Impatto Sonoro
Menu

Recensioni

Divenere – Forever

2018 - autoproduzione
shoegaze / dream pop

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. Floating
2. Willy Wonka
3. 7 Months Of Prudence
4. When You Say Goodbye
5. Birdie
6. Zugzwang
7. Forever


Web

Sito Ufficiale
Facebook

C’è qualcosa di inesplicabile che permea “Forever”, il nuovo EP dei romani Divenere, ed è quel qualcosa tipico di chi è in grado di confezionare un piccolo gioiello in grado di rilucere in maniera autonoma.

La band capitanata da Claudio Spagnuoli in “soli” sette brani e in meno di mezz’ora di musica riesce a spiegare solide – benché al tempo stesso eteree – ali immacolate e a carpire un senso di ineluttabile nostalgia che tende mani flessuose tra passato che sfuma nel nulla e un futuro che guarda all’eternità come un’amante appena conosciuta.

Il lavoro si pone in equilibrio costante mentre guarda dall’alto di un cornicione la strada intasata di gente e vive serafico sopra tutto e tutti. Lo straniante effetto delle tracce gemelle Floating e Forever che aprono e chiudono l’extended play è fuor di dubbio un colpo da maestro, come a voler rimarcare il senso di eterno ritorno di una qualsivoglia storia. La rarefazione delle atmosfere è marchio di fabbrica che si imprime a fuoco lungo la spina dorsale e le chitarre sono protagoniste indiscusse e vedono negli amici/colleghi Klimt 1918 una sontuosa fonte d’ispirazione, ma c’è tanto anche di The Edge e di tutta la new wave ottantiana con un gusto tutto proprio del linguaggio, e la voce di Spagnuoli è carezza nella tempesta.

I muscoli scintillano al sole su Willy Wonka, si tendono fino a diventare marmorei sulla pesante Zugzwang e si rilassano sul vellutato shoegaze della zuccherina When You Say Goodbye, di fatto il punto più alto del dischetto con il suo modo di osservare in maniera emotivamente analitica la materia indie della decade ’90. Non è però il rimando il punto forte del platter bensì la capacità di incorporare nel proprio DNA qualcosa di esterno e passato fino a trasformarlo in un oggetto da plasmare a proprio piacimento senza derivazioni di sorta.

Vien voglia di sentirne ancora e viene meno il desiderio di calore naturale ascoltando “Forever” che come dicevo in apertura è un piccolo gioiello che gode di luce propria e lo fa con una classe ormai rara da queste parti. Cosa non di poco conto.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni