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Green Day – ¡Uno!

2012 - Reprise
power/pop/punk

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Tracklist

1.Nuclear Family
2.Stay The Night
3.Carpe Diem
4.Let Yourself Go
5.Kill The DJ
6.Fell For You
7.Loss Of Control
8.Troublemaker
9.Angel Blue
10.Sweet 16
11.Rusty James
12.Oh Love

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Era il 15 febbraio di quest’anno quando Billie Joe Armstrong comunicò tramite YouTube l’inizio della registrazione del loro nuovo album in un video, chiamato per l’appunto “2/14/2012 Day One.”. Pubblicato nel settembre di quest’anno, “¡Uno!” è il nono album pubblicato dai Green Day. Esso rappresenta il primo di una trilogia che si concluderà nei prossimi mesi con “¡Dos!” e “¡Tré!”: “¡Dos!” esce il 13 novembre negli Stati Uniti e il 12 novembre in Europa e, “¡Tré!” uscirà il 15 gennaio 2013 in USA e il 14 gennaio 2013 in Europa.

Pur non trattandosi di un concept album con un filo conduttore ben preciso (come era invece successo per “American Idiot” e “21st Century Breakdown”), “¡Uno!” ha come temi il caos, l’anarchia e il “Carpe Diem”, che rendono affini tutti i brani.
Con questo disco, i Green Day abbandonano quasi totalmente le origini punk con l’etichetta Lookout! Records e si avviano a un genere da loro stessi definito “power pop”, con sonorità all’ AC/DC e ai Beatles degli esordi: unica eccezione il pezzo dance “Kill the DJ”, che a detta di Billie Joe ha “influenze dai Clash di “Sandinista!”, da Ian Dury di “Sex & Drugs & Rock & Roll” e dai Tom Tom Club di “Genius Of Love”.”
“¡Uno!” non è certamente un capolavoro o un lavoro dalle grandi pretese, ma un divertente insieme di canzoni orecchiabili, pur non essendo memorabili.
Si susseguono pezzi che non sorprendono, a partire da “Nuclear Family”, totalmente inadatta come traccia iniziale, essendo sì piacevole, ma certamente non esaltante.
Si continua con varie tracce (“Stay the Night”, “Carpe Diem”, “Let Yourself Go”) che non si distinguono nè per originalità nè per godibilità: “Kill the DJ”, secondo singolo estratto dall’album, è tra il funky e il ritmo four-on-the-floor, ma risulta quasi fastidioso dopo il primo minuto di ascolto. Seguono altri brani che altalenano tra un garage punk edulcorato e pop: unico pezzo che rievoca il sound degli inizi è “Angel blue”, incisivo e abbastanza aggressivo.

Inutile dire che i Green Day sembrino ormai proiettati nel mainstream: “¡Uno!” è un album banale con la presunzione di voler essere “giovane” e addirittura punk. Il suono sporco di “Dookie”, “Nimrod” e “Warning” è stato abbandonato senza troppi rimorsi, preferendo il pop facile e i testi, che parlano di ribellione, risultano poco credibili.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=jHmSyGjf6BA[/youtube]

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