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Stine Janvin – Fake Synthetic Music

2018 - PAN
elettronica / sperimentale

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Tracklist

1. MOOD
2. GLITCH
3. LIPS
4. Like Right Now
5. Like Last Night
6. Tripple A
7. Portamento
8. Lean In
9. Zen Garden


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Qualche anno fa, dal mondo nordico spunta il fenomeno underground di Stine Janvin Motland che, in fatto di sperimentazione, era parecchio avanti poiché il suo, più che una sperimentazione, era un vero e proprio studio sulle possibilità della voce. Possibilità che non avevano bisogno di altro se non delle modulazioni della propria voce, e nient’altro. Ecco, ora ci troviamo in una fase successiva del suo studio (e diciamo che entriamo nel vivo della sua sperimentazione). Già con l’etichetta 3db aveva mostrato le sue propensioni estreme. Il limite ora è stato ulteriormente superato: se prima la voce era subito collegabile ad una sorgente umana, adesso la voce diventa mero suono, scollegata dalla sua sorgente umana ma comunque portando in scena le potenzialità del suono.

I dualismi (organico/ sintetico, artificiale/umano) sono qui proposti in tutte le loro declinazioni. Ecco che questo “Fake Synthetic Music” è una performance live di voce, eco e spazialità. Se ci mettessimo a decostruire la sua “attività canora” vedremmo come il suo impiego sposi melodie pop, sequenze techno e mood trance in un sol colpo. E qui entra in scena anche l’elettronica che, come protesi (visto che si parla di connubio sintetico/organico), spinge molto oltre il limite le sperimentazioni: “Volevo esplorare ciò che riuscivo a volcalizzare combinando architetture sonore con sequenze da dancefloor”, ha dichiarato Janvin. Ogni traccia è puramente una produzione da studio utilizzando i suoi archivi vocali di note sostenute, tagliate in innumerevoli pezzi di differente lunghezza, riattaccate in un tanto splendido quanto ostico lavoro di cut-up e assemblaggio che nella storia della vocalità è difficile da trovare. Soprattutto in tracce specifiche, il processo di alienazione della voce, ovvero, l’uscita della dimensione vocale da se stessa, è davvero lampante, come in GLITCH, in cui la poliritmia si muove su differenti fronti, toccando intrusioni di accenti e tonali che riescono a straniare (quindi, doppio processo di alienazione), oppure la poetica ed intima Like Last Night in cui il delay si intreccia con la melodia, o come Portamento, in sui il prolungamento delle note, diventa una sospensione sempiterna, sono alcuni degli esempi delle capacità vocali della Nostra (basti anche solo dare un’occhiata ai suoi live per capirne l’audacia, al di là della capacità.

Ogni sorgente live, diventa poi materiale convertito in chiave digitale, lasciando la semplicità del segnale diretto della voce attraverso effetti digitali senza processi di post-produzione.

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