Menu

Recensioni

Chemical Brothers – Further

2010 - Emi
electro/dance

Ascolta

Acquista

Tracklist

1.Snow
2.Escape velocity
3.Another world
4.Dissolve
5.Horse power
6.Swoon
7.K+D+B
8.Wonders of the deep

Web

Sito Ufficiale
Facebook

I Chemical Brothers sono il più diretto, visibile e felice risultato di un periodo storico che ha mutato per sempre gli ordini e le gerarchie della musica contemporanea europea.

Con il giochino di parole “madchester”, si intendeva un momento immediatamente seguente alla nuova onda e alle influenze del post-punk, nel quale gran parte dei personaggi che avevano bazzicato dalle parti di Manchester verso la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80 si riciclavano e riproponevano come nuovi agitatori delle folle nei club, dietro le consolle, prendendo una strada alternativa alla dance di quel periodo, senza i lustrini e le luci da spiaggetta Hawaiana. Da lì praticamente, le produzioni di musica elettronica non sono state più le stesse e una grande quantità di artisti ha scelto quest’ambito in conseguenza della sua grande versatilità e ricercatezza.

La nascita dei Chemical Brothers coincide più o meno con l’affermazione dei primi ritmi hip-hop ed è inevitabile ritrovare queste tematiche nei loro lavori, uno dei loro singoli di più grande successo, Galvanize (contenuto nell’album del 2004, Push the button), vede la collaborazione alla voce del rapper Q-Tip, componente dei A tribe called quest, storica crew del rap statunitense. Composti dal duo inglese Tom Rowlands, Ed Simons, i Chemical Brothers nascono nel 1995 dalle ceneri dei Dust Brothers, costretti a cambiare nome dalle minacce degli originali Dust Brothers, quelli della colonna sonora del film Fight Club per intenderci e il loro fu un esordio con il botto visto che l’album Exit planet Dust vendette più di un milione di copie in tutto il mondo.
Per un ambiente che ormai dava sempre più ampio spazio alle tonalità elettroniche e ai ritmi più volutamente dance i due ragazzi inglesi erano manna dal cielo, è anche vero però che con il tempo la loro visione musicale abbia ampliato gli spazi gradendo anche l’utilizzo di chitarre o al limite anche di una batteria o perché di ritmi tipicamente house come accaduto nella costruzione del disco del 1999 Surrender, album che oltre al grande successo ottenuto in Gran Bretagna si è guadagnato l’inserimento in una capsula del tempo, a disposizione delle civiltà future.
Further è il successore di We are the night, disco del 2007 ed a differenza di quest’ultimo ritrova un sound più classico rispetto alle sonorità eighties del suo predecessore. Il lavoro sulle parti ritmiche è molto meno secco e si arricchisce di effetti che combaciano e accompagnano il beat, come in Horse power o nelle trame più leggere di K+D+B e non si limita a controllare il territorio ma si misura anche con le strutture sulla lunga distanza, il tutto nei dodici minuti di Escape Velocity. Nel mezzo una serie di pezzi buoni per molte serate nei club, tra i quali spicca Swoon che è la preda adatta per tutta una serie di remix da estate di riviera.

Non provocano più gli entusiasmi degli inizi, hanno preferito un ambito molto più snob rispetto alle cantine sporche dei primi live-act, ma quello che fanno, anche se istituzionalizzato, è il solito lavoro maniacale che non mancherà di prendere i dovuti riconoscimenti da alcuni livelli inusuali dei possibili acquirenti del prodotto.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close