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Sairen – Ultima Lux

2017 - Fluttery Records
post-rock / experimental

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Tracklist

1. Cassiopée
2. La Traversée
3. Phoenix
4. Astéroide
5. Résurgence
6. Five
7. Morpheus
8. The Box
9. GF-73
10. Nebula
11. Torisan
12. Candy
13. Ultime Lumière


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Progetto solista Francese definitosi di matrice post-rock, Sairen conclude la sua personale annata sbigottendo, lasciando attoniti e con un piccolo sorriso di speranza verso una corrente musicale paradossalmente chiusasi nella sua sterminata ed ormai spesso troppo fintamente simulata ricerca sonora.

Ciò che maggiormente si denota in “Ultima Lux”, è l’ampio respiro dedicato all’autentica stravaganza musicale ed al labile, quasi invisibile ed abbattuto confine che delinea un genere musicale. All’utilizzo d’ogni strumento che sia riprodotto tramite sintetizzatore o meno, v’è una saggia e ponderata decisione dell’artista di mischiare continuamente le carte in tavola, minimizzando ai minimi storici il calo d’attenzione spesso ormai fisiologico dell’ascoltatore anche per i palati più fini. L’esimersi dal rimaner recluso in una singola struttura, prevede però un grande rischio di strafare e non è di certo tutto oro quel che luccica. Infatti, sulla lunga distanza il musicista rischia di risultare ridondante.

L’album parte giocando in difesa su terreni sicuri e fin troppo visti con l’opener Cassiopée. La traccia allieta senza colpire, colposo il suo classico schema coniato negli ultimi anni da blasonate band come Mogwai o più recentemente Exposion In The Sky, differenziandosi dai brani di quest’ultimi per una notevole mancanza di personalità e non facendosi quindi ricordare con il suo banale crescendo.

Progressivamente le vetrate che recludevano fuori l’estro di Sairen sembrano cominciare a scricchiolare, e con il susseguirsi di tracce timidamente meno canoniche come La Traversée (impreziosita da un godibilissimo ornamento elettronico) e Phoenix, il polistrumentista sembra acquistar notevolmente padronanza della moltitudine di idee ed i suoi confini vengono polverizzati con l’incredibile Astéroïde. Con un gustoso sintetizzatore che nemmeno troppo velatamente ci porta direttamente negli anni settanta, sembra ormai d’ascoltare un’uscita discografica completamente diversa da quella che inizialmente ci sembrava un compitino di mestiere tecnicamente buono, ma per nulla innovativo.

Alla stregua di un folle compositore di trame musicali, Sairen ci accompagna poi per mano nei meandri delle colonne sonore, con vividi frammenti di immagini filmiche ora squisitamente fantasy ed epiche (Résurgence), ora tribali ed esotiche con la forse un poco troppo superflua Five. La sommessa Morpheus col suo sapore quasi noir continua ad unire con buona soluzione di continuità i classici strumenti a corde alle tastiere ed alla riproduzione di prettamente orchestrali, senza in verità aggiungere più su quanto sia già stato graziosamente mostrato.

Purtroppo l’artista proseguendo pecca forse della sindrome della sovrabbondanza pagando lo scotto di una tracklist che poteva venir scremata se non addirittura quasi dimezzata, brillando maggiormente sotto le vesti di EP. Scomparsa la sorpresa iniziale e giocando velocemente i suoi assi, Sairen ripropone nella seconda metà di “Ultima Lux” le stesse sfumature e metodiche fin qui analizzate ma con meno estro. Rimangono comunque ottime prove tecniche la quasi stoner Torisan e l’inaspettato intermezzo Candy, caldo interamente suonato al pianoforte.

Da lodare in parte per il coraggio di mescolar così tanti elementi in un unico lavoro, il ragazzone francese pecca però di quel che sempre più spesso riesce a mutilar le fantastiche idee di numerosi nuovi musicisti: l’incessabile ardore del dover allungare il brodo e soffocare il fuoco con troppa carne.

Lungi però dal voler anche solo minimamente pensare che ciò sia un atto di slealtà da parte dell’artista, mi sento di promuovere “Ultima Lux” con una amicale pacca sulla spalla al progetto Sairen, ed un augurio di poter al più presto mettere mano ad un suo nuovo album. Sperandolo meno annacquato.

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