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Infection Code – Dissenso

2018 - Argonauta Records
industrial metal / noise

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Tracklist

1. Santa Mattanza
2. Costretti a sanguinare
3. Macerie
4. DSSN
5. In assoluto silenzio
6. Ad nauseam
7. Strategie
8. Sentenza


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Infection Code è un progetto orami da anni consolidato nell’identità e nella proposta musicale. “Dissenso” è uno sfogo primordiale contro ogni sopruso fisico e spirituale a cui l’uomo è sottoposto dal mondo moderno.

I riferimenti sono profondi nelle radici della musica estrema principalmente il balck metal, mi vengono in mente band come i Deafheaven, i Wolves in the Throne Room, i Darkthrone ma anche progetti decisamente più sperimentali come Old Man Gloom o Atriarch. Non solo di black metal vive il progetto, vi è un largo utilizzo di noise ed elettronica a decorare la furia spropositata dei brani conferendogli nebulosi ambienti e marmorea maestosità. La poetica è impregnata di ribellione e di rabbia oscura che mira ad aprire gli occhi e la mente dell’ascoltatore, gli Infection Code vogliono un pubblico reattivo ed esortano il pensiero indipendente e a non conformarsi con il gregge.

Le taglienti parole di Gabriele si stagliano sulla musica come a ricordare l’esortazione alla carica di un comandante al suo plotone, le onde sonore trasportano la scena in un futuro post apocalittico, poco tempo prima dell’estinzione della razza umana. I guerrieri, equipaggiati con rottami assemblati alla meno peggio e vestiti di pezzi di stracci luridi e spaiati in colori e materiali, formano ranghi disordinati ed un’alba viola e verde fluorescente da esalazioni velenose oscura il sole ed in lontananza minaccia tempesta. Il pianeta è un’infinita palude sulfurea di liquami tossici e non c’è più niente da conquistare o da scoprire, si può solo combattere per i pochi posti ancora vivibili, come nell’intenso passo del brano di apertura Santa Mattanza “La nostra condanna è vivere, la gioia è sopravvivere”. Si susseguono aspri combattimenti tra bordate di rumore e furiose raffiche ritmiche, i cadaveri si impilano l’uno sull’altro e il cielo è coperto dalle grida di dolore dei feriti che agonizzano nel fango tossico.

Il ruvido inizio di noise intermittente di Assoluto silenzio introduce alcune tra le liriche più belle del disco sempre mantenendo un tono tra il militaresco il disperato e il rabbioso, una frase fra tutte “Eversione sabotare discordia in assoluto dissenso” che riassume l’ambiente che tutto il disco porta con sé. Caro agli Infection Code è anche il tema sociale, menzionato più volte sempre con sfiducia e rancore ad evidenziare il fatto che nessuno di noi è libero dalla prigione della democrazia, siamo tutti succubi di poteri ancestrali e costituiti così a fondo nelle coscienze da eliminare anche la sola possibilità di guardare in faccia le sbarre che ci imprigionano.

“Schegge impazzite bruciano le carni in eterno” sbraitano le casse ad affermare che la lotta contro l’appiattimento del pensiero è sempre in atto, come la sanguinosa battaglia del plotone di poveri che subisce perdite ogni secondo e sembra non poter mai arrivare ad una conclusione, c’è sempre un altro soldato pronto a massacrare un suo simile, c’è sempre qualcuno che ha la volontà di soggiogare l’anima altrui e c’è sempre qualcuno disposto a rinunciare al proprio pensiero per unirsi alla massa. “Siamo tutti colpevoli” si dice, ed è vero. Un ultimo rabbioso e disperato assalto sta nella chiusura Sentenza pezzo di un’intensità poco comune e di un significato così profondo da far venire i brividi lungo la schiena.

Ormai la battaglia si è tramutata in un assedio da trincea e i pochi sopravvissuti non vedono che il sangue dei propri simili a terra e non desiderano altro che morire combattendo. Ogni sentimento è svanito, ogni tentativo di pace è ormai inutile e il mondo è morto affogato nel sangue.

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