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Biohazard – Reborn In Defiance

2012 - Nuclear Blast
metal/hardcore

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Tracklist

1. 9:IIIX6.941
2. Vengeance Is Mine
3. Decay
4. Reborn
5. Killing Me
6. Countdown Doom
7. Come Alive
8. Vows of Redemption
9. Waste Away
10. You Were Wrong
11. Skullcrusher
12. Never Give in
13. Season the Sky

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Prima di parlare di musica: un po’ di gossip. Reborn in Defiance ha avuto una lunga e sofferta gestazione, tra scioglimenti e repentine smentite, ritorni e abbandoni. Doveva essere il disco della reunion in formazione originale, con il rientro del chitarrista Bobby Hambel ( uscito dal gruppo nel 1993 dopo il fortunato State of the World Address). Di fatto lo è, se non che Evan Seinfield, ancor prima dell’uscita ufficiale dell’album, ha annunciato l’abbandono, forse attratto dal più piacevole business del porno accanto alla moglie pornostar Tera Patrick, con la quale recita allegramente.

A questo punto, se Hambel negli anni è stato bene o male sostituito, la sostituzione di Seinfield sarà molto dura, visto il carisma e l’importanza del bassista/cantante nel progetto Biohazard. Band basilare nel traghettare i sobborghi urbani newyorchesi legati all’hardcore più intransigente, in territori metal (sfuriate thrash, rallentamenti doom e assoli di chitarra), rap e crossover, influenzando, non di poco, la scena metal/alternativa di tutti gli anni novanta. Le voci di Seinfield e Billy Graziadei hanno dato un’impronta caratterizzante al suono della band, la mancanza di Seinfield si sentirà, soprattutto in sede live, dove garantiva presenza scenica e carismatica.
Il suo posto è stato preso immediatamente da Scott Roberts, già ex membro del gruppo, ma dubito possa sostituirne in pieno i pregi. Vedremo.
Il disco è quanto di più vario prodotto dalla band, dai tempi di Uncivilization (2001), facendo della promiscuità musicale e i testi fortemente orientati sul sociale i suo punti di forza, non senza qualche dubbiosa scivolata. Caratteristiche che mancavano agli ultimi Kill or be Killed (2003) e Means to an End (2005) più intrasigenti ed uniformi.
Accanto a veloci assalti hardcore come Reborn, Come Alive, Skullcrusher troviamo cadenzati mid-tempo con micidiali acceleramenti come Vengeance is Mine e veri e propri anthem da strada come Countdown doom, pane per i loro denti.
Piace un po’ meno la melodia vicina al nu-metal che andava di moda una decina d’anni fa di Killing Me, e sicuramente suoneranno strane composizioni come Vows of Freedom, lenta e pesante con i suoi iserti hip hop, la sempre lenta ma più soffusa You Were Wrong addolcita da chorus melodici e la finale e strumentale Season The Sky.
Gli assoli di Hambel regalano imprevedibilità ad un disco che poteva essere la nuova rinascita artistica del gruppo newyorkese ma che uno strano presentimento me lo fa indicare come epitaffio di una gloriosa carriera. Mi riesce difficile immaginare la band, sopra ad un palco senza avere di fronte i tatuaggi, la bandana, la caratteristica voce e la sfacciataggine di Seinfield.

A meno che, il buon Seinfield ci ripensi e provi ad alternare i patinati ma sudati set pornografici americani con gli ugualmente sudati ma meno patinati palchi musicali; per ora, in casa Biohazard sembra regnare una gran confusione.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=lS6gy2zfRsM[/youtube]

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