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Counterparts – Private Room

2018 - Pure Noise Records
melodic hardcore

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Tracklist

1. Monument
2. Selfishly I Sink
3. We Forgive


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Mutano gli interpreti, ma il risultato non cambia. Come un’opera minore diretta da un regista di rilievo, “Private Room” è l’ulteriore conferma, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, dello strapotere musicale dei Counterparts, capaci ancora una volta di infrangere i cliché del melodic hardcore e del metalcore.

Necessario un passo indietro, a non molto tempo fa: il 22 settembre dello scorso anno la band canadese usciva con “You’re Not You Anymore”, la migliore opera dai tempi di “Prophets” nonché l’ultimo avamposto di resistenza di tutta quella corrente musicale che proprio la band di Brendan Murphy ha mantenuto viva, portando ogni singola nota e ogni singola composizione a un livello superiore rispetto a tanti copia-incolla spuntati come funghi dal 2007 ad oggi.

Private Room” rappresenta un’immersione veloce in ciò che i Counterparts sono ora e probabilmente saranno ancora per molti anni a venire: un quintetto che nonostante i cambi di line-up pressoché costanti è riuscito a mantenere una sua immagine e una sua identità che muove ben oltre un paio di breakdown e qualche accelerata qua e là.

A dimostrarlo sono soprattutto la spensieratezza e la sfacciataggine con la quale i Nostri hanno deciso, di concerto con la Pure Noise Records (attualmente, una delle etichette più forti del panorama alternative globale), di uscire con questa mini raccolta di b-sides, quasi a denotare la loro unica volontà di voler far musica senza eccessivi patemi.

Se la militanza di Murphy negli End, supergruppo metallic hardcore nel quale i compiti canori sono ben diversi, ha dato i suoi frutti anche in sede live, ecco arrivare a completamento alcuni nuovi membri della band in grado di elevarla ben al di sopra degli stessi Counterparts pre-2017: su tutti spicca il batterista Kyle Brownlee, nuovo inarrestabile capitano di ventura dietro ai fusti, i cui pirotecnici incastri barocchi ma letali fanno da rampa di lancio a tutto l’EP. Le chitarre, dissonanti e intricate, lasciano spazio a cavalcate di basso imponenti che si vanno ad incollare come mastice su tutto ciò che sfiorano.

Chi ha sempre seguito la band non potrà dunque che rimanere nuovamente a bocca a aperta di fronte alla capacità fuori dal comune di rendere un sound complesso estremamente ed esteticamente bello e affascinante, quasi semplice: tutto suona fluido e concreto, senza intoppi, esagerazioni e ripetizioni. Nessuna delle tre tracce prevarica sulle altre, anzi semmai vi è un completamento: Monument incede con grande portamento, mostrando subito i denti; Selfishly I Sink inserisce prime note di melodia accattivanti, We Forgive è il tripudio dei Counterparts mélo di “Tragedy Will Find Us”.

Tre canzoni per sbancare il banco, in vista dei numerosi tour che attendono la band all’orizzonte: nulla di più azzeccato per caricarsi nuovamente sulle spalle il destino di incrollabili portabandiera del melodic hardcore.

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