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Thom Yorke – Suspiria

2018 - XL Recordings
soundtrack

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Tracklist

#1
01. A Storm That Took Everything
02. The Hooks 
03. Suspirium
04. Belongings Thrown in a River 
05. Has Ended
06. Klemperer Walks 
07. Open Again 
08. Sabbath Incantation 
09. The Inevitable Pull 
10. Olga's Destruction (Volk tape)
11. The Conjuring of Anke 
12. A Light Green 
13. Unmade 
14. The Jumps 

#2
01. Volk 
02. The Universe is Indifferent
03. The Balance of Things
04. A Soft Hand Across Your Face
05. Suspirium Finale
06. A Choir of One
07. Synthesizer Speaks 
08. The Room of Compartments 
09. An Audition 
10. Voiceless Terror 
11. The Epilogue 


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A differenza del suon compagno di band Jonny Greenwood, che si guadagnò la nomination agli Oscar per la sonorizzazione del film “There Will Be Blood”, Thom Yorke è alla prima esperienza per la composizione di una colonna sonora. A dir la verità i Radiohead ci avrebbero pure provato con la canzone Spectre, che doveva essere inclusa nella colonna sonora dell’omonimo film di 007, ma alla quale i produttori hanno malauguratamente preferito Writing’s on the Wall di Sam Smith, decisione a mio avviso quantomeno discutibile vista l’innegabile bellezza ed eleganza del brano di Yorke e soci, uno dei miei preferiti della loro carriera.

Non siamo nuovi a vedere cose davvero particolari uscire a nome del leader dei Radiohead, mi riferisco non solo ai suoi dischi solisti ma anche alla volta in cui creò una canzone lunga 18 giorni (si giorni, non minuti ed ogni minuto è diverso dal precedente) dal titolo Subterranea, per accompagnare la mostra dell’amico Stanley Donwood, responsabile di quasi tutti gli artwork della leggendaria band dell’Oxfordshire. Quale migliore occasione quindi, a più di 40 anni dall’uscita nelle sale, del remake di Suspiria, film culto del pioniere e maestro dell’horror Dario Argento sonorizzato originariamente, e peraltro in maniera esemplare, da un’altra band leggendaria, i Goblin.

Quello che mi stupisce molto è che Thom Yorke sembra aver voluto prendere le distanze dalla musica originale, come dimostra il singolo Suspirium, molto più vicino ai famosi exploit di pianoforte e voce a cui Yorke da anni ci ha abituato – basti pensare a Last Flower, b-side di “In Rainbows“, canzone che ricorda molto il suddetto singolo, sia negli accordi usati che nella linea vocale. Addirittura Last Flower ha dei picchi di tristezza più intensi e un giro armonico ancora più azzardato, ma potrei anche citare altri pezzi come Down is the New Up o Analyse, canzoni memorabili e pregne di pathos.

Segue il secondo singolo Has Ended, niente pianoforte stavolta ma una batteria jazzy che accompagna brillanti soundscape sporchi di elettronica e in ogni caso sorprendentemente mai spaventosi. La scelta pare essere stata quella di creare una sospensione più che terrorizzare ed infondere direttamente sensazioni di disagio e instabilità come fecero a suo tempo i Goblin. Probabilmente si è pensato che le immagini del film fossero sufficientemente disturbanti e che la musica sarebbe stato un vettore di cristallizzazione del momento, un modo per glorificare il massacro visivo e non per trasmettere terrore di per sé.

Se lo guardiamo come un disco (in questo caso doppio disco), “Suspiria” appare molto lungo e tortuoso, le canzoni sono solamente 5, tutto intorno una fitta coltre di nebbia fantasma fatta di suoni eterei, a tratti sovrannaturali frutto di sovrapposizioni di molteplici layer sonori operati in sede di registrazione. Yorke suggerisce che la composizione di questa colonna sonora è stata come dipingere un quadro, sappiamo infatti che il cantante dei Radiohead non è un musicista classico come il collega Greenwood, ma è un addomesticatore di suoni, più che le note sono importanti i timbri, i riverberi e l’interazione unica che si ottiene con la sperimentazione, con l’instinto e l’intuizione.

Va bene Thom, abbiamo capito che non ti riesce male niente, i miei più sentiti complimenti, ora però aspettiamo il nuovo lavoro solista e magari, se ti dovesse avanzare tempo, anche un nuovo disco dei Radiohead, grazie.

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