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Cosa Voglio Di Più, di Silvio Soldini


Scheda

Titolo originale: Id.
Nazione: Italia / Svizzera – 2010.
Soggetto: Doriana Leondeff, Silvio Soldini.
Sceneggiatura: Doriana Leondeff, Angelo Carbone, Silvio Soldini.
Regia: Silvio Soldini.
Genere: Drammatico
Durata: 124 min.
Interpreti: Alba Rohrwacher, Pierfrancesco Favino, Giuseppe Battiston, Fabio Troiano, Teresa Saponangelo.
Produzione: Lumière & Company, Radiotelevisione Svizzera Italiana, Warner Bros. Pictures Company, Vega Film.
Distribuzione: Warner Bros. Italia.
Nelle sale dal: 30 Aprile 2010.
Voto: 7

Anna e Alessio hanno una normale routine famigliare; lavoro, amicizie e forse la decisione di avere presto un figlio. Quando Anna incontrerà Domenico, responsabile catering di una società di ristorazioni, sposato e padre di due bambini, intreccerà una relazione clandestina che metterà in serio pericolo la vita affettiva di entrambi.

Ripartendo da “Giorni e Nuvole”, film del 2007 con Albanese e la Buy, Soldini, per sua stessa ammissione, desidera esplorare nuovamente l’impervio territorio dei rapporti affettivi della gente comune, di persone che nella prova precedente appartenevano a una stratificazione sociale molto più elevata di quella cui appartengono Alessio, Anna e Domenico. Personaggi senza particolari problemi professionali, problemi che invadevano la vita di Antonio Albanese, ma che devono scontrarsi quotidianamente con l’indubbia difficoltà di non potersi mai fermare un momento, senza potersi porre la domanda del titolo. Questo sino a che Anna non incontrerà Domenico che nell’epilogo della pellicola vergherà con una frase lapidaria, una sentenza quanto mai realistica in termini di lucidità: ”… il divorzio è un affare da ricchi.” Nel mezzo, nel prima e nel dopo s’intravede una Milano dai toni cupi, dalla periferia trasversale ma rassicurante, che s’affaccia su cortili ben curati e in case dignitose senza eccedere nel lusso sfrenato nel quale poteva vivere la coppia Albanese – Buy. Il cast risulta ben architettato, gli interni e i luoghi ove vivono i personaggi sono comuni alle esistenze di molti di noi e alla fine è proprio la narrazione che consente a tutti gli interpreti di potersi combinare alla perfezione senza far eccedere l’uno, in termini di bravura, rispetto agli altri.

Senza che al termine ci si possa domandare cosa si vorrebbe di più da una pellicola che tratta un tema così comune ma altrettanto difficile da toccare come una vita affettiva che può improvvisamente sgretolarsi.

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