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Tropical Trash / Brutal Birthday – Tropical Trash / Brutal Birthday

2017 - Maple Death Records
post punk / noise

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Tracklist

1. Tropical Trash - Last Night Straight
2. Brutal Birthday - Facts


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Vi ricordate di quando a scuola scrivevate i testi dei vostri gruppi preferiti sul banco, magari a matita, e il giorno dopo trovavate il banco pulito? Sapevate che sarebbe stato cancellato dagli addetti alle pulizie durante il tardo pomeriggio o verso l’ora di cena, dopo la conclusione dei vari consigli di classe, dei tornei di calcetto in palestra, dei corsi di recupero. Sapevate che sarebbe stato cancellato ma il giorno dopo, probabilmente, ne scrivevate un altro. Perché la sera prima, mentre gli inservienti agivano con ammoniaca e detersivi sulla fòrmica, voi stavate ascoltando una nuova canzone, che vi avrebbe accompagnato sino al giorno dopo. E così via.

Lo split 7″ tra i Brutal Birthday di Bologna, Emilia e i Tropical Trash di Louisville, Kentucky, mi sta causando (o quasi) gli stessi scombussolamenti di quegli anni. Due canzoni, una per lato, che arrivano secche e ridondanti già subito dopo il primo ascolto, anzi, già subito dopo i primi giri. Sono due pezzi che riascolti subito, che “lasci lì” mentre il tempo scorre, che ti preme far ascoltare anche agli altri.

Last Night Straight dei Tropical Trash è un inno vecchia scuola al nichlismo moderno, minimale e cialtrone al punto giusto, capace di far trasudare, tra i giri di chitarra e l’arrendevolezza della voce, tutto il disagio del Midwest americano. Pensate ai Verbal Abuse e traslateli più a nord-est, insomma. I Brutal Birthday, invece, sono più sperimentali, soprattutto per quanto riguarda la struttura della canzone stessa, che si intitola Facts. Suonano più rilassati dei loro compagni di split, ma il risultato non cambia. Noise, pop, new wave: c’è di tutto in questi due minuti e mezzo di pura e tentennante smania radicata nell’horrorpunk. Via Emilia’s finest, insomma, per questa band composta da gente che arriva da Hallelujah!, His Clancyness e Stromboli.

Maple Death Records, etichetta indipendente bolognese, non sbaglia un colpo che sia uno sin dalla sua nascita e con questo dischetto, da curare e coccolare, mette a segno il punto decisivo, il gol della sicurezza. E comunque, l’ultimo giorno di scuola prima degli esami di maturità, scrissi il testo di Polvere Fastidiosa degli Indigesti a matita, sul banco che mi portavo dietro dalla seconda. Chissà che fine avrà fatto.

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