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Ihsahn – Ámr

2018 - Mnemosine / Candlelight Records
avant metal

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Tracklist

1. Lend Me The Eyes Of Millennia
2. Arcana Imperii
3. Sámr
4. One Less Enemy
5. Where You Are Lost And I Belong
6. In Rites Of Passage
7. Marble Soul
8. Twin Black Angels
9. Wake


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This approach was inspired by the eerie synth soundtracks of films like Halloween, plus some contemporary R&B and hip-hop stuff with those deep, deep 808s.” Più o meno il nuovo disco di Ihsahn sta tutto qui.

Che fosse una spanna sopra tutti i suoi colleghi lo sapevamo già dai tempi degli Emperor (“Prometheus” rimane un esempio di classe ed eleganza tutt’ora irraggiungibile) ma è con questo nuovo lavoro che il musicista del Telemark libera una volta per tutte il suo estro creativo. E lo fa tirando fuori dal cilindro un disco incredibile, caratterizzato da una ricerca sonora totalmente libera da qualsivoglia limite o preconcetto.

Ogni brano è infatti costruito su strutture che di metal hanno poco o nulla, in cui persino la chitarra (che rimane comunque il suo strumento principale) spesso non suona come una chitarra ma si fonde alla perfezione nell’amalgama dei synth. Il basso, che è totalmente assente, è sostituito da tappeti di bass synth che poco hanno da spartire col rock classico avvicinandosi piuttosto all’universo hip hop ed R&B, appunto.

Pure i momenti più furiosi come la opener Lend Me The Eyes Of Millennia o la conclusiva Wake riescono a guardare oltre al semplice concetto di metal, facendo un uso magistrale delle orchestrazioni. L’eleganza squisitamente melodica e gli arrangiamenti vocali di Sàmr e Twin Black Angels superano persino le ultime meravigliose velleità ottantiane degli Ulver, mentre è con One Less Enemy e Arcana Inferii che le atmosfere si fanno più cupe.

Non esistono filler in questo “Ámr, ogni brano ha una sua identità ben precisa che sia essa marziale come in Where You Are Lost And I Belong, o sfacciatamente elettro-industrial come in In Rites Of Passage.

Ho avuto l’occasione di scambiare personalmente quattro chiacchiere con Ihsahn quest’anno dopo una sua clinic durante l’Inferno Festival e mi ha colpito la semplicità, la genuinità e la passione con cui parla della propria musica, di come si senta sempre in dovere di evolversi pur rimanendo attaccato alle sue origini, con la maturità di un uomo prima ancora che un artista.

Forse il suo segreto sta tutto lì dentro.

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