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The Weeknd – Starboy

2016 - XO, Republic
r'n'b / pop

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Tracklist

1. Starboy
2. Party Monster
3. False Alarm
4. Reminder
5. Rockin'
6. Secrets
7. True Colors
8. Stargirl Interlude
9. Sidewalks
10. Six Feet Under
11. Love To Lay
12. A Lonely Night
13. Attention
14. Ordinary Life
15. Nothing Without You
16. All I Know
17. Die For You
18. I Feel It Coming


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L’ascesa di The Weeknd in questi anni ci ha consegnato un nuovo volto nel mondo R&B. Lontano dalle luci del collega Bruno Mars e dalle psichedelie artificiali di FKA twigs, il nativo di Toronto ha saputo ricavarsi un proprio spazio, del tutto personale, fatto di testi che raccontano le pieghe più animalesche e truci di un sentimento universale come l’amore.

Dopo il buon esordio del 2013 e Beauty Behind the Madness, che ha spaccato le classifiche, è tempo di dare un taglio netto (non metaforico, vedasi l’abbandono delle caratteristiche trecce) alla critica che lo ha spesso tacciato di banale sessismo mascherato da opera d’arte.

I Daft Punk prestano il loro mestiere nella traccia omonima di questo Starboy, dove riecheggia il vocoder tipico del duo transalpino. In continuità con l’album precedente, False Alarm si sintetizza in un ritornello sincopato, interrotto dal j’accuse di Reminder, in cui l’artista canadese risponde ai suoi critici più accaniti. Le liriche intrise di libertà sessuale e disimpegno tornano nei toni 2-step di Rockin’ e nella didascalica Secrets, che vola fra le nuvole di un climax fluttuante. L’oscurità di Stargirl interlude (scritta ed interpretata con Lana Del Rey) apre le porte alla seconda parte del disco che si dimostra debole sin dalla successiva Sidewalks, una sorta di blues retorico che il rapper Kendrick Lamar ha il merito di affossare definitivamente. Love to Lay è l’ideale continuazione del discorso intrapreso in precedenza da Rockin’, seguita dalla R&B-oriented A Lonely Night che dà un ultimo sussulto alla parte finale del disco in cui tornano sulle scene i Daft Punk con I Feel It Coming.

L’album della certezza ha certificato gli stessi difetti degli scorsi due lavori. The Weeknd sembra non esser riuscito a sintetizzare il mood caratteristico delle sue liriche e della sua musica in un progetto dal largo respiro. Le strade battute lungo diversi generi, le importanti collaborazioni ed il marchio di fabbrica dei testi non riescono a dare quel quid in più in grado di elevare un disco che si perde in diciotto tracce tutt’altro che imperdibili. Ci si aspettava una prova più matura, che si allontanasse da cadute di stile nel limbo del machismo e dell’autolesionismo sentimentale, e che di fatto lo consegnano in pasto ai sostenitori di chi definisce The Weeknd un prodotto teen mascherato in una cornice più adulta. Le stesse scelte compositive, tranne che in sparuti casi, non innalzano la qualità complessiva.

Starboy è un passaggio a vuoto che non scalfisce lo status acquisito dal canadese, ma che pone dei seri dubbi sui risvolti qualitativi del progetto The Weeknd. La caduta di un’ennesima meteora o un semplice passaggio a vuoto? Ai posteri l’ardua sentenza.

https://www.youtube.com/watch?v=miVS8sTe8ug

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