Impatto Sonoro
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TINARIWEN + Cletus – Hiroshima Mon Amour, Torino, 14 aprile 2012

La pioggia incessante su Torino è acqua preziosa (Aman Imanacqua è vita, dicono loro) che innaffia la rossa sabbia del deserto che stasera si è depositata dentro all’Hiroshima Mon Amour, facendo crescere germogli di assoluta leggerezza e voglia di lasciarsi trascinare dal groove continuo che i Tinariwen sanno tenere lungo tutta la durata del concerto.

Ma è anche lacrima che scende, pensando alla situazione che il Mali, loro terra d’origine, sta vivendo in queste ultime settimane. L’inasprirsi della tensione interna (notizia così lontana dai nostri telegiornali) ha indotto il leader della band Ibrahim Ag Alhabib a lasciare il tour e ritornare in patria per difendere l’indipendenza della propria famiglia e dei nomadi Tuareg (trattati con disprezzo). Questo per ribadire e rinforzare, per chi fosse ancora scettico, la nomea di “gruppo di guerriglieri” che si portano dietro da circa trent’anni. La musica è la loro arma, ma quando c’è il richiamo patriottico, le armi diventano altre e più pericolose.
La sua assenza è stata però indolore e nessuno stasera si è accorto di nulla, in quanto i Tinariwen sono una band assolutamente democratica, dove ogni membro sa ritagliarsi il proprio spazio alla voce e alternandosi a chitarra e basso, sostenuti dalle percussioni, motore primitivo e folkloristico, in mezzo alla strumentazione elettrica (questa sera si presentano in formazione a cinque).
Ad aprire, i torinesi Cletus, che in mezz’ora di tempo a disposizione, portano la temperatura ai gradi adatti ad un gruppo come i Tinariwen. Il loro minimalismo sonoro, assolutamente strumentale, tra loop elettronici e i ritmi incalzanti  intrecciati da basso e chitarra elettrica, con i fiammeggianti battiti tenuti da batteria e percussioni raccoglie applausi e consensi meritati.
I Tinariwen salgono sul palco, recenti vincitori di un Grammy Award nella categoria World Music ottenuto dal loro ultimo disco Tassili, uno dei dischi più freschi ed interessanti dell’anno trascorso; un disco acustico e primitivo, un ritorno alle lontane origini, ma poco indicativo di quello che il gruppo sa sprigionare  on stage. Se Tassili era una lenta danza all’ombra di oasi sahariane, in compagnia di falò e tazze di tea, lo spettacolo live sa riportare la musica a quel blues elettrico ed ipnotico che dopo un inizio in cui artisti e pubblico si studiano a vicenda, dopo una manciata di brani conquista definitivamente. Poco importa se i loro testi parlano di rivolte ed indipendenza o solamente dei loro luoghi d’origine. Lo stato di trance che si impossessa del pubblico è palpabile con l’avanzare del concerto. Rapiti dagli scenografici vestiti della loro terra, dalle danze contagiose del simpatico Alhassane Ag Touhami e da una sbalorditiva tecnica strumentale che travolge durante i ritmi più sostenuti e ammaglia durante gli atmosferici momenti più lenti. Il tutto nella essenzialità di un vero blues, primordiale ed incontaminato, che nasce dalla pancia e allarga il cuore.
Amidinin, Arawan, Assuf Af Assuf, Chatma, Tamadrit n Sahara, Imazaran Nadagh, A Dunya sono solo titoli di difficile pronuncia per noi occidentali ( Tamasheq, è la loro lingua), un pò meno per la numerosa schiera di fans africani presenti alla serata. Festanti e rumorosi, gli unici a riuscire a comunicare con gli artisti e strappare sorrisi che escono da sotto i loro Tagelmust. Una serata di grande contaminazione musicale ma soprattutto culturale.
Comunicativi come non mi aspettavo.Groove ed impatto che non conoscono cedimenti, in grado di aprire sconfinati spazi, dove danza e impegno creano intensità ipnotica e poco contenibile. Suoni al limite della perfezione e voci che quando si uniscono provocano brividi micidiali.

Una iniezione di pura vitalità. Se vi dico che è stato uno dei concerti più veri, spirituali e completi a cui ho assistito negli ultimi anni, qualcuno mi crede?

a cura di Enzo Curelli

SETLIST:Amidinin/A Dunya/Issekad/El Ghalem/Toumast/Djere Djere/Kunten Telay/Kel Tinawen/Imazaran/Tamatent Tilay/Assoul/Assouf Ag Assouf/Tiwiyen/Chatma/Tamadrit/Arawan/Assastan Nakam/Mafel Nedress/Achry TBone

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