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Selva – D O M A

2018 - Overdrive, Shove, Goodfellas, General Soreness, Nothing Left, + Amici - Storie, Tanato Records, À Fond d’ Cale Prod, Cave Canem, Hardcore For The Losers
post-black / screamo

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Tracklist

  1. Silen
  2. Joy

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lajf həbɪtʃuəl”, il primo full lenght dei lodigiani ['selvə], uscito nel 2014, si inseriva con autorevolezza nell’ondata post-black metal seguita alla pubblicazione di “Sunbather” da parte dei Deafheaven, mettendo in mostra un ottimo livello di scrittura che, nell’alternare momenti maggiormente tirati ad altri più riflessivi, faceva risaltare uno spiccato gusto melodico. Meno di due anni dopo, l’uscita di “eléo” aveva ridisegnato il profilo dei ['selvə], mettendo in primo piano l’aggressività e, allo stesso tempo, creando lo spazio, all’interno di composizioni dal minutaggio più elevato, per soluzioni maggiormente sperimentali, come testimoniato dall’intervento del violino in alma.

silen, la prima traccia di “D O M A”, nuovo EP della band, si apre con una serie di accordi ben scanditi, che descrivono e anticipano l’atmosfera dell’intero disco, quasi a voler preparare il terreno per quanto accadrà di lì a poco; l’ingresso della batteria accompagna con cadenza marziale l’ascoltatore fino all’esplosione di un riff tagliente, cui segue lo sprigionarsi della furiosa compattezza corale che già contraddistingueva il disco precedente. L’elemento melodico resta sullo sfondo in questo frangente, per poi guadagnare sempre più spazio man mano che il minutaggio aumenta: nella seconda parte del brano la chitarra si prende la scena, prima lanciando un riff ficcante dai toni quasi orientaleggianti, poi disegnando un assolo malinconico che introduce l’ultimo segmento della composizione, di nuovo supportata dall’incessante blast beat.

La prima sezione del secondo brano, intitolato joy, alterna un arpeggio sbilenco ed ipnotico, posto in apertura e ripreso successivamente, a nuove sfuriate corali, dalla tessitura maggiormente melodica rispetto a quelle che caratterizzano il brano precedente. Poco oltre la composizione assume toni più cadenzati e solenni fino all’emergere di un riff la cui insolita linearità è sottolineata dall’incedere della batteria, che segue ordinata senza straripare come suo solito. È di nuovo la chitarra a condurre a questo punto, con una melodia drammatica che introduce la parte finale della canzone. Nella lunga coda della traccia la band sembra mettere da parte l’aggressività, insistendo su un riff luminoso che accompagna l’ascoltatore fino alla fine dell’EP.

D O M A” rappresenta un momento di sintesi delle diverse anime incarnate dai ['selvə] fino ad oggi, tenendo insieme aggressività, melodia e qualche momento di sperimentazione, senza che questo tolga nulla all’omogeneità e alla compattezza di queste due tracce, che permettono a questo EP di risultare come un capitolo autonomo nella discografia della band. Sarà interessante capire se il prossimo passo dei ['selvə] si porrà in continuità con quanto proposto in questa sede, oppure se costituirà un’antitesi utile a raggiungere una nuova sintesi.

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