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The Horrors – Skying

2011 - XL Recordings
rock/alternative/indie

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Tracklist

1. Changing the Rain
2. You Said
3. I Can See Through You
4. Endless Blue
5. Dive In
6. Still Life
7. Wild Eyed
8. Moving Further Away
9. Monica Gems
10. Oceans Burning

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I The Horrors non spaventano più nessuno con le loro capigliature singolari, le movenze scattose da marionetta o i pantaloni attillati usciti dall’armadio di uno a caso dei Fuzztones. Nell’Essex inglese, costa sudorientale Albionica, ancora si chiedono da dove siano saltati fuori questi cinque musicisti quantomeno insoliti. Tuttavia la loro seppur ancora breve carriera parla chiaro: i The Horrors sono nati per fare musica, indifferentemente dal genere e hanno una faretra ben fornita e velenosa. Posizionati all’estremo confine dell’ondata di nuovi talenti del rock britannico esplosi a metà degli anni 00 (Kasabian, Arctic Monkeys, Kaiser Chiefs), ne restano fieramente in disparte con il sorriso sornione e maligno di chi è orgoglioso di esserne la pecora nera.

Se nel 2007 lo strabiliante esordio Strange House era un palese omaggio ai già citati Fuzztones, ergendosi a piccolo cult del genere garage-punk più malato, due anni più tardi le sonorità di Primary Colours virarono pesantemente verso acque più quiete, già solcate dai vari My Bloody Valentine e Joy Division, con la funzione di vero album Caronte verso un nuovo sound e la piena maturità. Il gruppo inglese dimostra una conoscenza quasi enciclopedica della musica, il che porterebbe a citare un’infinita schiera di influenze e riferimenti (Jesus & the Mary Chain, The Chemeleons, Psychedelic Furs, Bauhaus, addirittura gli U2), ma dal momento che i nostri non hanno mai fatto dell’innovazione il proprio vessillo, è bene apprezzare quanto questi ascendenti siano modellati ad arte, creando uno stile ricercato e sfavillante. Pubblicato dalla XL Records, Skying vede la luce dopo la parentesi del buon Farias Badwan con i Cat’s Eye, ed è guarnito da un artwork efficace e coloratissimo, ennesimo segnale di distacco dal passato.
Skying
condensa in dieci superbe tracce tutto il rinnovato stile del combo britannico sorprendendo e meravigliando per un elevatissimo standard qualitativo compositivo. Il genere è la darkwave più raffinata e colta, grazie alla quale costruiscono un ponte virtuale spazio-temporale, che riporta gli anni ottanta più oscuri ai giorni nostri e collega, con un’ipotetica passerella, sonorità tipicamente inglesi al sound del nuovo corso dark della New York più sinistra (Crystal Stilts, Interpol). Ritmi lenti, atmosfere eteree, linee vocali eccellenti e refrain sempre trascinanti. I The Horrors tessono magistrali trame melodiche ed atmosfere dal retrogusto squisitamente malinconico, con attenzione maniacale ai dettagli e arrangiamenti spesso sontuosi. Ogni elemento sembra incastonarsi nel posto e nel momento giusto e le tracce si susseguono compatte, seppur variegate, con una naturalezza quasi surreale. Come in un ristorante di lusso, scegliere da un menù tanto ricco e succulento è difficile, ma I Can See Through, Changing the Rain e Still Life si dimostrano un trittico troppo raffinato e gustoso per non essere assaporato, e la conclusiva Oceans Burning rappresenta il miglior dessert immaginabile, piccolo capolavoro moderno inneggiante al sound rarefatto dei Pink Floyd .

Con un occhio in più al mercato rispetto al passato (eloquente l’esordio al quinto posto nelle chart inglesi), Skying è un disco funambolico e meraviglioso, piccolo gioiello che non conosce pause ne debolezze. I The Horrors non spaventano più con il loro aspetto, dicevamo, ma spaventano, e incantano, con la loro gelida perfezione.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=sJQk0jDZx8o[/youtube]

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