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Father Murphy – Rising. A Requiem For Father Murphy

2018 - Avant! Records
drone / experimental / musica sacra

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Tracklist

1. Introit
2. Kyrie Eleison
3. Gradual
4. Tract
5. Sequence
6. Offertory
7. Sanctus
8. Agnus Dei
9. Communion
10. Pie Jesu
11. In Paradisum
12. Libera Me


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Quindi, io e la morte ci limitiamo a conversare. Lei dice cose che nessun altro potrebbe verosimilmente pronunciare […]

Così Tori Amos introduceva il volume “L’alto costo della vita” di Neil Gaiman dedicato ad uno dei personaggi più amati dell’universo di “Sandman” ossia Death. La morte dipinta dallo scrittore inglese però ha fattezze ampiamente umane, e non parlo solo dal punto di vista puramente estetico: non assomiglia infatti solo a Siouxsie Sioux, è anche una ragazza allegra e sempre pronta al confronto e al ragionamento. La morte DI Father Murphy è tutt’altra faccenda ma in comune hanno una cosa molto importante: la comunicazione con l’umano.

Rising. A Requiem For Father Murphy” è infatti l’atto finale DEI Father Murphy che portano in un trionfo morente il proprio percorso che ha coinciso con l’esistenza propria con quella del mito creato dal duo trevigiano. La lunga e ipnagogica messa funebre qui messa in atto è un piano sequenza che rivela solo di rado un tocco di montaggio, quasi impercettibile. Piccoli cambi di inquadratura che non si esimono mai dal raccontare ciò che sta tragicamente accadendo sotto i nostri occhi (e dentro le nostre orecchie/menti). Il suono inchiodato alto, ferruginoso e prego di sangue grondante di “Croce” si è diluito nel lento scorrere delle immagini di questo capitolo finale, dilatandosi all’estremo ed evolvendosi per un’ultima volta divenendo altro da sé.

La forza di Federico/Freddie e Chiara ha sempre trovato una nicchia nella nicchia, scavando così a fondo nell’obliquo da divenire così difficile da essere orecchiabile – una metamorfosi toccata prima d’ora solo a Swans, Dead Can Dance e Current 93 – e qui questo discorso raggiunge il suo zenit e il suo nadir simultaneamente circondando e permeando tutto quanto. L’epica dispersione lacrimevole di pezzi come Sequence tramutano nove minuti di preghiera in estatiche visioni baluginanti orrore che manda in solluchero. La diafana santificazione dell’eternità delle voci all’unisono del Kyrie Eleison sostenute da flebili stratificazioni incorporee sono divini orgasmi allucinatori.

Fanfare trasfigurate e private dal calore dell’ottone si dipanano nell’extrema ratio lugubre di Sanctus e in egual modo nell’infinita In Paradisum arricchita dalle interpolazioni dei field recordings ad opera di Luca Garino, quasi come se gli spiriti cantassero a loro volta una parte della liturgia finale in onore di Padre Murphy. Gli stessi spiriti che si chiudono irrequieti in un’urna durante l’Agnus Dei che pare una creatura mutilata in fase di rinascita. E poi il ritmo sollevato da terra da un sottile strato di elettricità “dronica” di Gradual, forse una delle cose più intense mi sia capitato di ascoltare negli ultimi anni.

Toccante e vibrante, rigenerante e ferale “Rising. A Requiem For Father Murphy” è un letto di morte in cui si prova piacere adagiandosi al suo interno. L’ultimo disco che tutti vorrebbero scrivere ma che quasi nessuno osa comporre e registrare. I Father Murphy lo hanno fatto e io li ringrazio.

[…] Questo è il prezzo della vita. Un giorno morirò anch’io. Un giorno…

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