezza nella dolcezza della seconda “Robert Smith”, pezzo sicuramente di punta dell’intero Ep, che comincia appunto con una motivo che perfora le meningi per arrivare dritto al centro dell’udito, semplice e leggero, ma che si sviluppa in un crescendo strumentale sorprendentemente inaspettato. I ragazzi dimostrano di saper farsi valere senza l’ausilio della voce che non gioca un gran ruolo (se non fosse per il testo, molto sentito anche se estremamente ermetico) ne “L’alchimista”, senza dubbio la mia preferita, con un riff che “lascia il segno”.
Oltre al resto, l’ultimo pezzo “L’Universale” presenta una sezione ritmica molto presente e ben suonata, tanto da lasciarmi pensare che il pezzo sia stato costruito su di essa (dice: ma che cazzo ne sa questo?), ma che si mantiene nei suoi limiti senza dilagare rovinando un pezzo tutto sommato molto bello.
In conclusione: un disco suonato per intero, senza intermezzi elettronici, testi completamente in italiano; questi gli ingredienti principali per un omogeneizzato di musica dai retrogusti molto interessanti.

Tracklist
01_Mille Intenzioni
02_Robert Smith
03_Emoziopatici
04_L’alchimista
05_L’Universale

Per Approfondire:

URL: www.frinemusic.altervista.org
Contatti: frinemusic@tiscali.it

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IL VOTO

Registrazione:Buona
Musica: 8
Testi: 9

Voto complessivo: 8/10

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