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Sakee Sed – Alla Base Della Roncola

2010 - Mousemen Records
folk/rock

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Tracklist

1. Whisky & Coke
2. Vermouth and Baby
3. Happy Thomas
4. Walzer
5. Mrs. Tennessee
6. I'm Drunk
7. Risvegliati Dolcemente
8. Cenami Il Cefalo
9. Dente del Diavolo
10. Caffé Degli Artistici
11. Honky Thonky Honk
12. Uncachaca
13. Benson & Eggs

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Il duo bergamasco più vivace del momento ha avuto di che lavorare per produrre un album come questo. Un folk intriso di uno spirito pesantemente cantautorale vecchio stampo, con le anime evanescenti di Rino Gaetano e Piero Ciampi a veleggiare attorno alla loro sala prove durante tutto il processo compositivo, frutto di un passionale e scrupoloso tentativo di approfondire le atmosfere colorandole ora di toni più umoristici, simpatici, pieni di geniale e solare pathos, altre volte calando il sipario per raggiungere nuances più scure, buie, con le loro tetre e soporifere melodie. Paragonabili, alla bell’e meglio, agli ultimi Zen Circus (o al Pan Del Diavolo), i due ex De Seekas sono in realtà più vari delle due, seppur buonissime, formazioni italiche.

Nel disco testi ironici, che rasentano il ridicolo (basta leggere una manciata di titoli, tra cui il migliore sicuramente Cenami il Cefalo), a volte in inglese ed altre in italiano, a suggellare l’estensione del prodotto, che si protende anche geograficamente oltre i limiti italiani con quei pezzi che potrebbero incantare anche i più saggi ascoltatori britannici. Il folk più classico è tutto confezionato in un paio di pezzi, Vermouth And BabyI’m Drunk, con quelle tonalità quasi irlandesi, riprese anche dal pazzerello punk-blues quasi completamente acustico di Mrs. Tennessee e le vivide colorazioni latine di Uncachaca. Libidine rustica in Benson & Eggs, con dei cori che si immaginano irriproducibili in concerto ma di sicuro impatto, a ricordare rincorse di pastori sardi dietro a greggi di pecore come neanche Heidi. Strumenti come il vibrafono e l’ukulele riempiono l’aria con quel sentore di spensieratezza che solo la musica regionale meridionale talvolta è in grado di riportare alla mente, e il banjo fa il resto. A partecipare al progetto ci sono anche alcuni amici musicisti, che aggiungono la loro esperienza e il loro apporto alla già innegabile bravura di Ghezzi e Perucchini. Il circondario della band è lo stesso di molti artisti Jestrai e dei Verdena, ed ecco infatti che si ricordano featuring live con Roberta Sammarelli e l’accostamento necessario con i Jennifer Gentle arriva da sé, per un brano come Honky Thonky Thonk e i suoi momenti parapsichedelici che effettivamente riportano alla mente il prestigioso progetto veneto.

Il termine più appropriato per descrivere questo lavoro è forse “bucolico”. Quelle atmosfere quasi “da campagna” che di solito riguardano il folk nel senso più stretto del termine sono estese anche a questo interessante marasma di pop, psichedelia, folk, blues e cantautorale. Ce n’è per tutti i gusti, e la grande capacità compositiva, e strumentale, del duo non poteva che far sì che questo “Alle Basi Della Roncola” diventasse automaticamente uno dei candidati a disco dell’anno.

Gran lavoro.

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