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[Anteprima]: TUTTE LE COSE INUTILI – Dovremmo Essere Sempre Così

Vi proponiamo in anteprima esclusiva lo streaming di “Dovremmo Essere Sempre Così”, nuovo disco dei Tutte Le Cose Inutili, duo pratese chitarra e batteria che concede momenti di spoken alternati a parti più furiose, dai Diaframma a Vasco Brondi.
Il disco, autoprodotto, esce il prossimo 21 aprile: lo trovate proprio qui sopra, mentre di seguito trovate una breve intervista alla band.
Buon ascolto e buona lettura!

Eccoci finalmente ad ascoltare il vostro primo LP. Raccontateci la gestazione di questo lavoro.
Anche noi diciamo “finalmente”. Era tanto che aspettavamo questo momento. Già due anni fa, quando Meo entrò a far parte del progetto dopo che era uscito il primo lavoretto solista sotto il nome Tutte Le Cose Inutili, avevamo già in mente di registrare qualcosa che fosse nostro, che rispecchiasse quello che eravamo live. Abbiamo deciso di riprendere quattro canzoni “vecchie” e sei nuove, e suonarle in due giorni in presa diretta, come si faceva 40 anni fa nei garage. Nelle 80 date live dell’anno le canzoni sono cambiate, si sono modellate, a sentimento, grazie alla gente, grazie al panorama che vedevamo fuori dalla finestra, grazie alle birre offerte. Ci sono i fischi, qualche errore, non c’è il vecchio caro amico di tutti musicisti, il Click, ci sono milioni di parole. Milioni. Di. Parole. E sotto un tappeto musicale di chitarra, rigorosamente elettrica e batteria. Basta. Ah, c’è uno xilofono in Testolina D’Oro. Basta.

Avete dei punti di riferimento solidi per il vostro processo di composizione e sicuramente lungo tutto il vostro percorso sono cambiati degli elementi. Che direzione avete scelto di prendere?
Abbiamo scelto di prendere la strada che questo progetto ha preso da solo. Non lo abbiamo disturbato per paura che potesse smettere. E’ nato in una camera, come succede sempre, con una chitarra classica senza una corda, è passato ad un live solo con l’elettrica e i distorti, fino a diventare un power duo che punk, ma punk senza schiaffi, con le carezze. Il processo di composizione è sempre rimasto il solito, ed è più semplice di quanto l’espressione indica. Io ho sempre scritto i testi, buttato giù gli accordi, quando escono, e se non escono pace, e guardiamo le serie tv.
E’ semplice considerare un lavoro come un gioco, se ti piace se ti appassiona. Ma per noi è diverso, noi consideriamo un gioco come un lavoro. E’ molto più difficile, suonare non ti da sicurezze economiche e sicurezze in generale, ma lo affrontiamo come un lavoro, con degli orari, con concentrazione infinita, con giorno e giorni passati al computer o in sala prova. Un operaio senza stipendio farebbe l’operaio?
Con tutto il rispetto per l’operaio. In un modo tutto nostro, lo siamo anche noi.

Il minimalismo funziona quindi!
Il minimalismo è sia una scelta ferma che un bisogno. Lo facciamo funzionare, per noi sarebbe impossibile avere un’altra persona nel gruppo e portarla a suonare in giro. Non sapremmo fisicamente dove metterla. Credo che se un giorno avremmo la possibilità, un album con la Camerata Strumentale Pratese ci scapperà! Poi abbiamo avuto la fortuna di essere due persone che quando suonano diventano un’unica entità sfocata, qualcosa che è più bella e più grande e che la gente trova su google se scrive Tutte le Cose Inutili. Non poteva andare meglio e ci teniamo stretti. E poi comunque via via ci siamo accorti che anche dal punto di vista musicale, le combinazioni che puoi trovare con una chitarra e una batteria sono infinite. E poi non siamo virtuosi, non ci piace e non ne siamo capaci. Noi facciamo Cantautorato Punk.

Fate davvero un numero di date impressionante per la media in Italia. L’auto-organizzazione sembra funzionare. Qual è stata la cosa più buffa che vi è successa in tour?
Uno dei nostri punti forti è proprio suonare, tantissimo. 80 concerti dal 2013 e un tour di questo nuovo album che conta già una ventina di date. Funziona così: cinque ore al giorno a mandare messaggi, preoccupandosi di non fare troppo copia-incolla se no i gestori dei locali cestinano. Bisogna essere gentili, e deve quasi credere che tu lo stia per invitare a cena. Una specie di corteggiamento diverso. E poi accontentarsi, davvero. Non ci danno da dormire, andiamo tra le fabbriche di qualche paesino sperduto e dormiamo lì. Manca il mixer, lo portiamo noi. Dal Trentino a Reggio Calabria, le cose buffe nell’organizzare eventi che vanno dal club al live nell’angolo del bar, sono all’ordine del giorno (Ascolta Pixo, che parla proprio di questo). E sono sia buffi, sia tragici, in un mood che ci mantiene sempre lì tra le bestemmie e gli abbracci.

A proposito delle date, volete elencarne qualcuna che è in prossimità?
Ieri, Mercoledì 16 Aprile, abbiamo fatto una specie di anteprima a Firenze, al Soul Kitchen in un evento che si chiama Storytelling. In centro storico, si passa dall’intervista al live, un concerto spezzato dalle domande, dove i presenti hanno potuto scroprire anche quante volte andiamo in bagno al giorno. Poi 18 aprile a Rovigo, 19 a cassano D’Adda in Lombardia e il 20, per Pasqua, al Controsenso a Prato, dove ci sarà il vero release, dove avremo i cd fisici. Due parole sui cd. Pochissimi. Bellissimi. E poi via con le date, le scoprite qui: https://www.facebook.com/events/532003873587761/

Grazie ragazzi. Grazie Tutte Le Cose Inutili. A presto!
Ci sentiamo, ci vediamo sui palchi, o sui pavimenti, per gli abbracci sudati, per parlare di musica, ma anche di ragazze, di libri e di cheeseburger. Tutte Le Cose Inutili dicono un milione di parole. Non vi chiediamo di impararle, ma di farci compagnia mentre cerchiamo di ricordarle.
Lao & Meo.

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