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Beth Orton – The Comfort Of Stranger

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L'intrigante esordio di Trailer park e l'eleganza pop di Central reservation ci hanno consegnato un artista molto dotata. Dietro un suono comunque figlio del Beck piu' classico, si intavedeva il talento puro di Beth Orton. Il lavoro della consacrazione doveva essere (e probabilmente lo e' stato a livello di vendite e fama) Daybreaker.Un lavoro cupo ed introverso che toglieva luce a vere e proprie gemme come 'Paris train'. Uno studio pieno zeppo di ospiti, da Ryan Adams ai Chemical Brothers troppo diversi fra loro e probabilmente una situazione difiicile da gestire.
Cosi' si e' creata una 'febbrile' attesa fra gli estimatori di Beth. Un attesa da me condivisa,confortatadal fatto che a produrre il cd ci fosse Jim o'Rourke collboratore di Jeff tweedy (WILCO) e profondo conoscitore del pop e della musica tradizionale made in USA. “The Comfort of Stranger” e' un lavoro diverso, un suono piu' classico vicino ad un cantautorato femminile che parte sempre e comunque da Joni Mitchell. La sensazione e' che il cd sia stato registrato in presa diretta, suoni puliti familiari, un costante uso della strumentazione piu' classica che ci sia (chitarra-piano-organo). Un suono rilassato e gradevolmente pop, privo degli orpelli elettronici che spesso hanno frequentato i lavori di Beth e che hanno spesso deviate le limpide melodie partorite da Beth.
L'iniziale “Worms” e' sintomo di questa armonia, una melodia semplice e solare accattivante. La successiva “Countenance” e' la prima perla del cd, una squisitezza soul con un arrangiamento anni 60' da applausi. Il suono diventa piu' intimo, leggermente country e in questa atmosfera che che ci inbattiamo in una stupenda ballata Shadow of a doubt. Una melodia sognante, crepuscolare.
4'23″ di pura magia, un chitarra arpeggiata il piano e dei tocchi di fisa accompagnano ll tono struggente di Beth. Perfetta. Sara' il pop di “Shopping Trolley” ad alzare il ritmo, ma la sensazione e' che sia solo un episodio. Difatti la chitarra ritorna a cesellare melodie soul e country e sara' una splendida ballata piano e voce PIeces of sky a riportarci alla nuda realta'.
Un cd atteso quattro lunghi anni che piacera' soprattutto a chi ama un suono piu' datato, fglio degli anni 70. Comunque un lavoro di gran classe, per un artista che di classe ne ha da vendere e se qualcuno rimanesse deluso da questo sapore retrò, l'invito e di andarsi ad ascoltare qualche vecchio vinile della Mitchell. Di lei non si puo' proprio parlare male.

Tracklist
1) Worms
2)Countenance
3)heartland truckstop
4)rectify
5)comfort of stranger
6)Shadow of doubt
7)Conceived
8)Absinthe
9)A place inside
10)Safe in your arms
11)Shopping trolley
12)Feral
13)Heart of soul
14)Pieces of sky

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