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Polar For The Masses – Italico

2013 - La Grande V
rock/indie/alternative

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Tracklist

1. Italico
2. Miseria e nobilta'
3. Terrorismo e deejay
4. Un uomo un voto
5. Laoai
6. Wall street
7. Risveglio
8. Ruvido
9. Drone
10. Mia Patria

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Il Re non è nudo ma pare prossimo a diventarlo, parzialmente e provvisoriamente coperto com’è da una vestale tricolore, sdrucita e spiegazzata e che ben si abbina ad un volto e ad una postura che denotano stanchezza, sfinimento, resa. E se il trono pare fungere da ultimo baluardo prima del crollo al suolo, la forchetta non può che rappresentare l’ultimo (imbarazzante) barlume di orgoglio e resistenza italica, tesa in alto quasi come fosse una spada ma che finisce invece per rendere il Re ancora più ridicolo e donchisciottesco.

Per l’occasione ho deciso di partire dalla copertina poiché a mio avviso illustra come meglio non si poteva lo spirito di questo nuovo lavoro della formazione vicentina, all’esordio in lingua italiana – visti i temi trattati come poteva essere diversamente?! – e caratterizzato da un’immediatezza ed una carica davvero notevoli e che confermano l’ottima alchimia dei P4TM. Se a ciò poi aggiungiamo anche una pulizia sonora quanto meno sorprendente vista la registrazione in presa diretta e la taglia small dei P4TM [basso (e voce) + chitarra (e voce) + batteria], il risultato e l’annesso giudizio non possono che essere abbondantemente positivi.
Tutto l’album gira bene e convince in pieno, in particolare ne ho apprezzato due aspetti: in primis, il ruolo di leader maximo affidato al basso, pesante, martellante e carismatico a tal punto da guidare le tracce direttamente all’addome dell’ascoltatore; in secondo luogo le liriche, brevi, sloganistiche ed a presa rapida, ma assolutamente mai banali e che ben trattano e sintetizzano quanto stiamo vivendo in Italia, dal crollo dell’equazione costituzionale “un uomo = un voto” a quello della finanza, oramai distante anni luce da risparmi ed investimenti, passando per lo sfacelo culturale, inteso sia come cultura in senso stretto che come morale e valori comuni.
Non aspettatevi dunque suoni troppo strutturati e rifiniti né tanto meno testi ermetici, metaforici ne tanto meno intimi. Quello che vi aspetta è solo del fottuto rock che punta al bersaglio in maniera diretta e senza troppi giri di parole o note e, visti i tempi che stiamo vivendo, questo mirare al sodo eliminando il superfluo, l’optional pare essere una scelta assolutamente condivisibile ed apprezzabile.

L’album, come sempre, potrà piacere o meno – se non si fosse capito io opto per la prima opzione – ma non darà certamente addito a discussioni inerenti l’istintività, l’impatto e la fotta che fuoriesce da questo “Italico”. Questa cosa, unitamente alle sonorità da scantinato, sudate e profonde e che danno davvero un bel colpo (basso) all’ascoltatore, mi inducono a consigliare sia l’album che anche, se non soprattutto, i live dei Polar For The Masses.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=1QUy_8KOQ40[/youtube]

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