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The Messthetics – The Messthetics

2018 - Dischord Records
math rock / prog rock

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Tracklist

1. Mythomania
2. Serpent Tongue
3. Once Upon A Time
4. Quantum Path
5. Your Own World
6. The Inner Ocean
7. Radiation Fog
8. Crowds And Power
9. The Weaver


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Chi sostiene che la morte dell’imperfezione è la morte del rock, con il debutto del power trio The Messthetics potrà affermare che il rock è ancora vivo: l’impatto che arriva dall’alchimia dei tre componenti della band è di energia live, senza correzioni con autotune vari, senza sovraincisioni o sovrapproduzioni, e quello che traspare è la loro semplice voglia di fare musica, senza aver nulla da dover dimostrare, avendo calcato palchi per più di 30 anni con una delle più influenti e seminali band statunitensi.

Quello che offrono i componenti della sezione ritmica dei Fugazi, il bassista Joe Lally e il batterista Brendan Canty, è un muro di suono post-hardcore con una voce narrante prog metal, data dalla chitarra di Anthony Pirog, chitarrista di derivazione jazz.

The Messthetics partono dritti e instancabili con evoluzioni chitarristiche ipnotiche e qui ci sono due palchi: uno è quello della chitarra pirotecnica di Pirog, l’altro è quello di due personaggi talmente affiatati da poter suonare live in due stanze diverse, senza il bisogno di incrociarsi con lo sguardo. Un viaggio tra psichedelia, prog e hardcore che talvolta apre il dubbio del reale numero di musicisti presenti in studio, (ma sono solo in tre?). Un lavoro di chimica “on stage”, a volte aggressivo, che lascia spazio a episodi introspettivi come The Inner Ocean dove ci portano a sorvolare vaste pianure misteriose, distorte, multisfaccettate e imprevedibili, così come in Crowds And Power, dove sembra di entrare nella colonna sonora di un film western psichedelico che però possiamo solo immaginare viaggiando nell’ascolto di questo folgorante debutto.

Portare sul palco un basso, una chitarra e una batteria con influenze da Zappa a Coltrane passando per Thurston Moore senza essere referenziali o ripetitivi ma dicendo, nettamente, qualcosa di nuovo è un’opera da maestri.

Questi “Casinari Aritmetici” sono da seguire con lucida e determinata ossessione.

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