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Goldenground

GOLDENGROUND: Andrea Spinelli Art

Goldenground

Esiste un mondo sommerso, una selva di persone, passioni e cuori che stanno dietro alla musica e che ogni giorno la nutrono con amore paterno, nascosti dietro le quinte della scena. Goldengound va a scavare negli intricati tunnel dell’undeground per portare alla luce le scintillanti pepite d’oro sparse in tutta italia e per dare voce a chi è solito dare voce alla musica.

Goldenground oggi vi porta alla scoperta di Andrea Spinelli, un artista originale e innovativo molto legato alla musica e ai concerti. I soggetti di Andrea sono spesso band o musicisti e vengono ritratti dal vivo proprio nel momento in cui la band sta suonando sul palco. Sulle sue tele, tra i tantissimi, sono finiti personaggi come Giorno Canali, Levante, Mezzosangue, Modena City Ramblers, Bud Spencer Blues Exploision, Meganoidi e Capossela.

Photo credit: Matteo Casilli

È un piacere averti con noi Andrea! La tua attività ci ha incuriosito molto per il legame così forte con la musica e per il fatto che tu ai concerti ci vai con la tela e i pennelli. Saremo curiosi di sapere com’è nata questa idea del ritratto dal vivo, qual è stato il primo ritratto in assoluto e quanti fino ad ora ne hai realizzati.

Ciao e grazie per la bella opportunità! Hai ragione, il mio legame con la musica è molto forte: nasco infatti musicista prima che pittore. Sono batterista da 12 anni, ho suonato in diverse band e quando 5 anni fa la mia band si sciolse mi ritrovai artisticamente “disoccupato”. Non avevo voglia di rimettermi subito in gioco musicalmente, così rispolverai un’abitudine che sin da piccolo mi porto dietro ovvero quella di disegnare. Pensai: “Perché non unire le due modalità espressive? Chissà cosa può venirne fuori!” ed eccomi qui, dopo 400 artisti ritratti dal vivo in quasi tutta Italia. Il primo ritratto in assoluto è tuttora un po’ incerto: potrei attribuirlo ai Management Del Dolore Post Operatorio o ai Nylon (una band emergente di Pavia).

Il tuoi dipinti sono davvero originali, agli occhi di un profano il tuo stile sembra un incidente stradale tra il caricaturale e l’impressionismo. Sentiti libero di smentirmi a qualsiasi livello, raccontaci tuttavia quali sono le tue tecniche preferite e i tuoi riferimenti nell’arte grafica e consigliaci, se c’è, qualche bravo artista giovane che si sta facendo notare.

Mi trovi un po impreparato nel darti consigli: io mi guardo spesso attorno e rubo tutto quello che posso rubare (come suggeriva di fare il buon Picasso), ma ho un grosso difetto che è quello di dimenticare nomi numeri e visi. Però hai ragione sull’incidente stradale tra caricatura e dipinti impressionisti: la prima è un’attitudine che nasce spontanea dalla mia matita, i secondi mi hanno sempre affascinato per l’intensità dei colori e le pennellate “maleducate” (così mi piace definirle). Più che artisti giovani mi sento di consigliare i grandi nomi del fumetto e dell’illustrazione: Milo Manara, Sergio Toppi, Bruno Brindisi, Angelo Stano, Corrado Roy. E pittori che hanno fatto la storia e che amo molto: Picasso, Toulouse Lautrec, Chagall, Van Gogh.

Come ti senti rispetto ai musicisti che suonano mentre dipingi? Si crea una sorta di sintonia con quello che succede sul palco o sei ispirato e trasceso dalla musica? Ci intriga il modo in cui convivono le due arti nel momento del ritratto.

