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Bloc Party – The Nextwave Sessions

2013 - Frenchkiss Records
indie/rock/pop

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Tracklist

1. Ratchet
2. Obscene
3. French exit
4. Montreal
5. Children of the future

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Per salutarci (fino all’inevitabile, inutile, reunion) i Bloc Party hanno deciso di incidere cinque brani e di inserirli in un ep dal titolo di The nextwave sessions. Lo hanno fatto per dare il commiato ai numerosissimi fans e per beccarsi una valanga di critiche dai detrattori del gruppo londinese.

I Bloc Party, secondo gli ultimi rumors, sono al capolinea di una tormentata carriera che ha visto il loro eccezionale esordio, quel Silent Alarm del 2005, essere sepolto sotto una valanga di imbarazzanti seguiti sulla lunga e sulla corta distanza; A weekend in the city, Intimacy e Four; Flux, Mercury, Talons (!). Tutti i sacrifici degli inizi, la loro gavetta, i concerti nei buchi più ignobili sono stati messi dentro un bidone dalla devastante maledizione dell’indie, quello scorcio di strada luminosa, ariosa, soleggiata che termina dentro un rovo di spine dove vanno a cagare anche i cinghiali e le marmotte. L’esempio del gruppo di Kele Okereke è quanto di più appropriato per spiegare come stanno le cose a tutti quei ragazzini che se la tirano dopo aver inciso un disco dentro una sala di registrazione: niente di così eccellente e gratificante potrà difendervi da tutto quello che farete dopo. Se dovesse venirvi una mezza idea che possa anche lontanamente sembrarvi buona fermatevi a riflettere sulle sue conseguenze, nel caso aveste intenzione di dare a questa idea un seguito. Perché poi, quando andrete a leggere una qualsiasi recensione che affermi quanto il vostro prodotto sia comico ed imbarazzante, la prima probabile reazione che potreste avere potrebbe essere quella di chiudervi in sala prove a registrare qualcosa di ancora più comico ed imbarazzante. Per non fare torto a nessuno vanno fatte le dovute premesse – c’è bisogno di fermarsi ad ascoltare i cinque brani di questo The nextwave sessions e riconoscere il problema di fondo: Okereke è diventato una sorta di rapper da balera anni ’80, non usa più la voce (ascoltate Ratchet e capirete), la sua bellissima voce è finita sulla merda di cinghiale ed ha creato i tipici reflussi della disidratazione del composto. Un odore che sta a metà strada tra le spruzzate lente di Intimacy e l’indigestione di gorgonzola scaduta di Four. Detto questo, a questo punto, vi ritroverete anche voi a gravitare tra i gas fumanti di un bel cumulo di composto organico in Obscene, farete un paio di giri sulle pendici scoscese di questa montagna e, con l’aiuto del calore prodotto nell’atto della digestione, scivolerete fino a valle dove troverete il lago paglierino e tiepido dello scolo delle vie urinarie che spillano fino all’ultima goccia di French exit.

Non sentite già la nostalgia di pezzi come Banquet e Two more years? No? Allora è proprio il caso di nuotare fino a riva, fino alla riva fangosa di questo arcipelago di escrementi, e stendersi tra le umide pozzanghere di acqua stagnante ed immobile che mostrano, nel loro riflesso buio, tra il verde e il marrone infetto, gli orrorifici panorami di Montreal e Children of the future. Il riflesso che vedete sul pelo dell’acqua è quello dell’espressione tipica di chi ha appena finito di ascoltare The nextwave sessions dei Bloc Party. Non male eh?! Ai coprofagi potrebbe piacere.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Q3EEaPj-5qs[/youtube]

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