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[PhotoGallery]: PINK FLOYD EXHIBITION: THEIR MORTAL REMAINS, Macro, Roma

Non sono una fan delle grandi mostre celebrative. Mi sembra solo un modo per spillare soldi a poveri instagrammer inconsapevoli alla ricerca dei big likoni.

Non sono nemmeno una grande fan dei Pink Floyd, o meglio, non sono una grande fan dei Pink Floyd senza Barrett, ma la mostra si apre con una sezione a lui dedicata dove Waters ammette candidamente: “Non sarebbe mai andata così se non fosse stato per Syd. Saremmo stati solo un altro tra le migliaia di gruppi che emergono suonando il blues e “Louie Louie”, scrivono una canzoncina che fa successo e poi spariscono.”

Insomma deposte le armi si comincia con il trip.  Il termine non è casuale infatti quello nella mostra è un vero viaggio tra psichedelia e musica. All’ingresso vengono distribuite un paio di cuffie che guidano all’ascolto per tutto il percorso espositivo e devo riconoscere di aver ceduto alle lusinghe della nostalgia e della commozione. A rendere veramente grandi i PF è il loro portare sul palco un repertorio colossale pur rimanendo ben piantati nell’epoca che vivono. Non tentano di rivivere i vecchi fasti interpretando una versione caricaturale delle loro persone di trenta, quarant’anni fa, ma anzi con la semplicità di un jeans e una camicia ti mettono talmente a loro agio da sembrare quattro amici andati avanti con gli anni che si divertono a strimpellare al circolo bocce di Torre Maura. E con la stessa facilità li ritrovi nei filmati a raccontare aneddoti o a smitizzare canzoni cardine quasi come volessero perennemente prendersi poco sul serio.

La mostra è facilmente approcciabile da grandi, che i Floyd li hanno vissuti, così come dai piccoli ai quali è stato tramandato tutto uno scenario pop in cui sono facilmente identificabili e catalogabili “The Dark Side Of The Moon” o “The Wall“. Ma nella mostra non c’è solo questo. Ci sono “Live At Pompeii” e “Ummagumma” fino a “The Division Bell” passando per “Animals” e “The Final Cut“. Lo stile è quello da hard rock: cimeli e memorabilia, ma ben organizzati e con ogni cosa coloratissima che svetta nello scenario totalmente buio.

Il Macro di Via Nizza è comodo e facilmente raggiungibile.

La mostra chiude a luglio.

Il biglietto è ben pagato.

Andate, no more excuses.

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