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NINA ZILLI – Demodè, Bari, 14 aprile 2012

Bari, Demodè club, tutto sold out per il concerto di Nina Zilli, stella del nuovo soul italiano.
Ore 22.15 circa fanno la loro entrata i 6 componenti della The Smoke Orchestra : Riccardo Gibertini alla tromba, Marco Zaghi al sax, Cesare Nolli alla chitarra, Gianluca Pelosi al basso, Angelo Cattoni alle tastiere e Ale Soresini alla batteria; qui comincia uno spettacolo di suoni di veri e propri musicisti, dall’immensa passata esperienza.
La scenografia apre una finestra sul passato, come a quei vecchi spettacoli anni ’60 in cui le protagoniste erano Mina o Patty Pravo; l’interessante contrasto tra un pianoforte a mezza coda e una batteria in stile tipicamente reggae raccontano i diversi gusti musicali da cui l’artista deriva e si ispira.
L’entrata di Nina è a dir poco acclamata, un vestito di paillette le fascia il corpo che (diciamo la verità) a vederlo dal vivo colpisce un po’ tutti. Comincia con ”Per le strade”, proseguendo con tutti i brani del nuovo album ma facendo anche un’accurata selezione tra quelli del suo primo disco, quelli più amati, che l’hanno portata al grande successo, brani come : L’uomo che amava le donne, 50mila, Bacio d’addio, Penelope, L’inferno e la celebre reinterpretazione in italiano di L’amore verrà. Ha poi interpretato delle cover, che rappresentano perfettamente lo stile della cantautrice, alcune avevamo già avuto modo di ascoltarle, come Never never never, proposta con Skye a Sanremo, e At Last e Be my baby al Panariello show: sono la chiara testimonianza dell’amore di Nina per la musica Black anni 50-60.
Ma ciò che più sorprende positivamente è la varietà degli spettatori che assistono al concerto al concerto, da giovani di vent’anni a signori di 60: era da tanto che un artista non faceva presa su un così variegato pubblico; credo però che questo sia merito della bravura che Nina, supportata dalla Smoke orchestra, abbia nel coinvolgere tutti, mettendoci anima, cuore e sudore.
Prima dei brani conclusivi, la Zilli ha sorpreso tutti, con un cambio d’abito alquanto particolare, concludendo il concerto con la cover della cantante da cui ha preso oltre che l’ispirazione anche il nome d’arte, Nina Simone.
Qui di seguito le foto dell’evento.

a cura di Greta Ruta

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