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Behemoth – I Loved You At Your Darkest

2018 - Nuclear Blast
black metal / death metal

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Tracklist

1. Solve (Intro)
2. Wolves Ov Siberia
3. God = Dog
4. Ecclesia Diabolica Catholica
5. Bartzabel
6. If Crucifixtion Was Not Enough
7. Angelvs XIII
8. Sabbath Mater
9. Havohej Pantocrator
10. ROM 5:8
11. We Are The Next 1000 Years
12. Coagvla (Outro)


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Quando parliamo dei Behemoth, ricordiamoci sempre che parliamo del gruppo che, insieme ai Graveland, ha portato la musica nera in terra polacca. Questo presupposto lo poniamo alla base di  un’attenta riflessione riguardante “I Loved You At Your Darkest“, l’ultimo lavoro in studio della band di Adam Michal Darski alias Nergal. Il carismatico frontman si dedica ora a tematiche filosofico-occulte, parlando una lingua musicale che spiazza, non poco, i suoi fan.

Tralasciando i puristi che vedono in “Evangelion” (2009) l’ultimo lavoro apprezzabile della formazione polacca, “The Satanist” aveva comunque riscosso un buon e meritato successo nel 2014. Con la loro ultima fatica i Behemoth danno vita ad un lavoro che si pone metà tra un black metal piuttosto puerile e sprazzi di quel sound sulfureo e oscuro a cui la band ci ha abituato. Sembra, infatti, che Nergal e compagni sfoderino espedienti piuttosto banali, quasi a voler sconvolgere le menti più giovani, facilmente turbabili da qualche croce rovesciata e un po’ di growl ben fatto.

I cori di bambini, in Solve, ma anche in  Havohej Pantocrator, sembrano mezzucci da film horror, che si vanno ad incastrare in una musica piatta, di poco conto. Tralasciando la trovata pubblicitaria, piuttosto ridicola, dei croccantini per cani a forma di croce, God = Dog è un brano che riprende un po’ il pathos degli antichi fasti, ma ancora non ci siamo. Il brano migliore del disco, Wolf Ov Siberia, ci ridona finalmente quel sound glaciale con Inferno, Orion e Seth a creare la giusta cornice per la chitarra e l’iracondo growl di Nergal. Fiammate di nera speranza anche If Crucifixition Was Not Enough e Angelvs XIII: si ritrovano quei bei riff luciferini e una buona scivolata su fronti death con qualche risvolto doom un po’ stucchevole alla lunga.   

Interessanti, anche se sui generis per lo standard Behemoth, le alchemiche ed esoteriche Ecclesia Diabolica Catholica e Bartzabel. Quest’ultima, insieme alla sopracitata God = Dog, sono i primi due singoli estratti e, caso strano, corredati da scenici video realizzati con maestria: ormai il nostro Darsky ha il marketing nel sangue….anche troppo, forse. Sabbath Mater, con un ritornello che lascia interdetti, continua la seconda parte del disco trascinandoci su brani amorfi quali ROM 5-8 o We Are the Next 1000 Years. Coagvla, mette il punto finale all’undicesima claudicante prova in studio di Nergal e compagni.

L’evoluzione interiore del leader della band è sicuramente riscontrabile nei testi di questo disco, che affondano nelle profondità dell’occulto, dell’esoterismo e dl satanismo. Purtroppo sembra che la fiamma nera dei Behemoth, da sempre portata con orgoglio dalla natia Polonia in tutto il mondo, si stia un po’ abbassando, al contrario dell’ego del leader della band. Sarebbe meglio che il caro Adam Michal Darski, più che lanciare prodotti, partecipare a reality o promuovere mode, facesse ciò che gli riusciva tanto bene fino a quattro anni fa. A questo punto, aspettiamo solo l’Ecclesia Diabolica Tour per vedere i ragazzi dal vivo, situazione in cui non hanno mai lasciato nulla al caso, risultando sempre scenografici e spettacolari.

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