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Ought – Room Inside The World

2018 - Merge Records
post-punk / art punk

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Tracklist

1    Into the Sea 
2.   Disgraced in America
3.   Disaffectation
4.   These 3 Things
5.   Desire
6.   Brief Shield
7.   Take Everything
8.   Pieces Wasted
9.   Alice


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Quattro canadesi dal cuore di ghiaccio e dalle chitarre che grondano di sapori new wave e armonia nascosta. Gli Ought producono il loro terzo disco, “Room Inside the World, un concentrato di amore per il post punk e l’alchimia sonora figlia di Television e Cure, con la voce di un Mark Kozelek a volte disperato e tetro. La Merge Records, dopo l’epoca Constellation della band, rilancia un gruppo che mastica atmosfere amare e ritmi che hanno una densità spesso pittorica e intellettuale, per un insieme di suoni che fanno bene all’anima e alla mente.

Se in italiano Ought si traduce banalmente con “dovere”, possiamo allora capire perché la musica dei canadesi sia spesso una missione di urgenze comunicative, che iniziano con il vortice della tensione che ti assale già in Into the sea, pima traccia che lancia la sfida ai fan di Protomartyr e ha con sé un finale molto interessante. Ma la comunicazione degli Ought è capace di andare anche oltre, per un gruppo che è nato sulle ceneri di un esperienza di vita e condivisione comune degli spazi, e che ora utilizza anche ritmi di sax intellettuale e keyboard artistica per cantare le disillusioni degli Stati Uniti in Disgraced in America.

L’era Trumpista getta di nuovo nello sconforto gli artisti, mentre il cantante e chitarrista gioca a fare il vecchio Morissey in Disaffectation, una delle migliori proposte dell’intero lotto di “Room Inside the World”.

Quello dei ragazzi di Montreal è una musica densa e viva, che gioca con le forme dell’art punk plasmandole a suo piacimento, come quando in Desire si sentono i cori, come in preda ad una preghiera atea, moderna e gentile. Con il loro nuovo disco la loro verve non si è sciolta, rimanendo fedele ai suoni delle loro origini e al loro compiacimento verso composizioni comunque più mature, delle volte molto calde (la wave struggente di Pieces Wasted), delle volte più sperimentali (Alice), ma mai banalmente pop.

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