Impatto Sonoro
Menu

Recensioni

Idles – Joy As An Act Of Resistance

2018 - Partisan Records
alternative rock / punk rock

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. Colossus
2. Never Fight A Man With A Perm
3. I’m Scum
4. Danny Nedelko
5. Love Song
6. June
7. Samaritans
8. Television
9. Great
10. Gram Rock
11. Cry To Me
12. Rottweiler


Web

Sito Ufficiale
Facebook

Questa recensione mi è costata fatica: li amo troppo li ascolto quasi ogni giorno da quando è uscito il loro album di debutto, “Brutalism”, nel marzo 2017 e ora che ho ascoltato anche “Joy As An Act Of Resistance” li amo ancora di più. Come faccio ad essere obiettivo? Come faccio a criticarli?

Conoscevo il punk come il puro e semplice andare contro, negare, urlare la propria insoddisfazione. Poi sono arrivati gli Idles: l’evoluzione del punk, la creazione di un nuovo messaggio. Loro ti afferrano con “Joy As An Act Of Resistance” nelle difficoltà della vita quotidiana, è qui che condannano il veleno della mascolinità imposta dalla tradizione, il machismo a tutti i costi, è qui che ti dicono che James Bond non è un figo come tutti credono perché uccide per la Patria, Dio e la Regina e non abbiamo più bisogno di personaggi come lui. Siamo semplicemente esseri umani: fragili e vulnerabili, tutti accomunati dalla mortalità e dalla finitudine. Perché “La paura porta al panico, il panico porta al dolore, il dolore porta alla rabbia, la rabbia porta all’odio” – una delle frasi più belle in Danny Nedelko e vi segnalo l’unica cover dell’album Cry To Me di Solomon Burke in versione Grinderman, gioia per tutti voi fans di “Dirty Dancing” là fuori!

Questa è una rivoluzione, una “transvalutazione” di tutti i cosiddetti valori moderni dettati dall’apparire, si tratta di non essere più personaggi. Gli Idles sono testimoni e messaggeri del nostro tempo, posso dire dei messaggeri di Pace, i loro pezzi sono un grandioso “All is Love” (mantra del cantante e leader Joe Talbot) immenso, poderoso e inarrestabile, sono “Impeto e Tempesta”, come nello “Sturm und Drang” arriva quel senso esaltante di liberazione: Schlegel ha fatto nella storia della letteratura ciò che Winckelmann ha fatto nella storia dell’arte e gli Idles lo stanno facendo nella storia del punk rock.

Joy As An Act Of Resistance” non è tagliente e crudo quanto “Brutalism”, i suoni sono più pieni e smussati ma è una magia dall’inizio alla fine. Potrebbe essere, come anticipato da più voci d’oltremanica, il loro “Nevermind” ma, secondo me, il prossimo album sarà il loro “London Calling”. Infatti potrebbero diventare influenti quanto i Clash perché con il punk degli Idles sei vero, gridando, come in LovesongI fuckin love you!!!”  in modo talmente naive da arrivare dritto al cuore. Cuore che potrebbe spaccarsi ascoltando June, un pezzo che tratta di una sofferenza che non si può raccontare con i concetti, va oltre e probabilmente, come dichiarato, non verrà mai eseguita dal vivo. Non elencherò gli elementi che troverete nei vari pezzi perché, credetemi, questo è un disco che, se leggete Impatto Sonoro, dovreste ascoltare tutti. Perché gli Idles sono una band che cambia le cose, che crea una scena e che probabilmente sarà spunto di imitazione e ispirazione per molti a venire.

Il punk degli Idles è un medium, trasporta l’autenticità della vita, scevra da ogni sovrastruttura. Restate saldi, se ci riuscite.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni