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Spice Boys – Glade

2018 - PNKSLM Recordings
indie / rock / garage

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Tracklist

1.Spice City Boys
2.I Don't Get Around
3.Can't Turn Back
4.Swish
5.Fuk Luv
6.Vessel
7.Citrus Blossom
8.Cities
9.Darling (No One Will Be Here)
10.Breathe In Breathe Out
11.Scarabs
12.Pizza Flavoured Kisses
13.Mirages


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Non lasciatevi ingannare dal nome: questi quattro ragazzi di Umeå, cittadina del gelido nord svedese, sono tutto fuorché la versione maschile delle più note Spice Girls. Il loro indie rock sporcato da tracce di garage e punk è quanto di più lontano si possa immaginare dall’innocuo teen pop della ex girl band britannica.

Dopo essersi presentati al mondo nell’aprile 2016 con l’EP “Spice City”, gli Spice Boys arrivano finalmente al debutto sulla lunga distanza con “Glade”. Una produzione scarna e lo-fi per tredici tracce in cui ritmi frenetici, chitarre abrasive, riverberi infiniti e melodie sgangherate spadroneggiano. Il quartetto non ha ancora la personalità dirompente dei più noti conterranei The Hives o The (International) Noise Conspiracy; né tanto meno scorre nelle loro vene il bollente sangue californiano di Wavves e Best Coast. Tuttavia è proprio alle atmosfere estive e leggere di queste ultime due band che gli Spice Boys sembrano ispirarsi per buona parte dell’album: in brani come Can’t Turn Back, Swish e Vessel si avvertono le stesse vibrazioni nervose care a tutta la folta schiera di epigoni di Cramps e Gun Club.

La band svedese prova a scappare dal freddo glaciale della penisola scandinava rifugiandosi nelle atmosfere solari del surf rock (Spice City Boys, Citrus Blossom) e in quelle furiose del punk più vintage (Cities, Breathe in Breathe out). Ma è quando si spostano verso le rive britanniche che gli Spice Boys sembrano trovare pane per i loro denti: nei richiami al glam rock di Pizza Flavoured Kiss e nelle timide divagazioni shoegaze della lunga Mirages si intravedono scampoli di un futuro luminoso per questo giovanissimo quartetto che, almeno per il momento, fatica a trovare un linguaggio originale e personale.

Tale crisi di identità da debuttanti si manifesta con tutta la sua forza in I Don’t Get Around; un bel brano pop che, per quanto pieno di energia e buone intenzioni, fa davvero poco per non far saltare immediatamente alla mente i maestri Pixies. Staremo a vedere se per il secondo album gli Spice Boys riusciranno a trovare la forza e le idee necessarie per discostarsi dal sentiero battuto da artisti più esperti di loro.

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