Menu

Recensioni

Clap Your Hands Say Yeah – The Tourist

2017 - Undertow
indie / pop / rock

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. The Pilot
2. A Chance to cure
3. Down (is where i want to be)
4. Unfolding Above Celibate Moon
5. Better Off
6. Fireproof
7. The Vanity of Trying
8. Loose Ends
9. Ambulance Chaser
10. Visiting Hours


Web

Sito Ufficiale
Facebook

Ritornano i Clap Your Hands Say Yeah, o forse sarebbe più corretto dire ritorna Alec Ounsworth, storico leader e unico membro rimasto della formazione originaria della band americana.

A tre anni dall’ultimo lavoro arriva The Tourist, un album che sin dall’apertura sembra voler indicare una svolta rispetto al passato. Chitarra acustica, basso e un synth leggero sullo sfondo ad accompagnare un cantato pulito, misurato, senza gli eccessi che caratterizzavano la voce di Ounsworth. Lui stesso aveva annunciato che avrebbe lavorato molto sulla voce e sugli arrangiamenti vocali, ed il lavoro svolto si sente lungo tutto l’album. Per averne prova basta prestare attenzione a come i cori finali di “The Pilot” si fondano con il synth che chiude il brano. La voce, nasale ed acuta, è adesso più armoniosa e smussata. Il risultato è un cantato più elegante, in linea con l’arrangiamento complessivo dell’album.

L’altra grande novità è data proprio gli arrangiamenti. Nei primi tre brani dell’album c’è una netta separazione degli strumenti utilizzati. Questo crea una sensazione di vuoto in cui a fare da collante sono i cantati malinconici. Nello spazio si posiziona bene l’organo in “A Chance to Cure”; mentre è un bel giro di basso a vestire il ruolo di protagonista nell’apertura di “Down (is where i want to be)”.

Gradualmente si passa ad arrangiamenti più in linea con il passato, fino ad arrivare a “Better Off”,  canzone ideale per comprendere come i nuovi elementi si uniscano a ciò che ha caratterizzato i Clap Your Hands Say Yeah nel passato: riff di chitarra che accompagnano il ritmo incalzante dettato da basso e batteria, mentre il cantato conduce con un bel crescendo verso il finale. Nella parte centrale dell’album c’è maggiore spazio per le chitarre, ed anche la voce appare più libera e meno “educata”. A fornirne ampia dimostrazione è il bel climax di “The Vanity of Trying”.

L’album si conclude con tre brani più acustici e dai cantati nuovamente più controllati. Gli ultimi due, “Ambulance chaser” e “Visiting hour”, sono idealmente connessi attraverso un ponte di synth e rappresentano il giusto finale per un lavoro in cui la visione non proprio rosea del mondo di Ounsworth e gli arrangiamenti più minimali concorrono a creare un atmosfera elegante e decadente al tempo stesso.

The Tourist è un disco breve ma intenso, che di sicuro si posiziona ben più in alto degli ultimi lavori della band. Probabilmente non rappresenterà una rivoluzione come folgorante debutto, ma Alec Ounsworth sembra aver dato nuova energia al progetto Clap Your Hands Say Yeah, introducendo alcune interessanti variazioni che lasciano intravedere anche nuove possibilità per i  futuri lavori.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close