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Battle Of Dagorath – I – Dark Dragons Of The Cosmos

2016 - Avantgarde Music
black metal / dark ambient

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Addio, monti sorgenti da bianche nevi e da ghiacci selvaggi: certo se parliamo della copertina del quarto lavoro dei Battle Of Dagorath, “I – Dark Dragons Of The Cosmos”, le aspre ed incontaminate alture che riempivano di primitiva bellezza il fronte dei loro precedenti dischi sono state sostituite. Un cosmo oscuro dominato da un sole nero e da un enorme drago, anch’esso nero, potrebbero essere presagio di una sventurata esperienza musicale. Nulla di più falso, Black Sorcerer Battle voce, chitarra, basso, batteria e Vinterriket tastiere ci ripropongono la loro tenebrosa idea di ambient-black metal.

Il precedente lavoro, “Cursed Storm Of Ages”, fu presentato nel 2013 su due dischi, poiché riportava un minutaggio di ben cento minuti, questo a conferma che l’idea di musica e di atmosfere, che i Battle Of Dagorath ricercano, possono non essere semplici o facilmente digeribili. Per coloro che hanno lo stomaco, o in questo caso i timpani forti, “I – Dark Dragons Of The Cosmos” arriverà come una nuova conferma del gruppo di Black Sorcerer Battle.

Il sole nero, che troneggia anche in copertina, inizia a coprirci la luce in From The Black Sun’s Fire e a proiettarci, tra echi e note in stile drone, in un paesaggio ostile e gelido. Come in una tormenta di neve sotto le pendici delle sacre montagne dei Battle Of Dagorath, Phantom Horizons Beyond e Return To Gates Of Dawn, rendono l’aria gelata, togliendoci il fiato e tutto intorno a noi diventa nebbioso e scuro. Questa è l’atmosfera che si crea, grazie ad un martellante black che impazza picchiando duro, con un ottimo scream e con notevoli e taglienti assoli, che sembrano quasi far filtrare un raggio di sole nell’oscurità che è intorno a noi. Ma questa parvenza luminosa sparisce con Through The Rite Of The Stars. Vinterriket fa un lavoro magistrale con le sue tastiere, dando prova di grande abilità nel rispettare i canoni di un ambiente algido come quello che i Battle Of Dagorath richiedono: note di tastiera come pesanti stalattiti di giaccio che cadono e che riportano alla mente il gruppo black metal francese Nocturnal Depression nell’intro del brano Nostalgia. Solo per questa via si arriva a Transfixion Of The Spheres dove lo scream di Black Sorcerer Battle si mescola ancora più fluido e dirompente con il blast beat, le affilate chitarre e le velenose tastiere. Atmosfere apocalittiche, che sembrano evocare l’immagine di quel sole nero che precipita ai piedi delle montagne sacre dei Battle Of Dagorath per distruggere tutto e portarci nel silenzio di Psychic Abduction. Con quest’ultima traccia formata da striduli e glaciali suoni eco e drone il disco si chiude riportando uno strano ed inquietante silenzio.

Una musica senza nessun freno, algida, oscura, forte ed implacabile non solo nelle parti in puro stile black ma nel perfetto connubio tra black ed ambient. Questo è il risultato che i Battle Of Dagorath ottengono nel loro lavoro di ricerca e di composizione musicale, un lavoro che porta a quelle ambientazioni, così estremamente gelide, da far sentire realmente nelle ossa quel freddo sinistro che si percepiva guardando le vette innevate sulle copertine dei loro primi dischi. Un concept stilistico realizzato in pieno e anche se ora, sulla grafica, veniamo lanciati in atmosfere interstellari, quel gelo resta inalterato e genuino, così come lo stile e il sound dell’arcano Black Sorcerer Battle e di Vinterriket che, con questo nuovo lavoro, confermano per la quarta volta di poter guardare il mondo della musica nera dall’alto della cima delle loro montagne.

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