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Miqrà – Ultimo Piano Senza Ascensore

2018 - Autoproduzione
alternative rock / songwriting / post-rock

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Tracklist

  1. Ad ogni goccia
  2. Radioattività
  3. Delay
  4. La ribellione alla statistica
  5. Camilla
  6. Fellini e Charlot
  7. Per colpa del cemento
  8. Una cosa che mi manca di te
  9. Serotonina

 


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Scrivere di musica nel 2018? Credo sia una delle cose più complesse che si possano fare.
Perché? Beh, avete idea di quanta ne ascoltiamo? Di quanta ne hanno già suonata? Di quanta ne suoniamo? Avvicinare sempre più la lente d’ingrandimento per riuscire a non penalizzare le idee di un gruppo di musicisti in cerca della loro occasione, del loro spazio nel mondo. Per me, questo (e molto altro) è scrivere di musica.

E la responsabilità diventa più imponente quando si tratta di lavori che cercano di emergere dalla mia Sicilia; sembrano quasi avere le ali tarpate da chissà quale forza. Ed adesso sono qui, con questo disco tra le mani: curioso di ascoltare, felice di sapere che siamo ancora in tanti a volerci credere.

Copertina illustrata nero su bianco, nove brani. Tre musicisti. Less in more? Vedremo cosa mi riserverà “Ultimo piano senza ascensore”, il primo disco dei Miqrà.

Un beat elettronico minimale introduce Ad ogni goccia, evocandone il titolo con suoni accuratamente scelti. Entra la chitarra acustica. Inizia il cantato aspro, graffiato. Ottime premesse! Le sonorità a-là Afterhours di Radioattività arricchiscono la tavolozza espressiva quanto il respiro cantautorale. Ed ecco il singolo dei Miqrà: Delay. Un gusto spensierato, sempre caratterizzato dalla penna impressiva e dalla voce rauca di Giovanni Timpanaro; vaghi echi degli ultimi Negrita che agganciano l’ascolto, cadenzandolo a ritmo di una metrica netta ma molto musicale.

Fino ad ora le tendenze stilistiche sembrano andare in una determinata direzione, ma abbiamo diverse eccezioni che mettono in discussione ogni congettura strutturata dopo i primi brani: dal clima intimo de La ribellione alla statistica alle atmosfere post-rock dal retrogusto romantico di Una cosa che mi manca di te, il trio catanese-siracusano riesce ad ampliare gli orizzonti sonori di questo progetto, rafforzando ulteriormente la mia sensazione di una decisa intenzione nel far incontrare diverse influenze nell’identità dei Miqrà, che probabilmente non tarderà a maturare.

Tra i riffs squisitamente retrò delle chitarre di Gaetano Santagati ed il carattere deciso del basso di Mario Orso Giuffrida, nasce l’anima rock di Camilla, un brindisi alla vita vissuta senza troppe elucubrazioni, all’indifferenza circostante, ai treni persi ed agli sbagli lasciati alle spalle, perché “Camilla adesso sta bene”.

Una stretta di mano, uno sguardo malinconico speziato da una speranza nostalgica. Questa è Serotonina, l’arrivederci della band siciliana. Un crescendo emozionale arricchito da sonorità alternative, culminate in una coda post-rock, e dal lirismo cantautorale tipici della scena underground italiana.

Ed ecco terminato questo primo viaggio sonoro tra le idee dei Miqrà. Respiro maturo, senso di unità. Uno sguardo in alto verso quell’appartamento all’ultimo piano, sorrido. Vado avanti.

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