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Interviste

Intervista ai MEGANOIDI

Meganoidi

Tornati a 6 anni di distanza da “Welcome In Disagio” con il nuovo album “Delirio Experience” (qui la nostra recensione), i Meganoidi si confermano una delle realtà più in salute della scena italiana. La band genovese, che proprio quest’anno festeggia i 20 anni di attività, con il nuovo lavoro ha cambiato ancora veste, sorprendendo per ricercatezza e stabilità, ma non ha deluso le aspettative confezionando un lavoro sicuramente piacevole. 

Ne abbiamo approfittato per scambiare qualche battuta con Luca Guercio, chitarrista e trombettista della band.

6 anni da “Welcome In Disagio“. Cosa avete fatto in tutto questo tempo?
Abbiamo pubblicato un cd + dvd live e abbiamo come al solito girato per la penisola, in lungo e in largo. Essendo autoprodotti, non avevamo fretta di fare uscire a tutti i costi un disco. Lo abbiamo fatto solo quando eravamo pronti con i brani.

20 anni di carriera. Quale è il vostro segreto per un rapporto così duraturo?
Non prenderla mai sul personale: non è il segreto per un rapporto duraturo solo nella musica, ma per tutti i rapporti di amicizia e di amore in generale. Le critiche devono aiutare a farti crescere ed il confronto è alla base di tutto. Noi ascoltiamo gli amici, ci ascoltiamo tra di noi e ascoltiamo cosa ha da dirci il nostro pubblico a fine concerto.

Come nasce e cresce un album meganoide?
Beh, quest’ultimo album è nato da dei miei brani completati poi insieme a Davide Di Muzio nella stesura dei testi. Il nostro modo di scrivere insieme è molto fluido e spontaneo ormai, ci leggiamo praticamente nel pensiero.

Delirio Experience pare essere l’abbrivio di un nuovo percorso musicale. E’ effettivamente così? In caso affermativo, è una virata spontanea e naturale oppure è stata oggetto di valutazioni?
Viviamo da sempre il processo creativo in modo estremamente spontaneo: sicuramente sugli arrangiamenti siamo stati più meticolosi e abbiamo valutato varie opzioni e provato vari incastri ma per quanto riguarda la stesura dei brani, è stato tutto molto naturale e diretto.

Personalmente i pezzi che ho apprezzato di più sono Accade di là, Out Of Control e Gocce. I Meganoidi hanno un rapporto privilegiato con qualche traccia in particolare?
Tutto è fuori controllo è sicuramente uno dei brani che amo di più, ma Gocce ha qualcosa di estremamente speciale, nato da un giro di accordi scritto in pochi minuti cosi come il testo. Accade di là poi è un brano che ci ha catturato appena l’abbiamo finito di scrivere, infatti ci siamo guardati e abbiamo detto “primo singolo!”. Comunque in ogni brano c’è un pezzetto di noi, quindi come si potrebbe amarne uno piuttosto che un altro?

Per il Delirio Tour, visto che coincide con il ventennale di carriera, avete in mente qualche cosa di particolare?
Semplicemente suonare, sudare sul palco come negli ultimi 20 anni e continuare a farlo. Non sembra neanche vero che sono 20 anni che la gente ci viene a sentire ai concerti. E’ una cosa magica per noi.

Dall’alto della vostra esperienza come trovate la musica in Italia? Cosa dovrebbe e cosa non dovrebbe fare chi vuole intraprendere questo percorso?
La musica in Italia è messa bene soprattutto per merito di chi la fa. E’ pieno di ragazzi e musicisti creativi. Magari mancano un po’ gli spazi e a volte è complicato per gli emergenti contare solo sui social per proporsi, ma la musica alla fina arriva dove deve arrivare. Il consiglio che mi sento personalmente di dare a chi vuole fare musica è solo uno: quello di approfondire, di fare ricerca, studiare e non limitarsi ad emulare.

Siae o Soundreef?
Personalmente mi trovo bene con la SIAE e conosco molto poco Soundreef, quindi rispondo SIAE solo per un mio limite.

Genoa o Samp?
Non seguiamo il calcio, ma se dovessi scegliere una squadra per forza, direi Genoa, perchè ho molti amici tifosi.

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