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LE CAPRE A SONAGLI – Serraglio, Milano, 20 aprile 2017

Le Capre A Sonagli

Nonostante sia una stagione fortunata per la musica indipendente italiana, ormai capace di conquistare fasce di pubblico sempre più ampie, c’è anche chi lamenta un tendenziale appiattimento delle nuove proposte: si tratta di una critica forse comprensibile, ma spiegata da una scarsa attenzione a quegli artisti che restano ancora lontani dalle luci del mainstream. Ce lo ha confermato la serata del 20 Aprile al Serraglio di Milano, dove si sono esibite tre band che hanno mostrato qualità importanti di fronte, purtroppo, a un pubblico esiguo.

I primi a calcare il palco del locale sono stati i Gecofish, formazione originaria di Cantù con all’attivo due album e portavoce di un rock grezzo e diretto, figlio di evidenti contaminazioni garage, punk e grunge. La band ha mostrato grande energia e buona attitudine al live, nonostante il basso numero di presenti.

Poco dopo è stata la volta di una delle band più promettenti di casa Costello’s: i Gospel. La band ha da poco esordito con un disco omonimo in cui blues e garage rock si fondono sino a creare un sound compatto e ruvido al punto giusto, unito ad arzigogolate linee vocali e testi tutt’altro che banali. Buonissima la resa dal vivo dei Gospel: le ironiche presentazioni dei brani, la tecnica e la capacità di muoversi agilmente fra parentesi morbide e introspettive come Maggio e pezzi più concitati come Lampo Fulmine hanno saputo convincere i presenti.

A chiudere la serata sono stati i bergamaschi Le Capre A Sonagli, reduci da Cannibale, terza fatica discografica ancora improntata a quella suggestiva commistione fra stoner e folk ormai divenuta marchio di fabbrica del quartetto. Nonostante le difficoltà di comprensione dei testi, il live della band lombarda è stato godibile e privo di cali d’attenzione anche per il grande dinamismo mostrato dai musicisti che hanno suonato, fra gli altri, anche armonica, flauto, tastiera e, per non farsi mancare nulla, pure una sedia. In scaletta, com’era ampiamente prevedibile, molti brani estratti da Cannibale hanno saputo coinvolgere subito un pubblico andato progressivamente crescendo, ma comunque fin troppo ridotto per tre band che avrebbero meritato altri numeri.

In perenne tensione fra stoner e folk, Le Capre A Sonagli hanno offerto anche parentesi più acide e momenti di pura sperimentazione e la serata si è chiusa fra gli applausi per una proposta artistica autentica e convincente anche sul piano meramente tecnico.

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