Si crea un bellissimo rapporto di scambio, di dare-ricevere emozioni e suggestioni; tengo sempre conto del parco luci per definire la palette cromatica del dipinto e seguo con scrupolosità i movimenti dei musicisti, le loro peculiarità fisiche, la loro intensità e passione. Sono davvero tantissimi gli elementi che devo comprimere e trascrivere sulla tela e questo processo per me è davvero elettrizzante!

Dicci qual è stata la reazione più inaspettata ad un tuo ritratto da parte del soggetto, qual è il ritratto dal vivo che vorresti fare ma ancora non sei riuscito a realizzare e quale invece è il ritratto a cui sei più legato.

Ricorderò sempre con stupore come Antonella Ruggiero si mise a spiegare davanti ad alcuni suoi fans in cosa consisteva il mio lavoro. Con una grazia, una semplicità e onestà incredibili. Anche Samuele Bersani ebbe una delle reazioni più belle: si stupì quasi come un bimbo di fronte a mille colori e mi parlò dell’importanza del fare dal vivo quel che facevo.

Ammiro molto la tua capacità di concentrazione in luoghi affollati e caotici come i concerti. Non ti disturbano le persone che, giustamente, si stanno godendo il concerto? Ti è mai capitato di dover litigare con qualcuno per dipingere in pace?

Ahahah diciamo che un po’ me la sono cercata! Generalmente il pubblico non mi infastidisce, anzi, è sempre molto curioso e rispettoso del mio lavoro. Forse con qualche organizzatore/tecnico c’è stata qualche incomprensione durante qualche festival ma lo ritengo assolutamente normale. Alla fine faccio una cosa molto particolare e ancora poco conosciuta ed è normale che i professionisti dietro le quinte mi guardino con sorpresa e curiosità.

Photo credit: Roberto Priolo

Quando non ritrai i musicisti cosa disegni? Raccontaci qualcosa delle tue opere non music related.

Ultimamente mi sto dedicando alla digital art e ritraggo paesaggi (per lo più urbani). Mi da grande respiro e soddisfazione: dopo 400 soggetti musicali fa bene alla mente e al cuore un pò di cambiamento!

Questa rubrica va a scandagliare i fondali dell’underground e siccome l’underground è fatto di persone noi chiediamo sempre qualcosa a riguardo dell’aspetto economico. Sappiamo che i musicisti, anche i grandi nomi, sono sempre in affanno, come se la passa invece un’artista come te? Riesci a sostenerti con la tua attività?

È un dato di fatto che vivere puramente d’arte, che si tratti di musica o arte visiva, sia davvero davvero davvero difficile. Ci vuole tanto sacrificio; è una vocazione, per vivere di questo devi avere una motivazione così forte che deve per forza trascendere il puro aspetto economico o di convenienza. Però ti dico una cosa: credo molto nella professionalità legata al mondo dell’arte. Tutto questo per dirti che alla fine non me la passo male: sono da solo e quindi fatico 10 volte di più rispetto a una band di 4-5 persone. Però questo mi da anche tanti vantaggi a partire dal fatto che non devo spartire nulla con nessuno perché provvedo praticamente io a tutto: produzione, logistica, marketing, social e così via.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Avevo visto qualcosa riguardo l’animazione, dobbiamo aspettarci dei video?

Ah guarda, ho appena fatto un acquisto di strumentazione, un upgrade della Madonna! L’animazione è solo uno degli aspetti che svilupperò maggiormente nei mesi a venire. Sono molto entusiasta!

Se uno dei nostri lettori ti volesse ad uno suo evento è possibile invitarti? Se si come? E se di nuovo uno dei nostri lettori fosse interessato ad acquistare una tua opera come può fare?

Per tutto questo ci sono i miei contatti diretti come il mio profilo Facebook, la mia Pagina Facebook, il mio canale Instagram e la mia mail: info@andreaspinelliart.it .

Ti ringraziamo per il tempo che ci hai concesso e ti auguriamo un buon lavoro!

Grazie a voi per la bellissima intervista e in bocca al lupo!

Info: andreaspinelliart.it

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