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Operation Light/Universe – Operation Light/Universe

2013 - Inconsapevole Records
post/rock

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Tracklist

1. Signal (Intro)
2. Observatory
3. Iridium Flare
4. Maunder Minimum
5. 88 Constellations
6. Lunar Part 1
7. Lunar Part 2
8. Signal (Outro)

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Il post rock non si discute, si ama.

Ma cos’è il post rock? L’etichetta di “genere musicale strumentale che prende piede da varie esperienze, nate nelle ultime decadi del 20° secolo”, in effetti, gli va un po’ stretta. Il post rock non è un piccolo scaffale impolverato dentro al supermarket dei generi musicali. Il post rock, nel suo piccolo, è un supermarket di generi musicali. Dalla psichedelia al progressive rock e poi ambient, shoegaze, elettronica, musica classica, metal.. Un genere così grande per un pubblico così piccolo.
Molte sono le realtà post rock che, soprattutto negli ultimi anni, sulle orme di pilastri come Godspeed You! Black Emperor, Mogwai, Mono e via dicendo, cercano di farsi spazio su una piazza infinitamente vasta. Il compito è arduo, considerando anche che il numero di mezzi di distribuzione è di molto inferiore al prodotto offerto. Non c’è posto per tutti e solo i più innovativi e creativi riescono a procacciarsi un po’ di fama, se fama si può chiamare.

Uno dei progetti più interessanti e rivoluzionari di questo 2013, si chiama Operation Light/Universe: da qui deriva anche il nome del debut album del duo livornese composto da Alessio Carli e Alessandro Sebastian Morandi. Il nome del progetto, in perfetto stile post rock, non può far altro che preparare l’ascoltatore ad essere catapultato in un’altra dimensione del reale, tra satelliti, stelle e comete urlanti.
L’album non delude le aspettative: una trance di più di mezz’ora, 8 tracce per astrarre la mente dalla realtà. Una fatica ben strutturata, longilinea e piacevole, un’Odissea di basi martellanti, synth spaziali e chitarre eteree. Si parte: prima tappa, “Signals”, alfa ed omega dell’album, e poi “Orion Spur” che in una lenta progressione va a morire in un’incalzante e atipica melodia di arpeggi riverberati e distorsioni nascoste da textures sognanti. “Iridium Flare”, punta di diamante di “Operation Light/Universe” riassume in maniera perfetta le sonorità di questo duo nostrano, in un concentrato di reminescenze ambient/soundscape e puro post rock. Segue una sorniona “Maunder Minimum” che esplode in un incrocio di potentissime distorsioni nei minuti finali. Infine, dopo “88 Constellations”, corona questo viaggio interplanetario in due parti, la malinconica “Lunar”.

Una conclusione elegantissima per un album di debutto sopra la media.

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